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Pietro Aretino
Dialogo nel quale la Nanna insegna a la Pippa

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


a'-arder | ardev-bonad | bone-cogli | cogna-desid | desin-farve | fasce-gonza | gonzi-ispen | ispic-merca | merce-parti | parto-profi | profo-ripos | ripre-scole | scolp-spass | spaur-tirav | tisic-vicin | vida-zurlo

                                                                        grassetto = Testo principale
     Capitolo                                                           grigio = Testo di commento
5504 gi2| saliste ieri o poco fa: poi riprendete il mio avere io de la bambina 5505 gi2| di zecca: di modo che gli ripresero, e avviatela fuor de la 5506 gi3| trama de lo spirito, sendo ripreso del dar fede a così fatti 5507 gi3| COMARE. Guarda a una ruffiana riputata bontà de le sue vertù e 5508 gi3| appassionato mi metto in una risaiuola la più spalancata e la più 5509 gi1| che fosse stato un taglio risaldato.~PIPPA. Così sì.~NANNA. 5510 gi3| ammaestramenti e rimedi fin per il riscaldato, nel levarmi su per andarmene 5511 gi3| ferma, tosse un pochetto, si rischiara, saluta altrui con boce 5512 gi1| i denti col tovagliuolo, risciacquandogli con l'acqua pura, tosto 5513 gi1| indisposizione e il farlo troppo. Risciacquati la bocca la mattina a digiuno 5514 gi2| cadendo: ella si vergognava di riscontrare lo spirito di suo padre 5515 gi2| Nanna, e la galante Pippa al riscontro de la Comare. In questo 5516 gi3| Io a cotal conforto mi riscuoto un poco, e acquetati tutti 5517 gi3| le fave e l'altre cose, e risegnatele di nuovo con gli sba<di> 5518 gi1| intorno: e come l'hai fatto risentire, ripiglialo e diguazzalo 5519 gi1| mi sono avveduta del tuo risentirti al viso: che ti si è tutto 5520 gi1| le parole: e mi son tutta risentita udendovi; e mi è parso che 5521 gi3| è amannito.~BALIA. Io mi risento tutta nel raccontarmi ciò 5522 gi1| cicalaccia: anzi me le ho riserbate in petto pei casi che potessero 5523 gi2| scrittegli da lei, se ne risero un pezzo insieme; poi, tolto 5524 gi1| te ne darei un minimo»; e riserrando la scarsella andrà di subito 5525 gi3| sapere de la ruffiana: e si riserrano con noi, e a la domestica 5526 gi3| guardatolo, con istupirmi lo riserro e me lo reco sotto il braccio; 5527 gi3| occhietti, con certi suoi risetti, e con alcuni atti, gesti 5528 gi2| par che ci sia niuno che risguardi i torti con dritta ragione? 5529 gi2| vento: a la fine la signora, risoluta de la sua partita, provò 5530 gi3| me ne fa segretaria. Onde risolvo che a fargliene carestia 5531 gi1| rientrano in se stessi e risospingansi in fuora caminando.~PIPPA. 5532 gi1| chiave che è ne la serratura, rispigni, rimena e rificca; e piano 5533 ded| condizioni le quali vi fanno risplendere come ne le loro risplendono 5534 ded| fra Sebastiano piombatore risplenderebbono fin ne le tenebre; e non 5535 ded| risplendere come ne le loro risplendono i miei benefattori. E se 5536 gi1| se dimandi loro perché, rispondano: «Perché «porta» e «reca» 5537 gi1| egli ti dice «Che hai?», rispondegli: «Una pessima sorte ho, 5538 gi3| se mi volete bene»; e io rispondendole con «Ah! ah! ah!», la pongo 5539 gi3| ave» che mi risponde; e rispondendomi apre la grata: e io stringo 5540 gi2| le finestre de le camere rispondenti in quelle de la tua, con 5541 gi1| faccio, farete?»; lo stallone risponderà con voce incazzita: «Sì, 5542 gi3| ed egli, non potendo rispondermi per la moresca che gli facevano 5543 gi1| importassi il dirlo, gli risposi che io non voleva esser 5544 gi1| che se ne dica, mi sarebbe risposto «L'amore te ne inganna», 5545 gi3| braccio; e poi ritorno a risquadrare lo albergo de le rinchiuse. 5546 gi2| adagiatolo nel suo palagio fece ristorar la nave e i navicanti più 5547 gi2| quando si credeva di avere in ristoro del danno qualche gran presente 5548 gi3| avventato; onde ella si ristrigne a lui con dire «Oimè». Intanto 5549 gi2| una gran manifattura il ristringerla e il farle far sangue.~PIPPA. 5550 gi3| drento, sospiro, tremo e mi ristringo in me stessa, con dire: « 5551 gi3| dirtela in un fiato, egli risuscita più tosto che non more.