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| Giacomo BINI, OFM Ridisegnare le presenze come fraternità IntraText CT - Lettura del testo |
Una presenza povera, libera e liberante
È la condizione indispensabile per rendere la nostra presenza evangelica e per costruire di una fraternità religiosa e missionaria: "E lasciato tutto lo seguirono… Andate, non portate nulla con voi…". La VC, per recuperare la verità di se stessa, la sua credibilità, ed esprimere il suo profetismo, deve ritrovare la sua leggerezza, semplicità, libertà. Appesantita da troppe "proprietà", da troppa attenzione su se stessa, da troppe cose da fare, più che dall’essere di Dio, la VC resta mortificata, avvilita, incapace di esprimersi in pienezza. L’avere, il potere, l’apparire in tutte le forme, immergono la VC nel mondo senza che abbia la possibilità di distinguerci da esso (cfr. Gv 17, 15-19). Mentre, purificata dalla povertà, la VC ridiventa mobile, libera, obbediente, vitale, profetica. Il consacrato è un essere radicalmente espropriato, oppure non è nessuno.