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Emilio De Marchi
Il signor dottorino

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-casta | caste-duras | durat-indug | indur-offri | offus-ricev | richi-socia | sodi-udire | udirl-zufol

                                                 grassetto = Testo principale
     Capitolo                                    grigio = Testo di commento
1502 tes| finestra sentissi il collo indurito, e un brivido nelle spalle; 1503 tes| eloquenza de' suoi sguardi indurmi a poco a poco a persuasioni 1504 tes| per combattere lui solo, inerme, pauroso del ridicolo, vanaglorioso, 1505 tes| coperti di poco verde s'inerpicano fino all’altezza delle nubi. 1506 tes| spiccava qua un sentiero che s’inerpicava, il bianchiccio d'un 1507 tes| perdonagli; cedi alla sua inesperienza; io lo amo...~«Terribile 1508 tes| un'anima fanciullescamente inesperta, che sconoscendo le vecchie 1509 tes| lui un languore insolito, inesplicabile in un giovane della sua 1510 tes| grazie di Severina e i suoi inesplicabili sorrisi, crollò la testa 1511 tes| partisse l'amico della sua infanzia, e a stento seppe balbettare: - 1512 tes| mormorò il dottorino. - Infelici coloro che non vogliono 1513 tes| ch'io ho insultato la sua infelicità.~- Dubito che per altra 1514 tes| anche qui, signore, c'è dell'infermità, e un'offesa fatta a un 1515 tes| Conte - gridò - pare che l'inferno sia ben vicino al vostro 1516 tes| dare una scossa a quell'inferriata.~Piovigginava ancora, e, 1517 tes| aspettato, il suo volto s'infiammò per un precipitoso afflusso 1518 tes| di una sera, con un amore infine che simile al vin spumante, 1519 tes| beneficio era mai il mio infingere? Lottava come uomo che sta 1520 tes| bruciore come se cento lenti infuocate lo pigliassero di mira.~ 1521 tes| Non è vero! - gridò infuriando Sua Eccellenza. - Questi 1522 tes| la percuote, il delirio l'inganna e anziché oppormi a questa 1523 tes| Giulio?~- No, perché va ingannandosi da sé stessa. Può avvenire 1524 tes| villino ancor chiusi e per ingannare il tempo, che gli pareva 1525 tes| del suo fidanzato? Come ingannarla ancora senza mettere a estremo 1526 tes| scienza. Forse Marco poteva ingannarsi, ma presentemente non vedeva 1527 tes| del conte? perché aveva ingannato il barone? quale lotta orribile 1528 tes| insistendo, anziché districare ingarbugliasse vieppiù la matassa.~- Ella, 1529 tes| così solitaria; oppure s'ingegnava di supporre in lei un'anima 1530 tes| sbaglio, e una fanciulla ingenua, che è quanto di più raro 1531 tes| forte, come al tempo dei più ingenui amori; guidò la gondoletta 1532 tes| come i vortici del mare inghiottono i pesci. Dopo tutto non 1533 tes| solo non difendevasi, ma ingigantiva e sconciava i fantasmi della 1534 tes| lontano sarebbe sembrato inginocchiato presso Adriana, rapito in 1535 tes| uomo giusto contro un uomo ingiusto, e il conforto della propria 1536 tes| spavento; venne innanzi al bell'inglesino, e alzò la voce e le braccia, 1537 tes| dai ritratti di famiglia e ingombre, più che adorne, di mobili 1538 tes| pensieri che gli facessero ingombro, si appoggiò a un muricciuolo 1539 tes| della vernaccia tracannata ingordamente dal dottorino all'osteria, 1540 tes| ritrovarla fra i vivi; il conte ingrassò ed era nel suo pieno diritto, 1541 tes| a me quanto scrive d'un ingrato, potrei io resistere all' 1542 tes| colle labbra aride parole inintelligibili; il dottorino però interpretando 1543 tes| all'amico la storia del suo innamoramento e della visita e dell'invito 1544 tes| quelle grazie che mi fecero innamorare di lei erano funesti segni 1545 tes| mestamente. Era bella, giovane, innamorata, semplice ne' suoi affetti 1546 tes| uomo e una donna, giovani e innamorati, avrebbero potuto dimenticare 1547 tes| il conforto della propria innocenza gli ispirò una risposta 1548 tes| quegli istanti in cui egli inorgoglivasi della propria virtù, fissava 1549 tes| due ore e colla più grande inquietudine - rispose il vecchio napoletano.~- 1550 tes| dodici anni, ma gli occhi insaziabili giravano irrequieti per 1551 tes| ogni minuto della vita c'insegna una verità: dottore, è finita 1552 tes| fiducia? - Adriana, voi m'insegnate veramente cos'è l'amore.~ 1553 tes| si rifaceva selvatica.~- Insensato! - disse Marco a sé stesso 1554 tes| e della verità pareva s'insinuasse sufficientemente nel cervello 1555 tes| benissimo come l'opera sua, insistendo, anziché districare ingarbugliasse 1556 tes| era angustiata, seccante, insistente.