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H. Ramón Benseny, FMS
Riinterp. oggi le presenze nella formaz./educaz. dell'uomo

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"RIINTERPRETARE OGGI LE PRESENZE
NELLA FORMAZIONE/EDUCAZIONE DELL'UOMO"
(Prospettive di Rifondazione)

INTRODUZIONE

"Il modello ereditato non è tutto"
Poco tempo fa, leggendo un rapporto dell'UNESCO intitolato "L'educazione: un tesoro nascosto" (Ed. Odile Jacob, 1996), mi colpì sapere che Jacques Delors, allora presidente della Commissione Europea, ha definito la nostra cultura attuale una "cultura a cui manca l'anima".

L'uomo attuale rincorre molte cose... Nel primo mondo divorato dal consumismo e dal progresso, etc. E nel terzo e quarto mondo dal desiderio ardente, dalla necessità di sopravvivere. E nel frattempo, i giovani di oggi, uomini del domani, sono sempre più indifferenti ai temi fondamentali. E questo succede anche in numerose istituzioni educative cattoliche nostre, in cui la missione della scuola, non riceve più l'appoggio della cultura soggiacente.

La cornice sociale in cui oggi si sviluppano molti dei nostri progetti educativi è una cornice nuova, in rapido cambiamento; un mezzo plurietnico, pluriculturale, secolarizzato o plurireligioso. Penso, tra l'altro, che per tutto questo bisogna "ripensare" le presenze in virtù della volontà di risolvere le necessità dei giovani di oggi, immersi nelle realtà sociali maggiormente conflittuali, sia per il loro equilibrio personale che sociale. Ed i modelli ereditati non bastano più.

L'ascolto delle situazioni culturali e delle sfide che ne derivano, insieme alle nuove possibilità di testimonianza evangelica e carismatica, ci deve dare AUDACIA per elaborare, non solo l'analisi delle nuove realtà e prenderne "coscienza evangelica", ma soprattutto per SIGNIFICARE con fedeltà creativa nuove presenze, nuovi valori e progetti, nuovi linguaggi istituzionali. La fedeltà al nostro carisma, esige all'individuo ed all'istituzione di vivere rendendoci attentamente conto delle tendenze sociali e culturali che tanta importanza hanno nella formazione, nella coscienza, nei valori e nello sviluppo della personalità dei giovani. Questa attenzione è un supposto necessario per riinterpretare e ricollocare le nostre istituzioni educative. Sono per loro, non per noi.

Molte volte, tra il desiderio di ciò che è quasi impossibile e l'anelito fiducioso del possibile, mi sono posto questa domanda: È possibile, oggi, nelle nostre istituzioni educative dare "risposte nuove" a "sfide nuove", senza ripensare il sistema in cui viviamo e che, in gran parte, è frutto di 'vecchie risposte" a "vecchie sfide"...?

La fiducia nella vitalità evangelica della VITA RELIGIOSA e nelle "intuizioni" più profondamente evangeliche dei nostri Fondatori, è una spinta per la "rifondazione creativa" della nostra vita, delle opere e delle istituzioni. Personalmente credo molto nella forza provocatrice del carisma, per "ricollocare" nel suo posto irrinunciabile il nucleo più vivo della missione, spesso sommerso nelle molteplici strutture di accomodamento.

Una rifondazione sarà "creativa e profetica" se si preoccupa e se si occupa di ESSERE SIGNIFICATIVA con un NUOVO STILE di VITA ISTITUZIONALE E DI PRESENZE che, nascendo come un'aurora, anche se modestamente, sono capaci di sentire le nuove grida ed incarnarsi nelle nuove necessità, ciò che giustamente chiamiamo adesso "spostamento", "esodo", "frontiera".





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