~ 5552 gi3| incantare e medicare e risuscitare con le parole ognuno, spio 5553 gi2| la sua venuta lo avesse risuscitato, si levò suso: e posto nome 5554 gi1| quello ciò che ti pare; e ritarda il rendere, e se non te 5555 gi2| mezzo noi averemo agio di ritardarlo qui: e forse lo averà di 5556 gi2| onde si ritenne alquanto. E ritenendosi per l'ultime parole, fece 5557 gi2| che le concesse formare, ritenere e dire; e si dee stimar 5558 gi2| qual son disposta non possa ritenerti del partir deliberato? Ma 5559 gi3| veste per andar fuora, e son ritenuto due ore da chi mi viene 5560 gi1| spaventar con lo strepito, ma ritiene il fiato finché ci : come 5561 gi1| s'egli accenna di fare, ritienti dicendo: «Non anco, vita 5562 gi2| mano ai tuoi miracoli»; e ritiratola suso, con il rivolgerla 5563 gi3| uno alzar di capo, e mi ritiro drento, appunto quando ella 5564 gi3| importanza de l'accia e del refe, ritocco dove le dole, dicendo: « 5565 gi3| infantescarsi. E la toccò e ritoccò più di dieci volte; e non 5566 gi2| per nonnulla la togliamo e ritogliamo: e ciò nasce perché i nostri 5567 gi3| ritorno, do speranza, la ritolgo, e simili baie; ed egli 5568 gi2| una sessantina la donò e ritolse nel modo che io ti ho detto; 5569 gi3| importa». Così voi avete ritolta la vostra lettera, e son 5570 gi3| secondo giorno che io ci ritornai, feci sì con bel modo che 5571 gi2| Ecco le mie profezie che ritornan vere: ecco che sarai savia, 5572 gi1| quando tempo gliene parve, e ritornando al ragionare, la Pippa che 5573 ded| veloce il suo fare, che, ritornandogli in mano, lo riconosce nel 5574 gi1| qualche cosa; altrimenti tu mi ritornarai a casa con la pancia piena 5575 gi2| suo non aver voluto ancora ritornargli in casa, si infocò tutto 5576 gi2| andato fino in Banchi, ritornarono indrieto; e dicesi che la 5577 gi3| passi faceva a lo inanzi per ritornarsi a casa, e quattro a lo indrieto 5578 gi3| potevano spettare che io ritornassi!~BALIA. Chi non sa notare 5579 gi2| pien di ben-faremo se ne ritornava donde si partì.~PIPPA. Che 5580 gi1| con l'altra, prima che io ritorni al signore col quale sarai, 5581 gi2| macchia per ogni verso.~NANNA. Ritorniamo a le leggende che si potrebbero 5582 gi3| e non stette molto che ritornò a me con una schiera di 5583 gi3| volse leggere, né gli potei ritòrre il libro di mano. Io tel 5584 gi3| Ora mi è a le spalle per ritrarla di nuovo, non gli bastando 5585 gi1| e tu per tal verso puoi ritrarne il poco. Appresso torrai 5586 gi1| che vuole»; a la fine ne ritrasse un ducato. E mandatemela 5587 gi1| divine bellezze, le quali ha ritratte la natura, col consenso 5588 gi1| carpisce quadri, tondi, ritratti, teste, ignudi e ciò che 5589 gi2| fanciulla, ma che non vorrebbe ritrosarie in casacervelline, e 5590 gi1| e quando i rincrescevoli ritrosescamente ti favellano, ti gridano, 5591 gi2| deum laudamus che ei fece ritrovandosela in collo: e voleva far quistione 5592 gi2| corrano al fischio?»; e ritrovandosi in ciancia con altri posti 5593 gi2| perduta la sua donna averla a ritrovare per il mezzo de le cose 5594 gi2| mangia-paradisi sono tali che non le ritrovarebbono le negromanzie, le quali 5595 gi2| Ora, aperta la prigione e ritrovatasi viva, il mastino rinegato 5596 gi2| il più de le volte non ritrovavi il letto, e più andavi a 5597 gi3| la parola, il suo senno ritruova l'amicizia, piacegli i suoni, 5598 gi3| darei nulla de le tue man ritte.~COMARE. Tu sei pazza per 5599 gi1| tre volte, te lo rizza, e ritto che te lo ha, gli una 5600 gi3| veruna vecchia paura, mi riuscì. Un gentil gentiluomo, giovane 5601 gi1| modi che debbi tenere per riuscir dove io spero vederti, e 5602 gi1| Apritimi dove la trama riuscirà.~NANNA. A non aver più pace 5603 gi2| a quello che ne potesse riuscire, andò al padrone de la casa 5604 gi3| mio; e che più, se me ne riuscissi male?».~BALIA. La polvere 5605 gi2| sporto d'un verroncello che riusciva drieto il palazzo; e perché 5606 gi1| colui che intoppa nel suo rivale; e non si potria dire quanta 5607 gi2| avvidde di avere i grandi per rivali, non pure <non> la refutò, 5608 gi2| fosse capitata a le mie rive». Ciò detto scompiglia il 5609 ded| in un tratto, senza punto rivederne, mandarlo a le stampe forestieri, 5610 gi1| rimando partito che si fu, a rivenderla. Che più? La grue fu comperata 5611 gi1| sempre un ducato: e poi mi rivenne a casa. Or pàrti, Pippa, 5612 gi1| ritornare a casa, e poi, riverentemente detto «Buona notte a le 5613 gi1| napolitane aspagnolate, riverenti: facendoti parer di zuccaro 5614 ded| e in premio di ciò, fate riverenza a don Pedro di Toledo, marchese 5615 gi1| perché la vecchiezza dee riverirsi, poi saresti tenuta una 5616 gi3| bambagia; e salutatele e riveritele, mi fecero seder giuso; 5617 gi2| NANNA. Doppo questo ella fu rivestita, e nel volere sfogarsi col 5618 gi2| il qual si vede sfamato rivestito e rifatto a suo modo, chiama 5619 gi1| madrone. Compito il servigio, rivientene a lui scarica d'ogni pena: 5620 gi3| conoscere da bosco e da riviera. E ti ho detto cosettine 5621 gi1| rimbambito: e so ch'egli ti si rivolgerà con atti bambineschi e chiamaratti « 5622 