~«Una mattina essa sedeva 1557 tes| frequente smarrirsi e del colore insolitamente pallido. Sua Eccellenza, 1558 tes| Severina direbbe ch'io ho insultato la sua infelicità.~- Dubito 1559 tes| teste dei fiori. Mobili intarsiati e vasi d'erbe esotiche negli 1560 tes| rovina. Ne restavano ancora intatte dieci o dodici sale, tappezzate 1561 tes| senza offendere Severina e l'integrità del mio nome. Evidentemente 1562 tes| contraddizioni?~- Mi sforzo d'intenderle. Amo, lo confesso, ma il 1563 tes| prima...~Il dottore sia che intendesse o no queste parole, girò 1564 tes| Non intendo...~- Ah! non intendete alla vostra volta: voi siete 1565 tes| Bacco e Nettuno non se l'intendono troppo bene. Ne faremo un 1566 tes| anche a giustificazione intera del nostro buon amico, osservare 1567 tes| veniva affatto di nascondere interamente l'artificio delle arguzie 1568 tes| composizione di questa causa interessante don Giulio doveva allontanarsi 1569 tes| fortuna e di consumare tutto intero il suo dovere, non poteva 1570 tes| inintelligibili; il dottorino però interpretando il suo desiderio sollevò 1571 tes| gioventù. Inutilmente ho interrogato i più sapienti medici d' 1572 tes| con qual animo! Alle vaghe interrogazioni di Sua Eccellenza, il dottorino 1573 tes| sfilano quasi in catena non interrotta, dipinti, sospesi, nascosti, 1574 tes| contorcimenti, ora le coste interrotte dai rapidi ghiaieti.~Così 1575 tes| silenzio era profondo, non interrotto che da un fruscìo passeggiero 1576 tes| bambina... - I singhiozzi l'interruppero, ma poi seguitò: - Può darsi 1577 tes| subito dopo riconobbe che l'intervento di Ercole era forse un'astuzia 1578 tes| incominciare da lontano una cura intesa più a mitigare che non a 1579 tes| rematori con un grido se l'intesero, e con un po' di tabusso 1580 tes| più attentamente sui più intimi affetti.~Il barone man mano 1581 tes| in qualche sentimento più intimo e segreto.~Il buon cugino, 1582 tes| e andava incolpando me d’intolleranza e d’avarizia.~- Il barone 1583 tes| preferiscono le grandi massime che intontiscono alle povere opere che guariscono, 1584 tes| correre e che sente le gambe intralciate.~Il cielo facevasi sempre 1585 tes| che grondava dal viso e le inumidiva le mani. Quando fu collocata 1586 tes| buoni di diventare eroi inutili.~Cominciò ad arrabbiarsi, 1587 tes| baldanza della gioventù. Inutilmente ho interrogato i più sapienti 1588 tes| sazierei di quest’onda? invecchierei ancora un giorno nella mia 1589 tes| prima gli parve a un tratto inverosimile, e corse col pensiero al 1590 tes| Ritiro, assorto in penose investigazioni, delle quali non conosceva 1591 tes| sguardo lungo e pieno d'invidia, onde il conte stizzito, 1592 tes| non mai conosciuto e punto invidiabile. Egli doveva invitare quest' 1593 tes| come una divinità antica, e invidio la pioggia d'autunno che 1594 tes| io diventassi generoso? è invidiosa la vostra virtù?~- Ciò vuol 1595 tes| quando suonano campane invisibili e del sole non restano che 1596 tes| invidiabile. Egli doveva invitare quest'uomo in nome dell' 1597 tes| penoso e troppo a sé stesso, invocando l'antica sorte delle fate, 1598 tes| parola, che egli stesso aveva invocato, urbanamente disse: - Se 1599 tes| lontananza del lago già involto dall'ombra; passò l'ultimo 1600 tes| racchiuso come una larva nel suo involucro. Severina può intendere 1601 tes| barone scrisse alla contessa Ippolita, una delle più care amiche 1602 tes| altro sentimento è tanto irragionevole. Il dottorino desiderava 1603 tes| labbra e in tutte le membra irrequieta, come se le scorresse l' 1604 tes| occhi insaziabili giravano irrequieti per la campagna, per il 1605 tes| tratto a riva un carico tanto irrequieto.~Erano dieci sartine, venute 1606 tes| licenziarsi da Severina senza irritarla, e da uomo che obbedisce 1607 tes| stesso più selvaggio, più irriverente. Entrambi erano forti, ma 1608 tes| suoi antichi amanti erasi iscritto anche un alto personaggio 1609 tes| passerelle, spiegar loro l'iscrizione latina che vi è coi soliti 1610 tes| ponesse la mano sopra non isparisse tutta la magia di quel palazzo 1611 tes| desto, coll'alacrità che ispira l'aria fresca del mattino 1612 tes| come l'orgoglio e l'egoismo ispirassero tutte le sue passioni come 1613 tes| io rubo ciò che altri ha ispirato. Ecco il destino di coloro 1614 tes| od ottenere il dono di un'ispirazione: perciò l'occhio doveva 1615 tes| lo stesso fremito e quell'istessa convulsione che fa ridere, 1616 tes| mia vita? Quest’amore ha istinti immortali e se l'anima dell' 1617 tes| lamentoso, come di bimbo istizzito, con parole mozzicate, delle 1618 tes| aveva narrata la dolorosa istoria del suo amore, e Celestino 1619 tes| mercato e alla peggio la birra istupidisce. Dopo un mese sarebbe tornato 1620 tes| ciarlare con loro, guastando l'italiano da bravo inglese, e cercò 1621 tes| san Francesco e il beato Jacopone.