1868-balza | balzo-comod | compa-esala | esatt-imbam | imbas-marmo | marro-persu | perti-rimes | rimet-siano | siate-tenet | tenev-zufol
grassetto = Testo principale
Parte, Paragrafo grigio = Testo di commento
2505 2, 1| Tentennino, fatto saltare come un marrone di padella in padella dai
2506 int | un mucchio di crepitanti marroni, or or spadellati, forma
2507 5 | personaggi (cravatta bianca, marsina, decorazioni, sorriso paterno)
2508 5 | nella sala dove sedeva zia Marta con la signora Baglioni
2509 2, 5| E contro questo pòvero màrtire, tutto ciò che una diabòlica
2510 int | Imaginate la bizza! Ma il martirio finisce: tocco il paradiso.
2511 1 | tende, pistole di sambuco... Martorelli graziosi! La scoletta intanto
2512 2, 6| salvo...~Bah!~- Eccola! - fà Maso Gìanelli - saltando ad una
2513 1 | orizzonte, ecco ingrandirsi una massa informe (qui la memoria
2514 2, 2| di casa.~- La è la nostra massaja! - esclamò il direttore
2515 1 | macchiata da querceti - masse nere, cupe. In fondo, una
2516 2, 1| per il brav'uomo, con la màssima voglia di trovar scuse a
2517 1 | profonde, mucchi di sassi; un mastello interrato (il lago) pieno
2518 1 | guanti e più che fumare masticava gli zìgari buttàndone via
2519 2, 1| e perché? Sèntomi su'n materasso imbottito di noci. Mi volgo.
2520 5 | fantàstico mondo, le cose del materiale mi si colorìvano al doppio.
2521 2, 3| dovèssimo ubbidire a de' materialissimi oggetti! Cangiate scrittura,
2522 5 | giovanottino fuggito appena dal materno capèzzolo, sentèndosi il
2523 4 | papa i versi! Gettài la matita e, d'una mano febrile, tolsi
2524 2, 2| Vero? - E vènnemi una matta voglia di curiosarvi. Ne
2525 ded | ogni possìbil vantaggio. Maxima saepe ab inimicis salus.
2526 2, 3| èsito fortunato...~- Non per Mazzi, peraltro - osservò il direttore,
2527 2, 5| Proverbio? Ma neanche un mazzo di tordi. Esso contàvagli
2528 2, 7| intanto che i due robusti Meclemburghesi dàvano la scappata, si arrampicava
2529 4 | seguiranno spièghinsi da loro medèsimi a voi senza nuove postille.~ ~
2530 ded | per invidia, ostile: la media invece del giudizio dei
2531 1 | avèvano inalata quando il mèdico del villaggio, intascando
2532 ded | meno, che al solo ingegno mediocre è concesso il non invidiàbile
2533 ded | e dia poi alle proprie meditazioni un poco d'inchiostro? Senonché,
2534 ded | fede di nàscita - pensi, mèditi, e dia poi alle proprie
2535 2, 5| ciò che una diabòlica o a mèglio dire malata imaginazione
2536 5 | riguardo? E, invero, la melanconìa che Lisa coll'ùltima stretta
2537 1 | uno sconosciuto, dall'aria melancònica, pàllido, con i mostacchi
2538 int | strìngesi ad un intenso melancònico desiderio per ciò che fu.~
2539 1 | bombitare come di api intorno al melario.~Senonché le stelle èrano
2540 3 | delle prime càuse della sua memorabilità.~ ~
2541 1 | una massa informe (qui la memoria mi zòppica) una specie di
2542 2, 1| padre (e punto ridendo! ) di menarmi - lui stesso - alla Diana...
2543 2, 3| soglia del corritojo che vi menava, èrami sembrato uscirne
2544 2, 1| rèbus, mamma intelucciava, mendava qualche mio tòmbolo e, loro
2545 4 | periodo a qual confessione mi meni! ) si adattava a un giovinotto,
2546 ded | idèe correnti, senza la mènoma preoccupazione di piacere
2547 2, 3| la terza infine, con una mènsola di falso marmo, che riguardava
2548 2, 2| cerchio di barba intorno al mento, pavoneggiàvasi là, tra
2549 2, 5| produceva una flessibilità da meravigliarne Arlecchino; ei si piegava,
2550 2, 5| Contrabbandiera, vèdova di un mercante di olii, la quale, scandolezzata
2551 2, 7| dire che non vi sedeva la mercantessa) così ci guatammo l'un l'
2552 1 | caràtteri - come due palline di mercurio - tiràrono a conglobarsi.
