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epistola 1
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era 139
erano 24
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145 severina
143 è
140 più
139 era
135 dottore
121 conte
117 suo
Emilio De Marchi
Il signor dottorino

IntraText - Concordanze

era

    Capitolo
1 tes| va a Torriggia.~Dottorino era chiamato dalla gente dei 2 tes| via crucis della condotta era per lui piuttosto una perpetua 3 tes| dolcissimo «buona sera!»~Chi era Severina? - La figlia del 4 tes| veniva da natura; oppure essa era la vittima di una ferrea 5 tes| Adriano, giudicato a vista, era uomo freddo e forse troppo 6 tes| più nojosa: cogli infermi era spiccio e trasognato, cogli 7 tes| vendeva buono. Ma il dottorino era malato gravemente, e sparsa 8 tes| elegantemente di nero; scarno era il viso ma di linee belle; 9 tes| discreto scrittore, don Giulio era ben accetto anche fra i 10 tes| d'onore, da me. Illustre era il casato, secondo i voti 11 tes| Romagne, per la quale gli era giuocoforza ritardare il 12 tes| sue visite preziose.~«Com'era mio dovere, lo spiai, e 13 tes| Severina?~Il barone confermò:~- Era costei, - disse, - una celebre 14 tes| virtù per cui sua madre era tanto benedetta, preferii 15 tes| verità, ma qual beneficio era mai il mio infingere? Lottava 16 tes| più da Firenze: Severina era angustiata, seccante, insistente.~« 17 tes| mi sorrise mestamente. Era bella, giovane, innamorata, 18 tes| precipitasse la notte.~ ~Severina era pazza! il povero padre non 19 tes| primavera. Invece Severina era pazza, peggio che morta! 20 tes| riaprì gli occhi il piroscafo era già scomparso e scendeva 21 tes| uscio lo fecero trasalire.~Era il dottor Celestino, suo 22 tes| Selmo, portami da bere.~Era un giovinotto dell'età di 23 tes| dovere.~Quella mattina s'era messo l'abito nero e i guanti, 24 tes| fronte alta e senza rughe; era insomma il solito dottorino 25 tes| sedere vicino. Severina s'era già levata, secondo il solito, 26 tes| ramicelli di edera di cui era tappezzata la parete esterna, 27 tes| romito, dove la natura si era lasciata educare dall'arte, 28 tes| rimasto solo, mentre il barone era presso la figliola a ricevere 29 tes| invitò nella sala vicina ove era preparata la tavola della 30 tes| abbandonò all'aria. Così era svanita la sua felicità.~ 31 tes| alla sacra missione per cui era venuto, ai lobi del cervello, 32 tes| Come ognun vede Severina era vittima di un nuovo inganno, 33 tes| Severina questo inganno era già cominciato quel giorno 34 tes| pregato...~Marco sedette ed era tempo perché sembrava accasciato, 35 tes| grave.~Intanto Severina era venuta a sedersi sulla gradinata 36 tes| dei monti.~La fanciulla era docile, graziosa e dolcissima; 37 tes| quell'ora calda il silenzio era profondo, non interrotto 38 tes| volesse strapparli; l'occhio era squallido; bieche le labbra 39 tes| alla sua camera: all'ira era succeduto uno sfinimento 40 tes| adempiuto il proprio dovere, era meno disposto al compiacersi 41 tes| raggio bianco di luna. Chi era la bambina? lei stessa, 42 tes| avvide che il suo abito era stretto, se ne meravigliò 43 tes| dell'antica severità non era rimasta che l'apparenza, 44 tes| sopra il suo letto.~Dov'era egli? perché era venuto 45 tes| letto.~Dov'era egli? perché era venuto in quel palazzo incantato? 46 tes| anatomia del cuore umano? v'era anche una piaga del cuore?~ 47 tes| un brivido nelle spalle; era stanco di pensare e cercò 48 tes| legata a lui per sempre. Era il primo uomo, dopo mio 49 tes| vento gliela spense: sparito era anche il lume dalla camera 50 tes| gran parte della notte, si era buttato nel letto sul far 51 tes| primo ordine di palchi, era furiosamente applaudita 52 tes| poco a poco accesi e si era giunti al punto che ognuno 53 tes| ottenuto qualche grazia, ma era un'argomentazione di coloro 54 tes| obbligantissimo e innocente.~Non era amore, ma forse una naturale 55 tes| Adriana aveva chiesto di lui; era quasi un senso di riconoscenza, 56 tes| quella donna favolosa, che era solito vedere cinta del 57 tes| supplichevole; la voce di Adriana, era nel discorso melodiosa come 58 tes| Adriana e che, pur troppo, non era senza esca al cuore, si 59 tes| che l'intervento di Ercole era forse un'astuzia di Adriana. 60 tes| di Adriana. La preghiera era onesta e discreta e il conte 61 tes| sopra un pannolino. Non era questa appunto l'intenzione 62 tes| commozioni? a mezzanotte era in teatro; quattro ore di 63 tes| verrà.~Il buon dottorino era colpevole d'un gran peccato, 64 tes| dar segno di conoscenza.