~Anche Severina ebbe le 1622 tes| testa, sorrideva a fior di labbro e all'improvviso cantare 1623 tes| no - gridò a voce alta lacerando coi denti l'indirizzo del 1624 tes| affascinante e strappò le lacrime ai vecchi abbonati. Don 1625 tes| con mano, ne ode la voce lacrimosa, ne sente i baci sulla fronte. 1626 tes| né bruna, tutte con occhi ladri, delicati, e scosse in quella 1627 tes| questo giardino, come un ladro di campagna; ella saprà 1628 tes| cedere il posto a questo ladrone notturno? Il conte non temeva 1629 tes| creatura a un branco di avidi ladroni. La luce che usciva dalle 1630 tes| non uno dei servi, né un ladruncolo perché al portamento, al 1631 tes| Firenze.~- E che si dice laggiù del nostro matrimonio?~- 1632 tes| potè arrestare una mezza lagrima che spuntò sotto le palpebre; 1633 tes| pronunciate da una voce tremula e lagrimosa, sorrise fantasticamente 1634 tes| spinse e la portò con una lama d'acqua, per buon tratto, 1635 tes| miserandi o grotteschi.~Così lamentavasi fra sé il povero dottorino, 1636 tes| le labbra e spaventoso il lamento; le imprigionò le mani nelle 1637 tes| altro e finalmente un pianto lamentoso, come di bimbo istizzito, 1638 tes| bagliore rossigno d'una lampada dava risalto e movimento.~ 1639 tes| acceso degli scialletti di lana, che riparavano le belle 1640 tes| Ah l'indegno! - urlò lanciandosi a corsa per quella strada 1641 tes| solo avesse il dominio.~Lanciarsi tra le fiamme, salire di 1642 tes| cioè di una corda, che gli lanciavano per la seconda volta dalla 1643 tes| ucciso. In questa bassa landa dei vivi, dove l'esercizio 1644 tes| giorni di amara tristezza, di languida noja, per la quale la vita 1645 tes| stremate, gli occhi più languidi, e meno accese le guancie. 1646 tes| rideva, ma alla vista di lanterne a vento, che movevansi innanzi 1647 tes| schiamazzavano, come se i lanzichenecchi fossero alla canonica, e 1648 tes| Dio che a non tutti abbia largito i tesori di un'anima capace 1649 tes| lusinghe d'amore; il buon Lario, co' tremolii riflessi, 1650 tes| muore racchiuso come una larva nel suo involucro. Severina 1651 tes| cuore non è ostinato e si lascia a poco a poco persuadere, 1652 tes| a dispetto del cuore... Lasciamo i vecchi romanzi e facciamo 1653 tes| mangiando e i pesciolini lasciandosi mangiare.~Gli antichi diedero 1654 tes| Benissimo.~E così si lasciarono. Il dottorino, restato solo, 1655 tes| replicò quando furono lasciati in disparte - Vi rincresce 1656 tes| a tutte le glorie umane, lasciava che il fascino etereo delle 1657 tes| spiegar loro l'iscrizione latina che vi è coi soliti commenti 1658 tes| fanciulletta perché non si lavava la faccia. Se non si aiutava 1659 tes| afferrati pel corpo? avrebbero lavorato di ugne e di morsi, finché 1660 tes| il ronzare di qualche ape lavoratrice, un uomo e una donna, giovani 1661 tes| forse scomparso? il conte lavorava di braccia, la pupilla fissa 1662 tes| cioè un miserabile senza lealtà, senza coraggio, che aveva 1663 tes| della madre; così la virtù lega la donna d'una catena d' 1664 tes| mi avesse in quel momento legata a lui per sempre. Era il 1665 tes| gusci di noce, o cappellini, legati sopra una piramide di capelli, 1666 tes| lungo viale.~ ~Marco era legato alla terra, né sapeva formolare 1667 tes| ed ella, dottore, potrà, leggendole, scoprire la legge di questa 1668 tes| presenterà all'inferma colla leggerezza d'un sogno, o d'un delirio... 1669 tes| giorni or sono, e fa di leggerla mentre ritorni a casa, perché 1670 tes| saperlo? - rispose con un leggier tremito di voce il conte. - 1671 tes| villeggianti, con abiti freschi e leggieri, molti stranieri dai cappellacci 1672 tes| Giulio erasi fatto così leggiermente spergiuro, chiamavasi Adriana 1673 tes| lo scherzo e la paura.~- Legna verde! - disse il vecchietto 1674 tes| pigiate sui loro sedili di legno, con abiti quali li sa fare 1675 tes| del Nino o alla riva di Lemna dove lo si vendeva buono. 1676 tes| bene; però per acquistar lena e per rischiarare le idee, 1677 tes| il bruciore come se cento lenti infuocate lo pigliassero 1678 tes| fronte con rari capelli, lentissimo il gesto, profonda la voce, 1679 tes| via il tappo. Il contino Leopoldo che allora faceva le prime 1680 tes| tutte le forze e un pallore letale e un sudore freddo che grondava 1681 tes| giorno uscirà dal lungo letargo, stupita, fiacca, direi 1682 tes| favole di certi romanzi letti da lui in quella età che 1683 tes| i consigli materni, la lettura scelta, la compagnia onesta 1684 tes| tempi giovanili, allorché, levando la testa dai grossi libri 1685 tes| Signor barone - esclamò levandosi in piedi - m’inganno troppo? 