gi2| ritiratola suso, con il rivolgerla di nuovo a lei, vedi alcune 5623 gi1| bocca; e accadendoti di rivolgerti ora a questo e ora a quell' 5624 gi1| basciarti l'occhio o la fronte, rivolgetigli dolcemente e sfodera un 5625 ded| Soria, con qual fronte mi rivolgeva io dintorno al conte Guido 5626 gi3| croccare il letto con i suoi rivolgimenti; e recandosi ora in su quello 5627 gi1| de le risa; al quale mi rivoltai una volta e dissi: «Genova 5628 gi2| ti disgàngarono la porta rivoltandola col capo in giuso. E per 5629 gi2| pelle pelle la colei, e rivoltatosi a la vecchia, le dice: « 5630 gi3| ogni parte. Ella si aveva rivolti i capegli in capo senza 5631 gi3| aveva lasciato, e poi mi rivolto indietro e lo accenno, ed 5632 gi3| rendergliene; ed egli che non gli rivorrebbe, suda. Intanto gli dico: « 5633 gi3| Io il messi in volontà: e rizzandosigli il piei-del-trespolo, me 5634 gi2| nel più bello del dire si rizzano suso andandosene in sala, 5635 gi3| Comare; e levatasi suso, fece rizzare anco la Balia, la Pippa 5636 gi3| capo, bascio la terra; poi rizzatomi suso, picchio a la ruota. 5637 gi2| questa»: e mostragli la roba anco indosso de la cacozza; 5638 gi3| dicendo: «Nanna, il tuo robba-fastidio è un vago spassa-tempo»; 5639 gi3| carne»; a un sarto, «Non robbate il panno»; a un fornaio, « 5640 gi3| mosche mi guardino, e perciò robbo la commodità che io do ai 5641 gi2| è troppo: ed ella gliene robbò fuora d'un cofano. Ora, 5642 gi1| altri. E accattando tu saî, robboni o cavalli di pregio da mascararti, 5643 gi2| aver denari tradischino le rocche, le città, i padroni, i 5644 gi1| secreto sta ne lo allume di rocco e ne la ragia di pina bollita 5645 gi1| trova il bruscolino che ti rode; ed è beata chi ce le coglie 5646 gi3| oretta appresso, sbuffava, si rodeva e smaniava come un che ode 5647 gi3| infilzati tutti a una fune rodevano una manciata di paglia postagli 5648 gi1| desta e faccia carezze a un rognoso, a un che ha la bocca di 5649 gi1| e nascesti poco doppo al roinare del conchiavi di Leone, 5650 gi1| il loro esser pazze gli roinasse, e non si avvedendo che 5651 gi3| libbra, governano e Roma e Romagna. E perciò una ruffiana catolica 5652 gi2| grigio e i gonnellini di romagnuolo: il quale accostatosi, per 5653 gi2| felici felice, se la nave romana non fosse capitata a le 5654 gi2| son di prospettiva (diceva Romanello), e il puttanesimo tutto 5655 gi2| falsi), e mentre frappava romanescamente, la meschina, la poveretta, 5656 gi1| sottosopra, come fanno le romanesche perché si creda che elle 5657 gi1| certo. Ma veniamo ai nostri Romaneschi: da le crocchiate salviti 5658 gi2| or dite.~NANNA. Un barone romanesco, non romano, uscito per 5659 gi1| Aspetta pure. Sparso il romor del mio esser rimasta senza 5660 gi1| in un giardino: e perciò rompegli l'ossa col bastone de la 5661 gi1| la prudenzia.~PIPPA. Gli romperò anche il core. Ma i bizzarri 5662 gi2| lo avere a fiaccarsi e a rompersi cadendo: ella si vergognava 5663 gi3| passava, acciò che le non si rompessero nel trarsegli a dosso. E 5664 gi2| di fede: e con effetto la rompiamo spesso; e che è perciò? 5665 gi3| sono ormai fradicia per i rompimenti di cervello che mi fa quel 5666 gi3| con grazia.~COMARE. Io gli rompo il parlar con quel «perdonatemi» 5667 gi3| consumava. In questo ecco una rondinella che volando mi caca in seno; 5668 gi2| vino, nel più bello del ronfare la piantò nel letto de l' 5669 gi1| fischiando, abbaiando e ronfiando come i gatti di gennaio. 5670 gi2| a tener sempre desto il rosignuolo, e tuttavia le mani su le 5671 gi2| udire i mariti che, fatti rossi dal sangue che gli usciva 5672 gi2| la faccia vituperata dal rossore de la vergogna del tradimento 5673 gi3| madonna Spantina, potesse roversciarsele in su le spalle. E perché 5674 gi1| del tuo diritto e del tuo roverscio, vantandosi che ti fanno 5675 gi2| carico dei più maligni roviglion franciosi che avesse mai 5676 gi3| mio, queste son cose da rovinarci sotto»; e: «Qualunche altra 5677 gi2| sotterrare i tristi.~NANNA. A le rovinate da le imbriacature degli 5678 gi2| un canto tutti gli uomini rovinati da le puttane, e da l'altro 5679 gi2| ribaldacce, valige da peccati, rovinatrici di uomini, maliarde, streghe, 5680 gi1| farlo perché egli non si rovini, e non perché gli dia a 5681 gi2| quella altra dicendo: «Che rozza, che vacca, che ladra, che 5682 gi3| spicca impiccati, io gli rubacchio e capelli e peli. E con 5683 gi1| subito a trovare il modo di rubàgli o a questo o a quello.~PIPPA. 5684 gi3| venticinque chiese per mattina, rubando qui un brindello di vangelo, 5685 gi1| dispiacere di vedersi sempre rubar da loro: e non è altro il 5686 gi2| se io ti volesse dire le rubarie, gli assassinamenti e gli 5687 gi2| pena del fuoco» a chi ci rubassi o piantasse.