QUELLO CHE
ABBIAMO IMPARATO
DAI GIOVANI E SUI GIOVANI DURANTE IL CONGRESSO
A) Su cosa si basa
la mia riflessione?
Ho partecipato al Congresso
ogni mattina. Questo mi ha permesso di ascoltare tutto quello che è stato detto
nell’assemblea plenaria; non soltanto le
conferenze, ma anche le testimonianze e le relazioni delle Costellazioni. Ho
potuto anche parlare con un buon numero di giovani, prima delle sessioni e
durante le pause. Tuttavia, non ho partecipato, nel pomeriggio, al lavoro nei
gruppi e nelle Costellazioni. Nonostante ciò ho potuto leggere tutte le
relazioni dei gruppi come anche le relazioni delle Costellazioni, presentate
nell’assemblea plenaria dell’ultimo giorno.
Debbo dire che mi ha
sorpreso la qualità umana e spirituale dei giovani che sono venuti al
Congresso. Questo permette di nutrire molta speranza per il futuro della vita
religiosa, anche se è difficile giudicare in quale misura i giovani
partecipanti al Congresso siano rappresentativi del complesso dei giovani delle
nostre comunità. Evidentemente i Superiori Generali hanno scelto tra i migliori
giovani delle loro comunità. Con un pizzico di malizia si potrebbe dire anche
che il fatto che i partecipanti siano stati scelti dai Superiori Generali
spiega, senza dubbio, perché erano nel complesso così poco contestatari, o si
tratta di un segno dei tempi? Credo che un Congresso di questo genere nell’epoca in cui io avevo meno di trenta anni, cioè durante il Concilio o
immediatamente dopo, sarebbe stato molto più incline a mettere molte più cose
in discussione.
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