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Emilio De Marchi
Giacomo l’idealista

IntraText - Concordanze

c'

    Parte,  Capitolo
1 1, gia| renidet in domo lacunar... Ma c'è sempre la cameretta libera 2 1, gia| non sono cacciatore, ma c'è qui presso il «Roccolo» 3 1, gia| volesse assicurarsi che non c'era nulla di guasto nel vecchio 4 1, gia| più per me; qui a Celana c'è anche un mio zio prete 5 1, gia| scosse e a certi trabalzi c'era a temere che il sediolo 6 1, mau| dove mettere; e siccome non c'è nulla che meglio si adatti 7 1, mau| il patetico. Che bisogno c'è di viver magri? La gloria 8 1, fil| filosofica. Se nel testo c'è poca evidenza, Blitz chiude 9 1, fil| dispettosi.~‑ Vedi se in lui non c'è lo scettico pessimista? ‑ 10 1, fil| collegio Ghislieri, quando c'invitava a una discussione 11 1, fil| che me li cede volentieri c'era abbastanza per fare in 12 1, fil| può che migliorare.~‑ E c'è anche una contessina?~‑ 13 1, con| dappertutto.~Come si sente, c'era un tantino di pedante; 14 1, con| conte e alla contessa.~- C'è anche un figlio?~- Sì, 15 1, gua| l'avvocato mi avverte che c'è pericolo che il fallimento 16 1, gua| occhio dentro per vedere chi c'era. Attraverso agli interstizi, 17 1, gua| della stanza.~Mauro cercò se c'era in bottega Francesco, 18 1, gua| avventori seduti al banco, c'era la lingua maledica del 19 1, gua| Voi non sapete quel che c'è in aria... ‑ disse Mauro, 20 1, omb| donna semplice e sincera non c'è scienza che la possa fabbricare, 21 1, met| filosofia della storia, ma c'è lo spirito stesso dell' 22 1, met| pezzo buoni vicini e non c'è mai stata ombra di dissidio 23 1, met| cuocitore di laterizii, ma c'è pericolo che si cada nell' 24 1, met| per sessantacinque lire: c'era da far la figura di un 25 1, met| Indovina ‑ gli disse ‑ che cosa c'è qua dentro. ‑ E siccome 26 1, ang| di una povera donna.~Non c'è nulla che avvilisca tanto 27 1, ang| come allibita.~‑ Che cosa c'è? ‑ domandò di nuovo con 28 1, ang| per Giacinto che piangi? C'è ancora qualche novità? 29 1, ang| accomodamento: ma che posso fare? c'è da impazzire, vedi. Se 30 1, ang| appunto questi peccati, dove c'è anche un ospedale sotto 31 1, ang| del caso e trovo che non c'è tempo da perdere. È necessario, 32 1, pra| venuto; ma Giacomo capì che c'era in aria un piccolo temporale. 33 1, pra| natura tutte le volte che c'ingegneremo di violarlo.~ 34 1, pra| della zia monaca di Monza. C'era un tagliacarte d'avorio 35 1, pra| conquistar l'Africa...~‑ Che c'entra l'Africa?~‑ Non sa 36 1, pra| donna sulla terra; e se c'era pericolo che ella potesse 37 1, pra| contessadisse Fabrizio.~‑ C'è qualche altro, che pencola 38 1, pra| confuso di gente.~‑ Che cosa c'è? misericordia! correte 39 1, pra| Fabrizio a dire che non c'era nulla di grave. La donna 40 1, pra| Lei è la mia mamma. Ma c'è proprio un diavolo che 41 1, buo| Giacomo? venga avanti.~- C'è il signor Ignazio? ‑ domandò 42 1, dam| responsabilità? il castigo c'era, e grande e terribile 43 1, dam| chiarivari da teatro diurno. C'è a Bergamo un giornalucolo 44 1, ani| sgomentata destrezza che c'insegna e fuggire da un pericolo 45 1, ani| chiese la contessa ‑ chi c'è?~‑ Donna Adelasia aspetta 46 1, sca| Celestina, quella furbona, c'entrasse; tanto che Giacomo 47 1, sca| modo di vedere.~‑ E che c'entra qui il modo di vedere? ‑ 48 1, sca| alla Fraschetta, quando c'è il mugnaio colla solita 49 1, sca| spennacchiare con tanta politica. E c'è anche chi pretende di sapere 50 1, sca| viso dal fuoco gli disse:~- C'è stato Fabrizio con una 51 1, cic| come cani, ma ora, che non c'è più da stare allegri, madamisella 52 1, cic| in una notte così fredda, c'era pericolo di trovarlo 53 1, bat| ginocchi.~‑ Contessa, che cosa c'è? ‑ ripeté quasi per forza 54 1, bat| vero, non è possibile. Noi c'inganniamo a vicenda. Non 55 1, bat| il vostro dolore!~Nulla c'è di più sacro sulla terra 56 1, bat| delitto!