~PIPPA. Forse 5688 gi1| tutte l'usure e di tutti i rubbacchiamenti loro, aggiugnendoci fino 5689 gi2| per cogliercele, con boce rubesta né con viso altiero, come 5690 gi1| darà punto di cura se tu lo rubi o no.~PIPPA. Franciosi da 5691 gi3| portava per donarla, con un rubinetto appresso di cinque in sei; 5692 gi1| la moglie del tale, quel rubino è di messer Picciuolo, e 5693 gi3| qui? Certo certo la Comare ruffa vi dee aver messo in sui 5694 gi2| gli sta aspettando: «Che ruffianacce, che caccia-diavoli; pàrti 5695 gi3| ti discorro gli andamenti ruffianeschi, carpiscigli su: e impara, 5696 gi2| Balia, che vuol darsi al ruffianesimo». «Appunto costì ti voleva 5697 gi3| volta che intrideva le mie ruffianezze con le onestà suoresche, 5698 gi1| sia o chi te la mandò o ruffiano suo: e per non darti cagione 5699 gi1| grattandogli ogni bruscolino e ogni rughetta che gli trovi a dosso, digli « 5700 gi2| la fatica, simigliava la rugiada che le bagna quando l'alba 5701 gi1| ti domanda ciò che tu hai rugnisci pure, e ciò facendo, è forza 5702 gi1| chiave; e se vedi il bello, rumoreggia con la fante e le di: «Dove 5703 gi1| finito di mangiare, non ruttare, per l'amor d'Iddio!~PIPPA. 5704 gi1| voglio che tu digiuni non il sabato, come le altre puttane le 5705 gi2| bocca abbiate odor d'Indi o Sabei,~né che i vostri capelli ~ 5706 gi3| le gote soavi soavi; il sabito santo stava a tutto l'uffizio; 5707 gi1| no, rinvitalo a dormir e saccheggialo per forza o per amore.~PIPPA. 5708 gi1| tradimento è che falliscano coi sacchetti pieni, murandosi in casa 5709 gi3| fatto vedere che le ruffiane saccomannarono il cervello di Salamone: 5710 gi2| uno altro re suo nimico; e saccomannatolo, arsolo e disfattolo, si 5711 gi3| per vergini e a chi per la sacentaria: e nel partirsi di casa 5712 ded| Milano come cadde de la sacra bocca di colui che in pochi 5713 gi1| santi; e poi mi insegnaste a sacramentare con chi per gelosia mi vietasse 5714 gi2| discorsi, bei trovati: al sacramento mio che ella è mal fatta, 5715 gi3| faccio giurare su la pietra sacrata di tener secreto quel che 5716 ded| medesimo autore sieno le opre sacre e le lascive che di suo 5717 gi2| NANNA. Un di quelli che fa sacrificio giuntando una puttana: come 5718 gi2| d'uno albero, e la fece saettare con gli archi. Ma chi crederà 5719 gi3| dei monti»; altra loda le saette, le quali tra i fuochi e 5720 gi2| più che nei libri, astuto, sagace, vivo, soiatore e cattivo 5721 ded| monarchi terreni: non parlo del saggio e valoroso duca Francesco 5722 gi2| parole si impiccano, con i sagramenti si avelenano, con il ridersi 5723 gi3| una bestemmiuzza e con un sagramentino. Ma perché non mi si smentichi, 5724 gi3| monistero, considero il sagrato del luogo, le mura alte, 5725 gi1| d'altri. E accattando tu saî, robboni o cavalli di pregio 5726 gi2| servidore che gli leccava il saione, le calze e le scarpette 5727 gi1| ore: e senza mettercisalolio, polisciti con una 5728 gi1| le gote tronfie, sputando salamoia; vado coi miei piedi e non 5729 gi1| chiedi tu stessa i guardiani, salariandogli le spie; e tenendoti serrata, 5730 gi2| ficaia, e con un vincastro di salcio la frustarono da ladro senno; 5731 gi3| BALIA. Chi non ci starebbe saldo?~COMARE. E perché mi imbatteva 5732 gi2| reverendissimo: il quale va salendo le scale con maestà pretina. 5733 ded| Porgendola al buon prencipe di Salerno, dispiaceva al fedel conte 5734 gi1| par che fino ai mulattieri salgano al capitaniato): dico sfracassare, 5735 gi1| pugno, ti suggano le pocce, salgonti a dosso a cavalcioni e ti 5736 gi1| Ubidirovvi.~NANNA. Che di' tu dei sali-sapienzia-in-bocca-al-mammolo? Che crudeltà, che penitenza 5737 gi2| di due confettiere e tre saliere. Costui saria morto se ogni 5738 gi2| per l'olio, per la salina, per ciò che tu vuoi 5739 gi3| buono animo e ritornare a salir la cavalla, ma non gliene 5740 gi1| ribaldi che me la faccino salire: e udirai come sanno ritorre 5741 gi2| miei ditti, appuntando il saliscende de l'uscio de la mia memoria 5742 gi2| vette di quella ficaia dove saliste ieri o poco fa: poi riprendete 5743 gi2| laudamus su le grazie; e salite le scale con quella sollecitudine 5744 gi2| le fece aprire; ed ella, saliti gli scaloni in due passi 5745 gi3| la ruffiana, con le sue salle-fare, cava de le scarselle i 5746 gi3| par desire scarchi d'ogni salma ~né invidia o gelosia né 5747 ded| presto e del suo. Eccovi i Salmi, eccovi la Istoria di Cristo, 5748 gi3| voglia comprare il libro del Salmista.