~Era il sesto che Marco dimorava 65 tes| aspettare, ma il suo contegno era sempre grave, solenne e 66 tes| cuore di Marco, il quale era certissimo che don Giulio 67 tes| di Marco sapeva quel che era scritto sopra la lettera 68 tes| buon dottorino che non si era ancora pentito del crudele 69 tes| eventi. A questi rimorsi non era abbastanza compenso l'amore 70 tes| il campo e don Giulio non era forse tal uomo da meritarsi 71 tes| milioni...!!...». Questo era il mondo della favola! che 72 tes| folla, dal punto che tutto era per la salute di Severina.~ 73 tes| all'aria aperta, che gli era tempo. - Non era ancor suonata 74 tes| che gli era tempo. - Non era ancor suonata mezzanotte, 75 tes| spuntò un'ombra, che forse era un uomo.~Forse anche l'ombra 76 tes| certamente il barone che era alla statura più piccolo 77 tes| ogni speranza per Severina era perduta; che non veniste 78 tes| il lungo viale.~ ~Marco era legato alla terra, né sapeva 79 tes| delirato? No, il conte era vicino a due passi da Severina, 80 tes| che sovrastava; il cielo s’era fatto lucido e netto e brillavano 81 tes| e, la calma del mattino era succeduta ai tenebrosi schiamazzi, 82 tes| vede che la risoluzione era presa; una fuga.~Era ben 83 tes| risoluzione era presa; una fuga.~Era ben tempo di fuggire, e 84 tes| fuggire, e troppo grave era stato il castigo di tanto 85 tes| e tanti saluti in casa. Era risoluto come un gendarme, 86 tes| titubava. La sua ragione era tornata ai sodi principi, 87 tes| ultima lusinga al cuore, era per meglio rabbonirlo. Giunse 88 tes| stette innanzi all'uscio; era il medico e poteva entrare.~ 89 tes| lo toccò. Levò gli occhi. Era il barone.~- Usciamo - disse 90 tes| ella mia figlia?~La domanda era inaspettata, sebbene il 91 tes| giuocherà questo cencio di dote?~Era troppo; e il dottore, sotto 92 tes| della propria virtù.~Non era più la condizione casuale 93 tes| indefinito, fatale, ma era lotta sincera di un uomo 94 tes| macigno. Se prima non se n'era accorto, la ragione si è 95 tes| che metteva nel lago, ove era pronta una piccola gondola. 96 tes| piangere!~Ma il fantasticare era inutile dal momento che 97 tes| il suo martirio. Sassosa era la strada ed essendosi messo 98 tes| conto suo il dottore non era malcontento che la natura 99 tes| sé che, se la fanciulla era morta, eterna sarebbe stata 100 tes| che da qualche tempo si era fatto in lui un'abitudine, 101 tes| i nuovi inganni, in cui era caduta e i baci e gli abbracci 102 tes| riesca.~Il tempo frattanto si era fatto buio e le vetriate 103 tes| dei barcollamenti, da cui era preso il dottore.~- Bisogna 104 tes| nel viso e negli occhi.~Si era già al tramonto, che in 105 tes| dolorosa estasi, che non era altro se non smemoramento. 106 tes| piombò sopra la prua dov'era il conte: questi, che sentì 107 tes| senza dubbio il dottore era un rivale disperato.~Queste 108 tes| vista.~Il dottore taceva; era forse scomparso? il conte 109 tes| degli uomini.~Povero Marco! era ubbriaco e se ne accorse 110 tes| di difendersi. - Perché era dunque venuto in traccia 111 tes| orribile e grottesca si era preparata, dopo tante prove? - 112 tes| foglie, perché il suo cranio era girato e raggirato fra certi 113 tes| rammentò, comprese dov'era, si mosse quasi per istinto, 114 tes| ma vedendo che il malanno era poco, e che il dottore, 115 tes| conte; ma il conte non c'era più.~Cercò qua e , come 116 tes| dottore aveva consigliato, si era tenuto discorso a Severina 117 tes| capì che la bella storia era finita, sorrise in atto 118 tes| le ampie cortine; tutto era silenzio dentro, ma era 119 tes| era silenzio dentro, ma era facile immaginare perché 120 tes| desiderio sopra una baronessa. - Era la prima volta ch'egli si 121 tes| trasformarsi. Poiché Severina era perduta per sempre, accese 122 tes| andava? la tempesta non era sdegnosa abbastanza per 123 tes| un luccio» Il dottorino era lombardo, e sentiva tornare 124 tes| arrabbiarsi, e finì col ridere, - era l’ultima conclusione - e 125 tes| non poteva rispondere. Non era tempo di vani pensieri: 126 tes| direzione. La barca gli era sfuggita e pensò meglio 127 tes| disgustato di quell'acqua che non era vernaccia. E già la destra 128 tes| un voluttuoso solletico. Era tempo. Lo trassero a riva 129 tes| pescatori di quel paese, s'era indugiato sul lago, pigliando 130 tes| migliore buttarsi a nuoto, ed era, dopo un'altra mezz'ora 131 tes| ma Celestino assicurò che era tanta salute e non volle 132 tes| domandò la vecchia madre, che era cieca~- È qui - le rispose 133 tes| disse Tonio; - se non c'era lei, la era finita per questi, 134 tes| se non c'era lei, la era finita per questi, come 135 tes| non state a ripeterlo) era un uomo da commettere uno 136 tes| Celestino per assicurarsi che era veramente guarito gli disse: - 137 tes| indicazione, dopo lungo giro, era venuta nelle mani di Celestino, 138 tes| mani di Celestino, al quale era diretta.~La lettera del 139 tes| vivi; il conte ingrassò ed era nel suo pieno diritto, il


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