1686 tes| passaggio, e sebbene non osasse levare le palpebre, pure sentiva 1687 tes| incatenato.~Il dottorino stentò a levarsi dalla sedia e non senza 1688 tes| salute e non volle che si levasse da letto; dopo il quinto 1689 tes| testa della fanciulla, che levati gli occhi, mi sorrise mestamente. 1690 tes| dura come ferro, lo toccò. Levò gli occhi. Era il barone.~- 1691 tes| gli offrì il pesce d'una libbra e tre quarti, assicurando 1692 tes| abbandonava senza rimorso alla libera manifestazione d'un sentimento 1693 tes| quelle lagrime scendessero liberamente e, sedutosi appresso, dopo 1694 tes| casi andati, o le idee d'un libro, o lusinghe d'amore; il 1695 tes| ardente. Prese onestamente licenza da Severina e dal barone, 1696 tes| pigro ad andarmene, può licenziarmi: una pena la merito e son 1697 tes| resta che di trovar modo di licenziarsi da Severina senza irritarla, 1698 tes| l'acqua, il muschio e il lichene dello scoglio, una frotta 1699 tes| sentimenti improvvisamente più lieti.~- Riesco importuno, signor 1700 tes| bastone e gridò fermandosi sul limitare:~- Ohe! Selmo, portami da 1701 tes| perciò l'occhio doveva essere limpido, sereno, attento: la mente 1702 tes| prore risaltavano dal piano liscio dell'acque, che, splendidamente 1703 tes| mondo che non esiste nella lista dei pianeti.~Al mattino 1704 tes| salire i gioghi ghiacciati, litigare coi vetturali, colle guide, 1705 tes| crudele mi corse alla lingua, litigò fra i denti, ma temendo 1706 tes| pieno medioevo. Non avete liuto, conte?~- Voi avrete bisogno 1707 tes| di luce tetra nell'orbita livida e profonda.~Le grida e i 1708 tes| nuova disgrazia, fatto più livido, più cupo stringeva le mani 1709 tes| missione per cui era venuto, ai lobi del cervello, e agli autori 1710 tes| non intende e per verità lodo Dio che a non tutti abbia 1711 tes| scivolare fuor di mano il filo logico di quella ragione.~- Don 1712 tes| per le pareti d'una chiesa lombarda; si potrebbe dire che ciascuno 1713 tes| luccio» Il dottorino era lombardo, e sentiva tornare a poco 1714 tes| Recipe vinum bonum et pippam longam, e io la consiglio alle 1715 tes| spingeva l'occhio nella lontananza del lago già involto dall' 1716 tes| quando ci trovammo soli, lontani dai luoghi testimoni della 1717 | lor 1718 tes| dalla barca che, avendo a lottar colle tenebre, col vento 1719 tes| balenò, illuminò il valoroso lottatore, bello nel suo abito bigio, 1720 tes| casuale di un uomo, che lotti contro un sentimento ampio, 1721 tes| invece de' buoni agoni e de' lucci saporiti e tratto tratto 1722 tes| , negli spazi di terra luccicavano sotto quel pigro lume le 1723 tes| confondeva le verità più lucenti. Non rispose subito, perché 1724 tes| chi sospira?». Prese la lucernetta e si accostò alla finestra: 1725 tes| quei signori dalla testa lucida si mantenevano dapprima 1726 tes| diacciate, che grondavano dalle lucide foglie delle magnolie, quel 1727 tes| ai propositi schietti e luminosi, e se concedeva un'ultima 1728 tes| Don Giulio, da vecchio lupo di mare, ne rise come d' 1729 tes| vicino ravvedimento, andava lusingandola con parole vaghe, le dimostrava 1730 tes| osava domandare notizie, per lusingarsi alla speranza di poterle 1731 tes| candore del volto, nelle onde lusinghiere dei capelli; ma tutte queste 1732 tes| boschetti e cespi e un villino e macchie di fiori, fra i quali movevasi 1733 tes| riva, sotto il riflesso dei macigni, in un grigiastro quasi 1734 tes| dell'uomo spirasse in queste maestose imaginazioni, porterebbe 1735 tes| voluto aggiungere: l'amore è maestro, l'amore rende audaci e 1736 | maggiore 1737 tes| aggiungerò le mie cure per maggiormente abbattere la natura e la 1738 tes| sopra non isparisse tutta la magia di quel palazzo e di quel 1739 tes| di rompere quella rete magica nella quale erano fatalmente 1740 tes| guancie, accesi gli occhi, magico il sorriso, ma da quegli 1741 tes| esclamò:~- Ho capito, sempre magnanimo il nostro dottorino.~In 1742 tes| angusta per quelle idee magnifiche, onde uscito bel bello, 1743 tes| compagne, mentre colle dita magre e lunghe andava tagliando 1744 tes| la mia bambina? è bionda, magrina, vispa, e sapiente! quando 1745 tes| uscita di casa con tanti malanni in corpo e il bimbo perché 1746 tes| il clima è mitissimo, i malati pochi, e fra quei pochi 1747 tes| che salva l’anima dalle malattie croniche.