~BALIA. Tu dicesti poco 5749 gi1| archetti facendo insalatucce e salsette di paroline affamate, e 5750 gi3| quelli che sogliano spiccare saltando un fosso, avendo il buffe 5751 gi1| voglino gittar via col farle saltar fuora dei petto e del vestimento. 5752 gi1| Ci mancano vie da farlo saltare!~PIPPA. Mostratemene una.~ 5753 gi3| tosto che si aprì, ecco saltarlo fuor dal letto e correre 5754 gi1| quel che non si vede. E per saltarti da Fiorenza a Siena, dicoti 5755 gi3| per esser giostratore, saltatore, cantore, componitore, ballarino, 5756 gi2| fuga da le fruste, di quel saltellare de la carretta, onde ricevevano 5757 gi3| vi dee aver messo in sui salti». Altro non accade, Balia: 5758 gi3| Intanto il suo core comincia a salticchiarli in seno, e quel tremare 5759 gi3| pochetto, si rischiara, saluta altrui con boce che io la 5760 gi3| né ti parlo di quelli che salutano col capo, coi cenni, col 5761 gi1| Signora, io non vi posso salutare nel principio de la lettera, 5762 gi3| fiore de la bambagia; e salutatele e riveritele, mi fecero 5763 gi3| accostava balorda balorda, e salutatolo gli diceva: «Di che paese 5764 gi3| vedeva, per sua grazia mi salutava, diman<dan>domi spesso come 5765 ded| ferro si trae costrutto salutifero, benché paiano e sieno sì 5766 gi2| riportarono a la riva sana e salva.~PIPPA. Voglio accendere 5767 gi3| feminuccia che vi fosse: e in San Salvadore era lo sforzo del suo stare. 5768 gi2| la fede di costui che ha salvate le reliquie romane, ecco 5769 gi3| io digiuno senza boto: ma salvisi pur l'anima, che del corpo 5770 gi1| Romaneschi: da le crocchiate salviti Rienzo. Figlia, se tu ti 5771 gi3| mio ruffianare andassi a salvum me fac. Io tremava del fratello: 5772 gi3| medico sa promettere di sanare chi si more de l'altro , 5773 gi1| vendemiar nebbia: che mi dice Sandra mia cugina che si usano 5774 gi1| giuracchiandoti per corpi e per sangui che madesì, e tu, andandotene 5775 gi2| chiave strappata di mano al sanpietro guardiano de le sue scale, 5776 ded| loro. Pure Michelagnolo, il Sansavino e fra Sebastiano piombatore 5777 gi3| magnificatte, non pure una santificetur e un alleluia.~BALIA. Il 5778 gi3| comare, ognun figliozzo e santolo, si ficca per ogni buco. 5779 gi2| quante reliquie di santa santorum, le quali la sua proposopea, 5780 gi2| se lo fai, gli uomini non saperanno guardarsi da te, e tu ti 5781 gi1| e la bontà istessa, non saperebbe essere coi grilli loro: 5782 gi2| andata segreta, come il saperei io? I trombetti, i campanai, 5783 gi3| corsa a dosso; e quando saperete la qualità mia, benedirete 5784 gi1| ungegli con le dolcezze del sapergli conoscere.~PIPPA. E che 5785 gi1| PIPPA. Oh! io ho caro di saperle.~NANNA. La prima truffa 5786 gi1| bottega, che un di quelli che sapevano la mia impregnaggine le 5787 gi2| PIPPA. Vecchia saporita, tu sapevi pur vantarla.~NANNA. Così 5788 gi2| quelle che dicano che noi sapiam finger divinamente. Ecco 5789 gi2| tegghia dai migliacci; e sapiate che io non vi stropiccio 5790 gi1| cinte, scuffioni, balzi, saponetti, olio odorifero, polver 5791 gi3| loro sa egli buono, e che sapor che gli danno.~BALIA. Fuoco 5792 gi1| incantesimi saranno i miei ricordi saporiti e freschi, de lo strisciare 5793 gi1| gentili, politi, argutetti, saporitini: e quando non ti dessin 5794 gi1| perciò sappici esser, Pippa, sappilo fare: altrimenti a Lucca 5795 gi1| alcuni tuoi appetitetti, e sappin dirgli: «Volete voi farvi 5796 gi1| Con bestia di cotal buccia sappiti governare da savia e fagli 5797 gi1| sapendosi ciò che io ti dico, saprassi anco, non ti credere, quando 5798 gi3| non che il Petrarca, non saprebbe raccontarlo così bene. Ma 5799 gi3| stava molto più bene che non saprei dirti. Ed essendone cotto 5800 gi3| merchi ai cavalli: e non si sapria di qual razza fossero, non 5801 gi1| atenendoti al libro del Sarafino, il qual dice:~ ~Né troppo 5802 | saran 5803 gi1| palazzo; sorte, eh? sorte, ah? Sarapica stregghiò i cani, e poi 5804 gi1| non ti lasciando perciò sarchiar l'orto se non ti paga il 5805 gi2| fedre» dei guanciali, i «sarchielli» degli orti, i «tralci» 5806 gi3| tutto sospeso le dice: «Sarebber mai spiriti?».