2553 2, 8| Izar si ebbe la sua buona merenda... Pesche duràcine! se l'
2554 1 | ogni dì, dopo il pranzo meridiano, egli si ritirava con qualche
2555 ded | nemici che non ci sembra di meritare. Senonché, se abbiamo il
2556 2, 5| altro ed anche più (ché li meritava spessìssimo) i tient'a-mente,
2557 1 | o al vecchio incantatore Merlino o allo stregazzo di Benevento,
2558 5 | patatà-patatà si moltìplica; mèscolavisi tintinno di sonagliuzzi,
2559 2, 2| Infine, ivi bene a un mese, venne il dì posto, quella
2560 2, 3| senza andare fino in Mesopotamia... poniamo che, da noi,
2561 2, 5| coperta nemmeno del libro di messer Giovanni; e siccome la nonna,
2562 1 | mamma, quanto mi amavi!... Mesta, fisa, era essa... A un
2563 5 | e, bizzarri suoni di una metàllica mùsica, sìmile a quella
2564 int | nero amoerre dal fruscìo metàllico e con intorno allo scarno
2565 2, 8| i mille una via, troppo metòdico per potèrvisi, riuscendo,
2566 1 | possessioni - cinque o sei metri quadrati di terra che il
2567 2, 3| ob-be-dien-tìssimo... - e mèttano o figlio, o nipote... o
2568 2, 7| sempre pel freddo) quando, mettendo il suo grazioso visetto
2569 ded | sposati col pùblico. Fate di mètterli insieme il più possìbile
2570 2, 4| penna d'acciajo, egli, senza mèttervi su nè sale nè olio, mi rovesciò
2571 2, 4| Ghioldi, tuttoché ei vi mettesse anche lo zampino non rado (
2572 2, 3| bimbo... Le scappatelle non mèttono conto. Dunque, lasciate
2573 2, 4| po' di silenzio... sol per mezz'ora... Scrivano...Conjugare
2574 5 | Nievo per mè - quantunque mezza-bottiglia - era fuori del forse e
2575 2, 4| viglietto:~ ~«TU!~«- 'Sta mezzanotte, io (che sono il mago) ti
2576 2, 4| almeno, fuori dall'abbaino a mezzogiorno, veniva su allegro il bel
2577 2, 6| giusto quando la coda del micio ingrossava - e alle gelate
2578 int | balaustrata e giù vedo un microcosmo di cavalieri e di dame che
2579 | miei
2580 5 | vestito di carta velina, e di migliarola entro una scàtola di latta)
2581 2, 1| come, de' due rimedi, il migliore o, se non altro, il meno
2582 2, 5| posto un dito - e non il mignolo - nelle azioni ladre di
2583 6 | mia cugina.~A rivederci.~ ~Milano, 1868.~
2584 1 | pozzo della tirata di un milione di leghe; ora, di procurarci
2585 1 | soddisfacenti; anzi, fuorché da un mìlite che si alettava la punta
2586 2, 1| babbo non lo era che della milizia civica) vedèvami - intanto
2587 1 | dicèa il cocchiere, or fà millantanni dal Re Salomone - il quale
2588 2, 7| dopo un gesto sdegnoso, un mìmico: va, t'accoppa! - tanto
2589 int | fra ogni madre e il suo mimmo, le nostre labbra, nel baciucchiarsi,
2590 5 | libri! ... figuràtevi... già minacciavo una ricaduta nella poltronàggine
2591 1 | i sotterranei da talpe minati e simili piccolezze, io
2592 2, 2| Proverbio - essa stampa nel MINESTRONE DELLE NOTIZIE - per soddisfare
2593 5 | annunciarmi; trincia de' minuèttici inchini e... Ma qui gli
2594 2, 4| conoscete di già, pareva enorme, miracoloso; io non riusciva a persuadermi
2595 5 | parte delle nostre pìccole miserie... Dio! quante pene io soffersi
2596 2, 1| in quel tempo: nè quando misi i denti di latte, nè quando
2597 2, 2| il cavallerizzo fà di una Miss sfondatrice di cerchi incartati.~-
2598 1 | loro carri zeppi di scàtole misteriose, i loro elefanti, i loro
2599 2, 4| selve cupe a cinghiali) e misteriosi incontri con ladri... Ebbene -
2600 1 | sillogismi, veniva da un profondo misterioso senso e, tuttoché non ce
2601 2, 4| mamma, trinciando capriole (mo, perché ridi, zio Cecco?)