~Egli sarebbe partito 1748 tes| allontanò solo solo da quella malaugurata costa. Quando fu nel mezzo 1749 tes| lungo digiuno e un viaggio malaugurato, vide sul piano plumbeo 1750 tes| si è spezzato un remo.~- Maledetto! - urlò il conte, che sentì 1751 tes| sospinse fino alla gondoletta, maledicendo a mezza voce le ostine, 1752 tes| gravi istanti della vita. Maledisse il cugino, che per suo piacere 1753 tes| consolazione di tutti i suoi mali. Qualcuna aveva sul viso 1754 tes| bellezza? ah certi suoi sorrisi maliardi! senza dubbio il dottore 1755 tes| selvaggio conosceva certi impeti maligni, che avrebbero ucciso un 1756 tes| all’ultimo gradino, muto, malinconico, come se partisse l'amico 1757 tes| carattere, spregiando in malo modo le esigenze del cuore. 1758 tes| scenderà a colazione.~- Mi manca il cuore... - disse con 1759 tes| indicarle in che cosa ella fosse mancata verso don Giulio. Io, naturalmente, 1760 tes| scendeva, dava una grossa mancia al cocchiere, e insieme 1761 tes| scritto sopra la lettera mandata a Ginevra, e il buon dottorino 1762 tes| da consegnarmi?,~- Vi ha mandato qui Sua Eccellenza?~- Nossignore, 1763 tes| granito delle fondamenta mandava il suono di una pasta molle 1764 tes| volto, coi denti stretti, e mandavano ad ogni colpo una specie 1765 tes| vengono dalle tue mani ti manderà una benedizione.~Severina 1766 tes| Il dottore sorrise.~- Mandiamo un servo.~- No. È necessaria 1767 tes| rincorò, scrisse una ricetta, mandò un servo alla farmacia, 1768 tes| i pesci grossi uccidono mangiando e i pesciolini lasciandosi 1769 tes| i pesciolini lasciandosi mangiare.~Gli antichi diedero segno 1770 tes| candidi al collo e alle maniche, gli pareva un uomo molto 1771 tes| costretto a ricoverarla in un manicomio.~Il barone rabbrividì e 1772 tes| onde per la prima volta si manifesta l'amore. Essendo però fanciulla 1773 tes| Signor barone, voglio manifestare una speranza che mi viene 1774 tes| tutti questi pensieri non si manifestarono che in un mesto sorriso, 1775 tes| senza rimorso alla libera manifestazione d'un sentimento vergine, 1776 tes| uomo che si anneghi, gli manifestò troppo chiaramente che Tonio 1777 tes| vallate.~Marco cercò la manina bianca della fanciulla e 1778 tes| finestra, una tavola piena di manoscritti, di giornali, di musica 1779 tes| di carte e un biglietto manoscritto; le une erano lettere scritte 1780 tes| signori dalla testa lucida si mantenevano dapprima in un dignitoso 1781 tes| dubitò che quella esistenza, mantenuta finora da un duro inganno 1782 tes| benedetta. Cosa mi fai, Marcuccio? sentiamo il polso: vediamo 1783 tes| ballerine, apparvero sulla scena mari e monti, ma il conte nel 1784 tes| pregare, fissa nella vergine Maria, a cui il bagliore rossigno 1785 tes| lettera d'una sua amica, maritata da un anno, la quale col 1786 tes| solenne e di una immobilità marmorea~Invece una gran tempesta 1787 tes| di vetro compatto che il martello non rompe, ma che un leggiero 1788 tes| che prolungavano il suo martirio. Sassosa era la strada ed 1789 tes| sotto il monte, pareva un masnadiere in attesa.~- Signor conte - 1790 tes| più che adorne, di mobili massicci di noce, con vecchie stoffe 1791 tes| per cedere il posto a un massiccio albergo, e che per la tranquillità 1792 tes| si preferiscono le grandi massime che intontiscono alle povere 1793 tes| ingarbugliasse vieppiù la matassa.~- Ella, dottore, potrà 1794 tes| ha radice soltanto in una materiale compiacenza mi sembra indegno 1795 tes| confidate alla mamma, i consigli materni, la lettura scelta, la compagnia 1796 tes| colore delle cose. Certe mattine, svegliandosi avanti l'alba, 1797 tes| io mai? non sono idee da matto anche queste? perché vado 1798 tes| quasi portata dall'aria mattutina, bisbigliata dalle foglie 1799 | meco 1800 | medesimi 1801 | medesimo 1802 tes| più forza contro la mano medica e soltanto allora credo 1803 tes| interrogato i più sapienti medici d'Europa...~A questo preambolo 1804 tes| un'espressione abbastanza medioevale.~- Messere - esclama Adriana 1805 tes| eccoci al mattino in pieno medioevo. Non avete liuto, conte?~- 1806 tes| che passeggiano la notte a meditare astuzie e trappole, che 1807 tes| di una lucerna d’argento meditava ancora sulla sua sorte, 1808 tes| Quattro noci, un panino, una mela e qualche confetto e acqua 1809 tes| natura essendo inclinata a melanconia, e la mia mente al dubbio 1810 tes| frangono alla riva, più melanconiche le note d'un piano fuggenti 1811 tes| nojoso, salì il sentiero che menava al tabernacolo alpestre, 1812 tes| ricchi stranieri venuti a mendicare al dolce far niente un po' 1813 tes| possibile dare alle sue facoltà mentali quella piega dolce, vera, 1814 tes| scuse all'amico; insomma mentii per la prima volta in vita 1815 tes| malato?