~BALIA. Io 5807 | sareste 5808 gi3| pur visto dipinto in una sargia verde, anzi rossa, venuta 5809 gi2| i graffi, gli uncini e i satanassi si spedissero inverso le 5810 ded| imitazioni trite, e d'un modo satirico non usato ancora; ed è un 5811 gi2| tu impaurisca loro con le saviezze che io ti ho insegnate: 5812 gi1| distrigarsi dagli stracci, sia saviolina, e non vada zanzeoni coi 5813 gi2| gentilezze) credo piamontese o savoino (salvo il vero) un certo 5814 gi1| che ti hanno a servire i savoretti che tu farai standoti sopra 5815 gi1| qualunche si sia, mentre saziano di se stesse la lebbra, 5816 gi2| dei servidori: e finito di saziar l'appetito, il barone presentò 5817 gi2| disperazione del non poter saziarsi de la morte sua: egli la 5818 gi3| tutte l'avete; e dubita che saziato che ne foste, di non rimanere 5819 gi2| lei una decina di notti, e saziatosene a bello agio pareva uno 5820 gi1| rimasta ne lo appetito non sazio a suo modo, che levandosi 5821 gi3| risegnatele di nuovo con gli sba<di>gli in mezzo, si dice:~ ~ 5822 gi1| certo monsignor di fava sbaccellata che il praticava. Insomma 5823 gi1| Pippa, le vivande ci sono a sbacco, i vini a l'ordine, le ciance 5824 gi1| indoglita per il troppo sedere, sbadigliando e stirandosi se ne andò 5825 gi1| saprai andare ai versi, non sbaiaffando che sieno tuoi innamorati, 5826 gi2| sua proposopea, secondo lo sbaiaffar suo, aveva scampate di mano 5827 gi1| così si dice; e perciò sbalestra la soia con tali, se vuoi 5828 gi3| colui il qual si credeva sballar seta spagnuola e poi vantarsene 5829 gi2| la coreggia de l'elmo e sbalzogli fuor di capo. Per la qual 5830 gi3| fattogli dir tre volte «credo», sbandisco il suo dolore. E stupito 5831 gi2| le maniche strette hanno sbandite quelle a gonzi, le pianelle 5832 gi2| per mezzo de l'onestade sbarattata da le nostre miserie. Io 5833 gi1| questa e a quella i lisci sbardellati! Pippa...~PIPPA. Madonna?...~ 5834 gi2| quando gli facciamo qualche sbarleffo ne lo andar giù per le nostre 5835 gi2| guardiane di ponte Sisto che si sbarrattano, ecco lo essercito che di 5836 gi2| aver vinta, ecco rotte le sbarre del monte: e fatto pasticcio 5837 gi1| dite in che modo io ho a sbellettarmi e a imbellettarmi, voglio 5838 gi1| una che ne porti nuova la sbernia, <c>e ne son mille che ne 5839 gi3| empire la borsa e fassi sberrettare. E benché io sia una di 5840 gi2| giovamento gli fanno le sberrettate?~NANNA. Gli dan credito 5841 gi2| anima e il corpo», non si sbigottendo e non si movendo, preso 5842 gi3| e dei cibi dei signori. Sbizzarrito e sfoiato che fu sopra di 5843 gi1| andrà ne lo inferno per tali sboccamenti, perché messer Domenedio 5844 gi1| ad aprir fondaco, l'andò sbocconcellando: e pareva propio una fanciulla 5845 gi2| Marte, non l'averebbe presa, sbombarda, scoppietta, archibusa quanto 5846 gi2| scampato l'amico, non gli sbombardò per due conti: uno per miseria 5847 gi1| Il mestolone, doppo tanti sborsamenti, per i quali si disse che 5848 gi1| Insomma cinquecento ducati si sborsarono per il danno e cinquanta 5849 gi2| palegro: e così il testamento sborsò i contanti.~PIPPA. Io vo' 5850 gi1| metter suso da quelli che ti sbracano per tenerti a posta loro; 5851 gi1| ammaestrate ne le disonestà a la sbracata.~NANNA. Io non esco dei 5852 gi1| coi segni e non con gesti sbracati; e sì che questo o quello 5853 gi3| code triemole, che elle si sbracono per tirarvisi in sul corpo: 5854 gi3| tu avesse veduto con che sbragiar di andar galante si partì 5855 gi2| industria si cacciano a sbramar la lussuria fin coi guattari 5856 gi1| montano una cagnola: che, sbranando questi e quelli coi rinchi 5857 gi1| con tutti i danni di chi sbrascia; anzi riprendalo e : « 5858 gi2| agio pareva uno di questi sbriccarelli i quali vorrebbono acquistar 5859 gi3| forte?~COMARE. Certi mei sbricchetti.~BALIA. O perché?~COMARE. 5860 gi2| sviati, i ladroncelli, gli sbricchi e simili tagliaborse, «cortigiani»; 5861 gi3| dieci anni fa; vede uno sbricco, e gli dice «Lascia andar 5862 gi2| due, tre e quattro , le sbrigò da sé con dire: «Questa 5863 gi1| muso, torcano il ceffo, e sbrufano come son punto punto offesi 5864 gi1| ciò che son quelle che gli sbucano del capo quando sono innamorati 5865 gi3| riavuta, scovo e faccio sbucar il poveruomo di dove lo 5866 gi1| senza far nulla, non fa mai sbucare il suo nome de le taverne: 5867 gi1| quei sospiri che sannosbudellatamente formare: inchìnati pure 5868 gi1| chi è geloso di te come sbuffa un che trova la moglie in 5869 gi1| afaticarti, ma poco e vedrai sbuffare chi è geloso di te come 5870 gi3| una altra oretta appresso, sbuffava, si rodeva e smaniava come 5871 gi2| ne faciamo noi donne da scacchi, che per nonnulla la diamo 5872 gi1| mendicando. Il tavoliere e lo scacchiere ti ornino la tavola; e quando 5873 gi2| mori, misera, e col ferro scaccia il tuo dolore. Ma tu, sorella, 5874 gi3| finestra da la fante, che aveva scacciate con esso le noci, e fo vista 5875 gi1| E mi par vedere uno più scaduto che il bisavolo de l'Antecristo, 5876 gi2| ponendosi in una frombola se gli scagli a casa calda; che si possa 5877 gi3| nel modo che il ragno si scaglia a lo animaletto dato ne 