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Sr. Patricia García de Quevedo, RSCJJ
Il processo di rifondazione del carisma...

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I segni che indicano che abbiamo ripreso le nostre cetre per intonare il nuovo canto sono:

Una maggiore chiarezza nella nostra missione, per esempio in America Latina dove abbiamo riformulato ed attualizzato il Piano di Studi della Congregazione, ed in Spagna dove abbiamo approfondito lo stile pedagogico e "L'interiorità in Sofia Barat". Negli Stati Uniti ed in Australia con la creazione di una Rete tra tutte le scuole con obiettivi comuni. Ciò che in un'altra Epoca è stata la formazione di élites oggi lo traduciamo in formazione ed educazione della donna, sviluppando la sua capacità di leadership.

Per noi, la rifondazione vuol dire parlare di questo nuovo cantico, nuova espressione della vita religiosa femminile. Abbiamo bisogno di svilupparla, di fondamentare le sue basi teologiche, di riflettere sulla nostra esperienza e di condividirla con altre congregazioni e con tutti coloro con cui collaboriamo.

Sembra un paradosso, ma spesso i non credenti e le persone di altre tradizioni religiose intuiscono in modo più profondo ciò che siamo. Un professore marxista dell'Università di Leeds presentò una rscj ad un suo compagno con queste parole: "Mary appartiene ad una 'comuna' di donne religiose, che mettono i loro beni in comune, vivono in una zona emarginata e condividono gli stipendi in modo da poter aiutare le persone povere". Non avevo sentito mai una spiegazione così chiara del significato della nostra solidarietà e del voto di povertà!

Ricordo anche il padre di una rscj, in Brasile, che parlando della vocazione di sua figlia diceva: "Le dico: se vuoi lavorare per il tuo popolo, se vuoi dare la vita in solidarietà con il popolo per la giustizia, se vuoi fare opere buone non hai bisogno di essere religiosa. Ma se hai sentito che Gesù ti chiama a seguirlo più da vicino e personalmente, allora lo devi seguire". Penso che aveva intuito il senso autentico della VR.

La sfida della rifondazione per noi, è trovare lo spazio femminile di una forma profetica di vita religiosa, visibile attraverso la comunità locale, vicina alla gente, lavorando a partire da una prospettiva di giustizia e solidarietà, ovunque siamo, nelle università e nei quartieri poveri. Siamo chiamate ad essere educatrici-contemplative.

Già nel 1970 il Capitolo generale sentì un forte appello alla conversione e la necessità di una vita nuova: vita fraterna, vita aperta ad altri nello spirito del Vangelo. Dovemmo affrontare un interrogativo molto serio: "O viviamo autenticamente la nostra fraternità secondo lo spirito delle Beatitudini, o perdiamo la nostra ragione d'essere". Sapevamo che questa aspirazione verso la fraternità universale, verso la solidarietà ed il servizio, è reale solo nella misura in cui è vissuta in comunità veramente evangeliche.

Abbiamo bisogno di ricevere dalla Chiesa istituzionale la fiducia e lo spazio per sviluppare questa nuova vita religiosa.

E noi rscj abbiamo bisogno di recuperare l'intensità e la chiarezza della visione di Santa Maddalena Sofia Barat, radicata nel Cuore di Gesù.

Non saremo più molto numerose, è una forma di vita religiosa per poche perché richiede una strana miscela di forza e di debolezza. Richiede, inoltre, vulnerabilità per essere disposte a collaborare nella costruzione del Regno.

E la Congregazione ha una duplice responsabilità:

Quando osservo la nostra diversità, la sfida per mantenere l'unità è enorme. Il "Cor Unum" così importante per Maddalena Sofia Barat, diventa realtà attraverso la forza dei rapporti ed il senso di appartenenza che ci porta a vivere la nostra missione comune. In questa rifondazione, che si incarna in una grande pluralità di forme e di espressioni culturali, la nostra funzione di leaders, a livello centrale, è quella di governare mediante la comunicazione suscitando spazi di incontro e di comunione.

Desideriamo essere attente allo Spirito Santo, come lo fu Santa Maddalena Sofia, e vivere l'amore di Dio rivelato in Gesù Cristo, nel suo Cuore trafitto.

Oggi essere fedeli vuol dire, in un certo senso, cambiare... "I tempi cambiano e anche noi dobbiamo cambiare il nostro modo di essere"... scriveva Santa Maddalena Sofia a Philippine Duchesne, nel 1831.

Ciò ci dà fiducia e coraggio per continuare a camminare con speranza intonando il canto nuovo.




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