~- Perché dovrei mentire sul capo di mio padre? - 1816 tes| risparmio la pena di una menzogna.~- Ma!...~- Ella ha interesse 1817 tes| birra eccellente a buon mercato e alla peggio la birra istupidisce. 1818 tes| quel che valgo; sono io merce preziosa o di contrabbando?~- 1819 tes| che un vento sottile di meriggio scuoteva a intervalli e 1820 tes| abbracci ricevuti, senza meritarli? non aveva vegliato molte 1821 tes| non era forse tal uomo da meritarsi anche di peggio?~Severina, 1822 tes| semplicemente: «Il vostro Dio meriterebbe d'esistere», e chiudeva 1823 tes| per chi, s'intende, ha meriti speciali.~Il conte sapeva 1824 tes| fiori di carta o ricamando merletti sottili come la nebbia. 1825 tes| venire dei pettirossi e dei merli, allo svolazzare voluttuoso 1826 tes| allontanavano da questa riva mescevano allo zaffiro ombre sempre 1827 tes| e al giungere della sera meschiavansi, non saprei dire, quali 1828 tes| segno d'animo superbo e meschino, sempre solo colla noiosa 1829 tes| tutti i , esagerandole, mescolandole, addormentandosi talora 1830 tes| eloquenza seduttrice, che gli mescolava i giudizi nel capo, e confondeva 1831 tes| Francia; una povera cameriera, messa alle strette, aveva narrato 1832 tes| abbastanza medioevale.~- Messere - esclama Adriana sorridendo - 1833 tes| bravi, come l'aggiusteranno, messeri? è ai dadi o all'armi che 1834 tes| quale i suoi pensieri erano messi alla tortura e i suoi affetti 1835 tes| frenesie voluttuose, sebbene meste, e non seppe trattenersi 1836 tes| casini con nomi allegri o mesti, secondo ricordano un voto 1837 tes| manifestarono che in un mesto sorriso, onde il barone 1838 tes| come quel , e il suon del metallo, ognun lo sa, fa voltare 1839 tes| e l'amava già prima di metter piede in questa casa; ma, 1840 tes| afferrare le saette per mettersele in saccoccia. Gli parve 1841 tes| altre parole consimili; mettine pur mille e sommate tutt' 1842 tes| Svizzera tedesca, spendere un migliaio di lire, salire i gioghi 1843 | mila 1844 tes| uomo...~- Il conte aveva un milione e mezzo: io ve ne darei 1845 tes| che stillano più che da mill'anni da que' classici tufi. 1846 tes| o da qualche scoppio di mina lontano lontano nelle vallate.~ 1847 tes| Giulio? debbo pregare o minacciare? non sarebbe più opportuno 1848 tes| ma non spenta mai, aveva minacciato rompere in follia. Questa 1849 tes| ruggiva chiuso nel petto, minacciò rompere il suo silenzio, 1850 tes| piombo e gli sovrastava minacciosa la noiosa legge che tira 1851 tes| sbiadite figure a guazzo, mingherline e grette, mentre Adriana 1852 tes| Siloe per esercizio del mio ministero conobbi una donna infelice, 1853 tes| promisi ravvedermi. Le narrai minutamente la storia del nostro diverbio; 1854 tes| infuocate lo pigliassero di mira.~Il conte non poteva chiuder 1855 tes| poteva negare che tornando miracolosamente alla vita e alla ragione 1856 tes| dottorino, per i morti miracolosi di Torno. - Il conte rideva.~ 1857 tes| riconobbero il sor dottorino nel miracoloso salvatore di Tonio, tutto 1858 tes| la mano, ma non osarono mirarsi in volto. Essi tremavano.~- 1859 tes| e parlava ancora d'una miriade di lumi, visti in quella 1860 tes| barlume, d'essere cioè un miserabile senza lealtà, senza coraggio, 1861 tes| e dell'utile e finiscono miserandi o grotteschi.~Così lamentavasi 1862 tes| può narrare al conte la miseria di Severina? come medico 1863 tes| prendendole ambo le mani.~I misteri vogliono poche parole, e 1864 tes| riguardo, parve in sulle prime misterioso e provocante al povero dottorino, 1865 tes| che a dodici anni si viva misticamente come san Francesco e il 1866 tes| d'acqua, in ogni forma e misura, come i frantumi d'uno specchio.~ 1867 tes| qualche argomento. Ma il misurato respiro della fanciulla 1868 tes| gli si rimpiccioliva alle misure di un sogno, la natura gli 1869 tes| solito vedere cinta del mitico fascino delle luci, delle 1870 tes| lontano una cura intesa più a mitigare che non a sanare le aberrazioni 1871 tes| campagna; infatti il clima è mitissimo, i malati pochi, e fra quei 1872 tes| preambolo recitato colla moderazione d'un uomo che pensa quel 1873 tes| frettolosamente a un'osteria modesta, ma di bell'apparenza.