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I
segni di questo 'sgretolamento' sono stati:
Il cambio
del nostro posto nella Chiesa, perché siamo passate da un posto
privilegiato e 'speciale' a stare tra il Popolo di Dio e ci è mancata
chiarezza per ubicarci. A ciò si può aggiungere il fatto che molte di noi
avevamo una buona base di formazione teologica e diventammo una minaccia
per alcuni settori del clero
Il cambio
di modello educativo che ci veniva imposto perdendo la nostra impronta e
che ci portò, in alcuni luoghi, a mettere in discussione le nostre
istituzioni educative. In molti altri luoghi, lo Stato esigeva un
controllo maggiore, le istituzioni diventarono troppo grandi e la nostra
capacità di influenza dentro di esse diminuì
L'abbandono
della Congregazione da parte di alcune Sorelle che lasciarono la VR.
La perdita
di visibilità poiché diminuiva la nostra presenza nelle istituzioni e
vivevamo in comunità più inserite.
Tutto ciò ci condusse ad una crisi di fiducia istituzionale ed a
sperimentare l'esilio. Perdemmo i nostri punti d'appoggio e la nostra fiducia.
Ci trovavamo in una terra straniera.
Come dice il Salmo 137: "Ci sedemmo sulle rive dei fiumi di Babilonia
e piangemmo... ricordando Sion... avevamo appeso le nostre cetre".
Non conoscevamo il nostro canto, non potevamo cantarlo in questa
"terra straniera".
Negli ultimi 10 anni, dall'approvazione delle nostre Costituzioni, abbiamo
ripreso di nuove le nostre cetre. Ed il canto che adesso cantiamo è un cantico
nuovo ancora in fase di composizione... e scegliamo le note che sintonizzano
meglio con il nostro carisma e con la nostra spiritualità in modo che questa
nuova armonia esprima, nel nostro canto, ciò che è fondamentale per vivere oggi
la nostra missione.
Questo momento è marcato da due assi chiave che gli danno un'energia nuova:
La nostra
spiritualità si è evoluta ed il contributo dei vari ambienti culturali
(Corea, Giappone, India, America latina, Africa...) ci arricchisce a
capire e praticare l'intuizione fondamentale di Maddalena Sofia:
contemplazione, riparazione, adorazione, educazione. "Sperimentiamo
con una forza nuova la nostra spiritualità, come un movimento dello
spirito che scaturisce dal costato aperto di Cristo, come un dinamismo,
una ispirazione, un fuoco che può trasformare e trasfigurare le nostre
vite e darci una visione profetica del mondo". L'accento è sul Cuore
trafitto di Gesù che ci apre alla profondità del mistero di Dio ed al
dolore dell'umanità e ci fa entrare nel suo movimento unico: adorazione al
Padre ed amore verso tutti, specialmente i più poveri, motore che ci fa
andare avanti e ci dà energia apostolica. Sentiamo l'urgenza di essere
donne di comunione, di compassione, di riconciliazione per alimentare e
far crescere la vita.
Riformulare
la nostra missione di scoprire e manifestare l'amore del Cuore di Gesù,
unita al nostro servizio di educazione, ci porta a vivere la nostra
missione comune e le esigenze che ne derivano: disponibilità, senso di
appartenenza che ci permette "una sana dispersione nelle attività
educative" e che in questo momento consideriamo come spazio e cammino
per annunciare l'amore del Cuore di Gesù (tema del prossimo Capitolo
generale dell'anno 2000).
A partire dal '70 ci siamo spostate verso i poveri con senso
educativo che ha supposto imparare, sbagliarsi, riuscire, non capirci tra di
noi e non essere capite nelle chiese locali. Tutto ciò ha arricchito la nostra
missione e la nostra spiritualità.
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