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| H. Ramón Benseny, FMS Riinterp. oggi le presenze nella formaz./educaz. dell'uomo IntraText CT - Lettura del testo |
Le sfide che dobbiamo affrontare per essere fedeli nella rifondazione non passano, in primo luogo, attraverso le "opere", bensì le PERSONE. Sono quelle sfide in cui è coinvolto il presente ed il futuro dei giovani e dei bambini. Per "rifondare" dobbiamo ascoltare, chiedere, investigare, pregare,... e guardare il nostro mondo attraverso gli occhi dei giovani; della loro vita, delle loro grida e dei loro silenzi; più preoccupati per ciò che "ci dicono" che per ciò che noi "dobbiamo dire loro"...
Se vogliamo "rifondare" dobbiamo scegliere di non rimanere inerti dinanzi alla realtà della disuguaglianza sociale e culturale che caratterizza tutte le società e che ci risulta ancora più pungente se vista nel suo insieme e confrontata con il nostro carisma.
Le nostre istituzioni educative sono chiamate a "riinterpretare", "ricollocare", "trasformare" tutto questo:
Credo che alla luce della realtà attuale così interpellante, sia a partire dal carisma come pure a partire dai luoghi" di "missione", si rende necessaria un "analisi rifondazionale" dell'impegno educativo e pastorale. Confrontarci attorno ad un deposito comune di valori su cui fondamentare le nostre nuove istituzioni e progetti educativi e, naturalmente, la loro attuazione: il rispetto per la dignità della persona, la solidarietà, il senso di trascendenza... per non citare che alcuni valori tra i più minacciati dalle "culture senz'anima".
Nell'aspetto di "valori rifondazionali" più interpellanti, non tanto per quanto riguarda i contenuti scientifici, in modo che dalle nostre istituzioni escano non solo tecnici o professionisti, ma persone capaci e libere di integrarsi socialmente, credo che dobbiamo impegnarci NEL CAMMINO DI PRESENZE, STRUTTURE E VALORI EDUCATIVI, per giungere in modo più evangelico e vicino ("prossimativo") ai giovani ed ai bambini che sono veramente vulnerabili o che sono emarginati a causa di tante circostanze familiari, sociali, religiose, culturali ed economiche... etc.
Questa "rifondazione educativa" delle nostre istituzioni, quando nasce dalla fedeltà al carisma, QUI e ADESSO, ci porta anche a "rischiare" qualcosa o molto della nostra propria sicurezza e "smonta" molti dei nostri "vecchi concetti" perché questo nuovo nascere ci porta dove vanno pochi, immersi nella cultura del successo, del prestigio e della competitività: la "frontiera" del bambino e del giovane in stato di disuguaglianza.
Il nostro carisma, "incarnato" nella nostra educazione e missione educativa, maturato nella "tensione" della fedeltà creativa è un appello a VIVERE PROFETICAMENTE nel mondo attuale, specialmente nel mondo dei "piccoli", di coloro che si trovano molte volte "fuori" dalla società..., essendo luce che li liberi e li guidi verso la LUCE, il Signore Gesù.
Chiedo a voi tutti comprensione, ma non posso non citare alcuni brevi paragrafi di una circolare all'Istituto Marista scritta dall'allora Superiore Generale, Fra Basilio Rueda. Considero queste idee profetiche nella loro ispirazione, lette adesso nella nostra prospettiva di studio, "semi di rifondazione":
"... Credo che dobbiamo evitare ad ogni costo un tipo di pedagogia che produca una formazione borghese, cioè, individualistica, non solidale, egoista e conformista. Assai vicina ad essa si trova quella mentalità che anima tanti giovani e che consiste a studiare per superare con successo i loro esami, fare carriera e se possibile, assicurare il loro futuro familiare e personale. Per la verità, di per sé questo non è immorale, ma sì insufficiente a riempire un ideale di vita cristiana. Bisogna andare oltre certe strutture educative che, de facto, condizionano una pedagogia che aiuta a promuovere questi atteggiamenti borghesi che progressivamente perdono il loro senso di solidarietà..." (Circolari, XXIV, pag.223-224).
Grazie a tutti per la gentile attenzione.