5878 gi2| dormano, ella vegghia: e scagliandosi da questo a quel lato, favellando 5879 gi2| la quale venne meno ne lo scagliarla giù de la torre con le parole, 5880 gi1| quella di colui che mentre si scagliava in sul pergamo come un drago, 5881 gi2| vivande, non essendo mai suta scalca non so che darmiti nel principio; 5882 gi1| la casa, i servidori, gli scalchi, i cuochi e il malanno e 5883 gi2| ella è così. Soleva dire lo scalco di Malfetta che la felicità 5884 gi2| NANNA. Il fuoco si sta scaldando i forni, e menasi l'agresto 5885 gi3| secondo che si comincia a scaldare, si dice la scongiurazione; 5886 gi3| terza, il forno comincia a scaldarsi, e i sospiri si mettano 5887 gi2| aprire; ed ella, saliti gli scaloni in due passi ed avventatasigli 5888 gi1| che escano da una puttana scaltrita.~PIPPA. Che similitudine 5889 gi2| schiava a una giovane de le scaltrite puttane di Roma, la quale 5890 gi1| fiorentino; ma non sono sì scaltriti né sì tirati dai cani: e 5891 gi3| vorrei viverci ignuda e scalza, non pur calzata e vestita; 5892 gi3| altrui: e stansi ignude e scalze, dormendo ne la paglia, 5893 gi3| mia, benedirete il vostro scambiarmi da chi si sia». Io a cotal 5894 gi3| gli dico: «Voi ne avete scampata una che, quando ci penso, 5895 gi2| lo sbaiaffar suo, aveva scampate di mano dei nimici. In questo 5896 gi2| Castello, nel quale era scampato l'amico, non gli sbombardò 5897 gi2| guardi i cani, Pippa, Dio ne scampi i Mori da così fatti casi; 5898 gi1| faccio dar nome che io scampo: ma con un segno più aspro, 5899 gi3| consentì a un bel giovane, ma scampò via con seco. E non vo' 5900 gi3| malizia e dico: «Non vi scandalizzate, perché vi farò, come venite 5901 gi1| sempre invidiosa, ritrosa, scandolosa e fastidiosa? Tu mi conoscerai 5902 gi3| cinque giuli contentai la scanfarda; e il trippa-da-vermini 5903 gi1| il mal francioso che le scanna, che il non esser mai state 5904 gi2| quale seme ella nacque, scannando l'una e l'altro in sua presenzia.~ 5905 gi2| lega verde; sedeva su gli scanni verdi, dormiva in un letto 5906 gi3| da lungi la viddero, si scansarono da lei avendo più sentimento 5907 gi1| che se ne può ritrarre, e scantucciato con galantaria il tuo conoscente, 5908 gi2| prigioni pregano, le donne si scapegliano, i vecchi tremano: e volta 5909 gi2| di assettarsi, dato uno scapezzone al famiglio pian piano, 5910 gi1| E tu a dirgli villania scapigliandoli con la sicurtà che essi 5911 gi1| con la sicurtà che essi scapigliano te: e lo puoi fare, perché 5912 gi1| recava in capo la scala scapigliata, gridando con voce sommessa: « 5913 gi2| dirne male; e quando ci scappa di bocca «Egli è un misero 5914 gi1| finge doglie di fianco, e scappagli da canto tuttavia lamentandoti: 5915 gi3| perdoni»; e con tali avvisi scappai da la mala ventura.~BALIA. 5916 gi1| frotta di gentilezze che mi scappano de la fantasia appunto nel 5917 gi1| cocina. Che più? Egli ti scapparà de l'unghie in camiscia: 5918 gi2| che, a farvelo, un romito scapparia. ~Ma non vo' dir che voi 5919 gi2| aveva rotto la fede lasciò scapparsi tante lagrime dagli occhi 5920 gi1| PIPPA. Che saria se me ne scappasse uno?~NANNA. Ohibò! Tu caderesti 5921 gi1| Sapienzia Capranica in fare scappucciar Salamone. E ho di buon luogo 5922 gi1| il geloso n'esce o ne lo scarcarsi de le legne, o nel portare 5923 gi3| fervori ~con par desire scarchi d'ogni salma ~né invidia 5924 gi1| il fatto di costoro, né scargagliare, con il non poter tener 5925 gi1| servigio, rivientene a lui scarica d'ogni pena: e questa è 5926 gi3| anguilla grossa tosto che scaricassero le some; e visti che monna 5927 gi2| l'olio loro, mentre ella scarmigliata si graffiava tutta, fu lanciata 5928 gi3| fusi, alcuni tozzi e alcune scarpacce; sempre tengo in mano de 5929 gi1| sorte, ah? Messer Troiano scarpellava i mortai, e ora ha il bel 5930 gi2| scolpiscano nel viso con lo scarpello de la finzione una cera 5931 gi2| il saione, le calze e le scarpette di velluto con la spelatoia; 5932 gi2| diede i remi a l'acque: e scarpinando via, si voltava spesso indrieto, 5933 gi3| di bocca a colui che vede scarpinare la lepre per un campo di 5934 gi1| fra le dita, e ogni moneta scarsa adocchia per darti. Con 5935 gi3| sue salle-fare, cava de le scarselle i ducati e i piccioli. Il 5936 gi2| morì, il mio core è stato scarsissimo d'amare, e ciò mi avviene 5937 gi2| vagheggiava e aveva dei suoi scartabelli. Talvolta egli veniva a 5938 gi1| stroppelli, tengano in mano uno scartoccio di peneti per racquetar 5939 gi1| bocca dove sia chi gli abbia scasciati; altra che non ha la veste, 5940 gi1| più da fuggire che i pazzi scatenati; e vogliono e non vogliono, 5941 gi2| lor dicerie a lettere di scatole, acciò che noi gli porgiam 5942 gi3| erbe, radici bossoletti, scatolini, lambicchi, campane, caldaie 5943 gi3| di essere uccisa, io ne scavezzarei il collo, la spalla e la 5944 gi3| e di Milano pigliano la sceda da la ruffiana: ella trova 5945 gi1| sua barba di stoppa gli scemassi reputazione con l'amore, 5946 gi3| ma, per crescerle onore, ~scemate il ghiaccio in voi, e in 5947 gi2| ella, che aveva più de lo scemo che i granchi fuor di luna, 5948 gi3| non trovarebbe molto meno scempi che cattivi.