~Intese 1874 tes| per il tanto bene da lui modestamente compiuto avevano risvegliato 1875 tes| fanciulle gentili, cui la modestia cela agli occhi de' curiosi 1876 tes| barone gli parlava, più modesto e amichevole, fissò uno 1877 tes| gli rispondesse una voce modulata al canto, o uno stormire 1878 tes| giardino, sforzò dolcemente la molla d'un cancello di ferro, 1879 tes| giacciono nascosti nella moltitudine e non li trova se non chi 1880 tes| dottorino rispondeva con parole monche, sforzandosi di mettere 1881 tes| e sulla piazzetta molti monelli scalzi che si rincorrevano 1882 tes| concetto più largo d'una moneta d'oro. Il conte cominciò 1883 tes| indovinare, balbettando rotti monosillabi, precedette il compagno 1884 tes| forte che il noce della montagna non avesse scosso dai rami 1885 tes| cogli osti e colle paffute montanare e ritornare finalmente più 1886 tes| vetturali, gli osti e le montanine della Svizzera; al di 1887 tes| sagrato d'un tabernacolo montano; abbrancò l'erba, la strappò 1888 tes| colla catena a un macigno, montò fino all'orlo della strada 1889 tes| può chiudere a guisa di morale, queste pagine non immortali. 1890 tes| ciottoli in spume bianchiccie e morbide come la panna.~Qualche uccellaccio 1891 tes| furiosamente, ma colla tremenda morbidezza di cuscini che si ammucchiano. 1892 tes| di scoprir l'arte di non morir più? Bel servizio rendereste, 1893 tes| egli, fuggendo per sempre, moriva per Severina e a chi muore 1894 tes| sorveglia ogni uomo serio, gli mormorasse: « sotto non troverai 1895 tes| testamenti... - Ma che diavolo! - mormorava e si batteva la testa col 1896 tes| innanzi a un casino e al mormorio di voci non troppo lontane, 1897 tes| a sé stesso.~- Forse non morrà - rispose quasi con freddezza 1898 tes| avrebbero lavorato di ugne e di morsi, finché nel nome di Severina 1899 tes| conficcarono su questi felici mortali, e don Giulio ne sentì veramente 1900 tes| quadretto, dottorino, per i morti miracolosi di Torno. - Il 1901 tes| dottorino chinava la testa mortificato, come se di quella storia 1902 tes| foglie, o dal ronzare di un moscone, o da qualche squillo lontano 1903 tes| cullato dalle onde come Mosè, e che molle d'acqua e di 1904 tes| in genere spiace sempre mostrarsi ad altrui vinti dalla propria 1905 tes| parevano accennar ai primi moti d'una natura che si sveglia, 1906 tes| strazio del suo cuore, e moveva gli avvenimenti come in 1907 tes| Tutti questi colori si movevano sotto la luce fuggitiva 1908 tes| di lanterne a vento, che movevansi innanzi a un casino e al 1909 tes| macchie di fiori, fra i quali movevasi un bianco cappello di paglia.~ 1910 tes| fianchi, nella dolcezza dei movimenti, nel candore del volto, 1911 tes| bimbo istizzito, con parole mozzicate, delle quali il conte non 1912 tes| stendere la mano a quel mucchietto e stringere in pugno il 1913 tes| conte, un grido che gli muggiva sordamente nel petto venne 1914 tes| non rispose che con un mugolìo sordo di meraviglia e di 1915 tes| sgangherate da riscuotere una mummia. La febbre durò tre giorni, 1916 tes| No.~- V'è speranza che muoia?~Il dottore osservò un guardo 1917 tes| siamo sotto costa. Non si muova, perché Bacco e Nettuno 1918 tes| ingombro, si appoggiò a un muricciuolo che difendeva la strada 1919 tes| vecchie pitture sopra un muro umidiccio; stormivano gli 1920 tes| Osserva il cielo e l'acqua, il muschio e il lichene dello scoglio, 1921 tes| fino all’ultimo gradino, muto, malinconico, come se partisse 1922 tes| la freddezza del conte, e nacquero i primi disaccordi col barone, 1923 tes| contemplazione delle ninfe e delle naiadi che insieme alle belle di 1924 tes| aria come usano spesso i napolitani.~Il gondoliere guarì, e 1925 tes| e promisi ravvedermi. Le narrai minutamente la storia del 1926 tes| la pipa.~Marco gli aveva narrata la dolorosa istoria del 1927 tes| come si muore, non come si nasce.~Ma un giorno Severina si 1928 tes| altezza d'un dosso ed ora nascondendosi fra le case di una borgata, 1929 tes| dagli amici, tuttavia questo nascondersi, questa paura d'essere veduto 1930 tes| il bimbo perché aveva il naso sporco e la fanciulletta 1931 tes| alla staffiera orlato di nastro scozzese, veniva, con una 1932 tes| parole. Il piccolo sospetto natogli in principio, cioè che il 1933 tes| mancata verso don Giulio. Io, naturalmente, sperando sempre in un vicino 1934 tes| per paura di schiacciare i naufraghi.