Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
P. Armand Veilleux, OCSO
Quello che abb. imparato dai giov. e sui giov. durante il congr.

IntraText CT - Lettura del testo

  • QUELLO CHE ABBIAMO IMPARATO DAI GIOVANI E SUI GIOVANI DURANTE IL CONGRESSO
      • D) Testimonianze e riflessione
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

D) Testimonianze e riflessione

Bisogna constatare che la mia meditazione è stata seguita da quattro testimonianze, tutte di grandissima qualità, che hanno certamente impressionato i giovani molto di più delle mie meditazioni (!). Indipendentemente da quanto il mio "ego" abbia potuto o meno risentirsi, questo mi porta a riflettere (precisamente) sulle testimonianze e la riflessione stessa.

I giovani dimostrano una grande sensibilità, una grande capacità di lasciarsi commuovere, entusiasmare, ma molto meno di fare una riflessione profonda tanto su ciò che gli viene detto quanto sulla propria vita. Questo si deve senza dubbio alla cultura attuale. Uno si pone davanti a ciò che lo interessa, davanti a ciò che gli emozioni. Si analizza poco. Questo probabilmente si deve anche alla formazione che hanno ricevuto che forse ha insistito troppo in questo senso.

Può darsi che sia conveniente riflettere sulla nozione di "testimonianza", della quale si parla tanto oggi. Paolo VI ha detto molto bene che il mondo attuale ha più bisogno di "testimoni" che di "predicatori". Ma ci sono testimoni e testimoni, testimonianze e testimonianze. C’è la testimonianza della persona con cui si vive, che si vede giornalmente, la cui infrangibile fedeltà ed il legame verso una missione possono essere constatati, attraverso le difficoltà e le tensioni della vita, anche se questa persona non ce ne parla mai, e questa è una cosa. Un’altra cosa è il racconto autobiografico di quindici o trenta minuti chiamato "testimonianza", nel quale una persona racconta ciò che vive e che non può essere altro che uno dei numerosi aspetti di ciò che sta vivendo.

Una volta ancora debbo dire che le testimonianze ascoltate in questo Congresso sono state eccellenti nel loro complesso e ci hanno permesso di osservare giovani che sembrano vivere autenticamente la loro vita religiosa in situazioni spesso difficili. L’ascoltare simili descrizioni è accattivante, stimolante ed è evidentemente molto buono. Ma, salvo eccezioni, avranno una durevole influenza nella vita dei giovani se non sono accompagnati da uno sforzo di riflessione? Ed, evidentemente la riflessione non può interessare la stessa esperienza che ci viene appena descritta e che non si conosce se non parzialmente (non è stata sentita la testimonianza di chiunque viva con i testimoni), ma deve riguardare le questioni fondamentali impostate da questi testimoni.

In verità, non ho percepito tra i giovani del Congresso (ed è probabilmente una caratteristica dei giovani - e dei meno giovani - di oggi in generale) una grande capacità di riflettere, di analizzare le situazioni, gli aspetti della loro vita religiosa. Mi sembra questa una questione importante per i formatori. L’appoggio e lo stimolo che traspaiono dagli esempi e dalle testimonianze sono importanti, ma non saranno sufficienti nelle grandi difficoltà. È bene abituare i giovani ad analizzare le situazioni e a riflettere costantemente sul senso di ciò che vivono al fine di poter continuare a vivere quando tutto ciò viene a mancare.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License