~A quest'infamia non c'era che una riparazione possibile: 57 2, pad| latinismo della Valle Brembana! C'è o non c'è in Plinio? Non 58 2, pad| Valle Brembana! C'è o non c'è in Plinio? Non che egli 59 2, pad| buon vicino delle Fornaci; c'era anche per lui in quell' 60 2, pad| filosofica delle cose, quando non c'è una ragione più forte che 61 2, pad| sua.~Del resto che male c'è, se a ventidue anni un 62 2, pad| dai giornali, quando non c'è più tempo di far nulla. 63 2, dep| e meno restrittivo. Non c'è economia più astuta di 64 2, dep| questo signor Argante?~‑ C'è che ha conosciuta una ragazza ‑ 65 2, sor| diavoli, quando ci sono, non c'è benedizione che li possa 66 2, sor| di buona coscienza. Non c'è donna così povera tra queste 67 2, sog| questo, signor Giacomo, c'intenderemo con comodo. Norma 68 2, sog| carte alla rinfusa. Non c'era nessuno in quel momento 69 2, sog| forze. Se non vuoi il brodo, c'è qui una lagrima di marsala. 70 2, sog| visto il veleno.~‑ Sai che c'è stato anche don Angelo, 71 2, sog| riflessione. A certi mali non c'è che un rimedio efficace: 72 2, sog| sarà la nostra ora, e non c’è bisogno di mandare su un' 73 2, sog| si aggiustano per via.~‑ C'è stata due o tre volte la 74 2, sog| di belle massime. Quando c'è la salute, a che cosa serve 75 2, fin| sogni suoi nella cenere, c'era chi faceva di lei e dell' 76 2, fin| aveva la capsula, segno che c'era dentro una carica. Con 77 2, con| schiena: è inutile! il diavolo c'è e vorrà sempre metter le 78 2, con| te! Alle tue cornate non c'è nulla che più resista come 79 2, con| e se la va a parole, non c'è un prete che non meriti 80 2, con| delle corbellerie, e non c'è nulla di più inutile quanto 81 2, maz| poco pulito. L'aristocratie c'est de la politesse. Perdona 82 2, dem| in un vassoio d'argento. C'era il solito «Bollettino 83 2, dem| tedesco anche il bel tempo. C'era la «Perseveranza» di 84 2, dem| questo signor Galiasso? C'è dalle nostre parti qualcuno 85 2, dem| gran segreto. Che segreto c'è da mettere in piazza? E 86 2, dem| voce quasi piagnucolosa:~‑ C'è da perdere la fame per 87 2, dem| Dovresti chiamarlo, se c'è...~‑ Tornerà stasera. Ora 88 2, vis| sollevare un putiferio. C'eran già le mine cariche 89 2, vis| magazzino delle cose viste c'era un nome cosi... ‑ Quale? 90 2, vis| che si può fare, quando c'è l'interesse di fare. D' 91 2, vis| grosso del pubblico non c'è nulla che faccia tanta 92 2, vis| più in questo caso, in cui c'è modo di battere insieme 93 2, vis| chi devo dir grazie. E che c'entrano i giornali coi fatti 94 2, cel| incuteva più nessuna paura. Non c'è nulla, che abitua così 95 2, cel| giustificare la sua fuga. Non c'era che Giacomo che poteva 96 2, cel| le disse: ‑ Cerestina, c'è il Garibaldi: non senti 97 2, cel| brividi, né titubanze: di c'era il suo Giacomo.~ ~ ~ 98 2, gio| più che questa casa; ma c'è anche questa povera diavola 99 2, gio| di gola che fan paura; ma c'è che l'asino è stracco come 100 2, gio| ragazzona: ‑ Che bisogno c'era di mandar via proprio 101 2, gio| parlato la mamma di quel che c'è in aria? Se ti pare che 102 2, fru| contentezza sentivano che c'era la fine di tutto.~‑ Tu 103 2, fru| volto fin sopra i capelli. C'era sulla fronte qualche 104 2, fru| Madonna del Bosco, dove c'è un lupo che mangia i bambini... 105 2, fru| trasportarmi dall'altra parte. C'era una nebbia, ve'... Provò 106 2, fru| perché sapevo che di qua c'eri tu, Giacomo; ma devo 107 2, fru| mali, è segno che veramente c'e in noi qualche cosa che 108 2, fru| suo stesso ridere festoso c'era già qualche cosa di troppo, 109 2, deu| colla stessa furia. Forse c'era a casa chi lo aspettava 110 2, deu| quando capì che per lei non c'è più nessun'altra speranza 111 2, deu| Celestina, figliuola, c'è qui il tuo Giacomo, che 112 2, bis| Oh contessa! ‑ esclamòc'è qualche cosa di più santo


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