~- L'ha abboccata: forza, 1935 tes| gli metteva in corpo la nausea, la pioggia e il vento gelato, 1936 tes| che incalzava, urtò la navicella di traverso, la spinse e 1937 tes| la deserta riva, care ai naviganti; ma quella sera tutta quanta 1938 tes| o gli sembravano leggi necessarie per il bene di tutti, ma 1939 tes| madre terra. Ma Severina gli negava questa parola amica e i 1940 tes| destino piombarono, come tanti nembi, nell'anima, e gli oscurarono 1941 tes| angolo acuto, i castellacci neri, le vetriate dipinte, le 1942 tes| fitto al suolo l'occhio nerissimo, solcato da un'onda sanguigna 1943 tes| si scaricò al di sopra di Nesso: Marco balzò a sedere e 1944 | nessuna 1945 tes| cielo s’era fatto lucido e netto e brillavano ancora molte 1946 tes| si muova, perché Bacco e Nettuno non se l'intendono troppo 1947 tes| montagnone di contro e talora nicchiando come la pupilla d'un selvaggio 1948 tes| alla contemplazione delle ninfe e delle naiadi che insieme 1949 tes| specialmente sotto il Grotto del Nino o alla riva di Lemna dove 1950 tes| ancor più stimato per la nobiltà del suo carattere e per 1951 tes| come un novizio.~Quattro noci, un panino, una mela e qualche 1952 tes| due famiglie si strinsero nodi di amicizia: inutile il 1953 tes| sul fianco e assediata da nodose spire. Un lampo rossigno, 1954 tes| aveva scoperta l'immensa noia che travagliava il suo povero 1955 tes| veduto tornarono agre e noiose a don Giulio, che, umiliato, 1956 tes| si fanno ogni giorno più noiosi che utili, il barone compiacevasi 1957 tes| amara tristezza, di languida noja, per la quale la vita gli 1958 tes| diveniva ogni giorno più nojosa: cogli infermi era spiccio 1959 tes| che gli pareva lento e nojoso, salì il sentiero che menava 1960 | nol 1961 tes| Sono il conte Giulio - e nominò quel cognome che noi non 1962 tes| tratto movendo i remi colla noncuranza d'un pesce che scuote le 1963 tes| mandato qui Sua Eccellenza?~- Nossignore, ma ella stessa non mi ha 1964 tes| guidò la gondoletta a una nota scogliera, ove soleva sbarcare 1965 tes| Verso la fine del verno notai sulla fronte di don Giulio 1966 tes| occhi di Sua Eccellenza notarono quelle vampe.~- Basta, signor 1967 tes| segretario avrebbe reso noto al mondo con qual scandalo, 1968 tes| sbarcare nelle altre sue visite notturne, e fu solo all'urto della 1969 tes| storia pietosa come una novella per le donne gentili, ma 1970 tes| Adriana dicendo:~- Sposo novello e fra poco marito fortunato.~- 1971 tes| molle e schiacciato sulla nuca e una pipa lunga in bocca.~- 1972 tes| coscienza della propria nullità, sia per un'inaspettata 1973 tes| questi, che da mezz'ora nuotava in cattive acque, colla 1974 tes| creduto migliore buttarsi a nuoto, ed era, dopo un'altra mezz' 1975 tes| gondola, che si capovolse.~Nuotò verso il corpo, coperto 1976 tes| aspetto di quei luoghi ridestò nuovamente il malanno de' suoi pensieri, 1977 tes| riuscissero tutt'affatto nuove queste cerimonie della bella 1978 tes| la somma di una filosofia nuovissima, che abbracciava in poche 1979 tes| qualche articolo di contratto nuziale, ma non mi avvidi che ella 1980 tes| rifiuto, ma penso al modo di obbedirla.~Seguì un momento di muta 1981 tes| irritarla, e da uomo che obbedisce suo malgrado a una suprema 1982 tes| evidentemente come Marco obbedisse di malanimo al suo dovere, 1983 tes| questi venti...~Il dottore obbediva. Arrancarono i remi, e aiutati 1984 tes| Giulio ad accettare un invito obbligantissimo e innocente.~Non era amore, 1985 tes| volte il tuo elogio, e mi ha obbligato a trascinarti alla festa 1986 tes| consolazione d'un affanno, o l'oblio d'una colpa, o la meditazione 1987 tes| come non mi giovassi delle occasioni, che un beffardo destino 1988 tes| onde non dobbiamo far gli occhiacci se qualche volta lo troviamo 1989 tes| chiuso, perché i servi, occupati altrove, non si sognavano 1990 tes| potrei io resistere all'oceano traboccante di questa felicità? 1991 tes| può toccare con mano, ne ode la voce lacrimosa, ne sente 1992 tes| rimorsi, di rammarichi, di odi e di grettezza; il dottore 1993 tes| dottorino incominciava a odiare.~La storia della fanciullezza 1994 tes| armonie; questa donna, che odiava gli sciocchi d'odio selvaggio, 1995 tes| questi due uomini non si odiavano più.~Chi travolgeva le più 1996 tes| dottore, odio gli uomini; odierei anche Iddio, se lo conoscessi!».~ 1997 tes| e d'altre erbe e frasche odorose, di cui prese a formare 1998 tes| Vostra Eccellenza non mi offende, perché non mi tocca; ella 1999 tes| signore, è il diritto di offendermi.~- È giusto! - mormorò il 2000 tes| giorni i suoi infermi e offrendogli il proprio cavallo; col 2001 tes| commosso a Tonio, che gli offrì il pesce d'una libbra e 2002 tes| ringrazio, conte, che mi offriate la vostra carrozza; accetto, 2003 tes| che un beffardo destino mi offriva, quanto trepidassi alla


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