~BALIA. Non 5949 gi3| di camera, né altro». Lo scempione, con un «bene e volentieri», 5950 gi3| fatto a scale, perciò chi scende e chi sale»...~BALIA. La 5951 gi2| quelli che fanno a noi ne lo scendere giù per le loro: e bisogna 5952 gi2| lasciandosi andar giù. Come ella scese, il conterello, il contuzzo, 5953 gi2| spasso, vidde il povero uomo sceso in terra molle, rotto, smorto, 5954 gi1| quella scrima che usa chi scherza con l'orso: e sappi fare 5955 gi2| le gambe con gagliardia, scherzava col servidore che gli leccava 5956 gi3| i quali fecero il bello scherzo a Roma; aveva sfamati quelli 5957 gi1| per amor vostro» e così schiamazzando ficcategli più sotto che 5958 gi1| PIPPA. Amen.~NANNA. Lo schiamazzio e il pianger che tu farai 5959 gi3| lavorarne, la madonna faceva uno schiamazzo grande; e io trincata, penso 5960 gi3| brindello di vangelo, ivi uno schiantolo di orate fratres, un 5961 gi2| sì che io vorrei che mi schiarisse la verità di cotal bugia.~ 5962 gi2| pian piano, acciò che la schiattoncella venuta ivi per diventargli 5963 gi3| grimaldelli e con le lime sorde ha schiavato la bottega appostata da 5964 gi1| fa la grazia, te ne resta schiavo; ma se tu senza fargliene 5965 gi2| a chi serve i reverendi schiericati». La corriva tutta si scuote 5966 gi3| si aveva tirato sopra uno schiericato, sendo il freddo grande, 5967 gi1| anni tu ne hai .XX. netti e schietti, e nascesti poco doppo al 5968 gi2| perché tu te ne faccia schifa; anzi voglio che sappi farlo 5969 ded| malizie altrui, vi insegna a schifarle: che anco del tosco del 5970 gi1| giovani): perché potrebbero schifarsi, con dir seco stessi «Costei 5971 gi1| caderesti di collo a la schifezza non che agli schifi.~PIPPA. 5972 gi1| la schifezza non che agli schifi.~PIPPA. E quando io farò 5973 gi3| ognuno solo perché egli schimbicchera in tela o in tavola un bel 5974 gi1| ragionare di coteste pazziule da schiocche: i tuoi incantesimi saranno 5975 gi3| attaccò a la speranza de lo schizzo de la rondine che mi cacò 5976 gi2| ricorditi di me, odi me, ubi<di>sci me e tienti a me: e non 5977 gi1| riminio», «aguluppa', «sciabordo», «zampilla», «cupo», «buio», 5978 gi2| dagli uomini; ma gli asini scialacquano in un di ciò che ci furano 5979 gi2| vergogna con mano, che uno sciamo di api l'entrar fra le cosce, 5980 ded| imbellettò con la varietà de le scienze, ma lo fece conoscitore 5981 gi2| giacque con lui, lasciandosi sciloppare dal suo dire: «Ecco, signora, 5982 gi1| potere di farmi d'altri!». Lo sciloppato, udendo ciò, temperata la 5983 gi2| collo, simigliava la nostra scimia quando faceva i visacci; 5984 gi2| fece fare il capotomolo scimiesco; e il gridar che ella fece 5985 gi1| dinanzi che dirieto?~NANNA. Scimonita, tu parli propio da sciocca 5986 gi1| NANNA. Tanto abbin fiato le scimonite come esse non fanno mai 5987 gi1| diventar puttana mestiere da sciocche e io, che il so, non corro 5988 ded| pongano il nome suo ne le sciocchezze loro. Pure Michelagnolo, 5989 gi3| io do ad intendere agli sciocchi che io so fare. Se si scortica 5990 gi3| consacra carte, lega stelle, scioglie pianeti, e qualche volta 5991 gi2| prima il Cielo che il sole, sciolse lo stame del vivere appunto 5992 gi2| la fama cicala, la fama scioperata la fama malalingua l'andò 5993 gi1| tua vita come non so chi scioperato ha stampata la mia, come 5994 gi2| così fatto, che non poté scior parola. Intanto il porcaccio 5995 gi1| i tuoi occhi nei suoi, e sciorinata che tu hai una profumata 5996 gi3| compassione; e mossa che io l'ho, sciorino con boce affannata: «Se 5997 gi3| e per lo sole che l'ha sciugate, vi prego che mi mostriate 5998 gi1| guarda pure se tu vedi sciugatoio o scuffia che te si atagli 5999 gi3| piegare i panni de la bocata sciutta, a fare inchini, a portar 6000 gi2| ne le reti; per i pavoni scodati piglio i ricchi giovani 6001 gi2| patirai le pene tra gli scogli, onde chiamarai il mio nome, 6002 gi2| come io ho a vivere con gli scolari e con i cortigiani.~NANNA. 6003 gi3| BALIA. O maestra de le scole, e scola de le maestre.~


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