2602 2, 3| ha la majùscola! E perché mò? e il rispetto? -~Il ragazzino
2603 2, 1| di un cavallo di legno a mòbile coda - su un vero e vivissimo
2604 2, 2| ròmpersi una vèrtebra - e nei mòbili a lùcido e in due gran busti
2605 1 | babbo già mi citava come un model di saviezza) incominciare
2606 2, 3| pero - disse - è una pianta moderna. -~Poi, si alzò: gli scolaretti,
2607 4 | specchio - un giovinotto - làh! modestia a parte - bello.~E mi fu,
2608 2, 5| la vera aggiustatezza de' modi e de' pensieri civili; noi,
2609 2, 3| staccàtosi; ecco, in sèguito, modificàndosi, ingentilèndosi la loro
2610 5 | son fatti, avverto come il modificarsi, il mutare de' gusti sia
2611 2, 7| nessuno; Ciapino stàvasi mogio; Bobi, ingrugnatello...
2612 1 | aria appesantirsi come una mola mugnaja, pàrvemi che un
2613 4 | lùcido più di un bicchiere molato. Calcàndomelo in capo corsi
2614 1 | appannàronsi i canalucci.~E quel mollame si avanzava sempre, senza
2615 2, 4| lanciare una pallina di mòllica. Naturalmente, ne vènnero
2616 1 | pigliàndosela coll'àbaco, tra una moltiplica che non batteva mai giusto
2617 5 | poi, il patatà-patatà si moltìplica; mèscolavisi tintinno di
2618 ded | quella di adoperare, per moltiplicare le copie de' nostri lavori,
2619 1 | per la venuta di Lisa, dal moltiplicarsi delle scorrerie nemiche,
2620 2, 1| di mè a suo modo, somme e moltipliche. Lo spaventacchio! Io ne
2621 2, 1| Mamma e babbo accarezzàvano moltìssima fede intorno alla mia delicatezza,
2622 2, 3| bassi come que' di una mònaca; lì, strabuzzanti, da coccoveggia:
2623 2, 4| chiave - divìdersi dal nemico mondaccio. E allora tasteggiava un'
2624 2, 4| Tuttavia, la è curiosa come - a mondarla - la maggior parte de' tormentatori
2625 2, 4| castigare un ragazzo? un monello, il quale gli avesse nascosto
2626 5 | abituato, fanno come il vino; mòntano al cervello. Tutte quelle
2627 1 | per tutti noi. Io aveva montato un piuolo nella stima di
2628 2, 7| teatrale sussiego, salì il montatojo. E un servitore chiùsele
2629 2, 1| labirinto di andirivieni, un monte di storie, se non presentàndomene
2630 1 | cavallo, raccolse le rèdini, montollo. Poi - di galoppo. Nè mai
2631 1 | essendo di una misura e di una montuosità non comuni, indubbiamente
2632 2, 1| e vivissimo bajo, in una montura rossa dagli aurei agrimani,
2633 1 | dindo nè bambo nè pappo se, moralmente, portavo cèrcine ancora
2634 2, 4| pari di essi, mi sentiva il morbino, non me ne potevo tenere,
2635 5 | poco inspessata e fatta morbosa; mi avèa condotto ad almanaccare,
2636 2, 5| grosso, volgèvasi stizzoso a mòrdere il barboncino senza difesa -
2637 1 | aveva più tocco. Pamporcini, more, vi èran spuntati a bizzeffe:
2638 1 | volto affìlato, le occhiaje morelle, ingarbugliati i capegli.~-
2639 2, 5| il padre - per fortuna! - morì. Sulle braccia di chi cadde
2640 5 | ahimè! si annoja pure a morirne. Invano la duchessa di Trich-e-trach -
2641 2, 3| mezza voce, faceva il roco mormorìo d'un calabrone in un fiasco.
2642 1 | È niente, ve', Guido - mormorò.~Oh! sì! niente... ma intanto
2643 2, 5| timidamente la roba sua:~- Un morsellino! un solo spicchio di frutto! -~
2644 5 | fazzoletto alla bocca ed io mi morsi le labbra.~Ma la cosa sulla
2645 2, 2| quale, rotondo come una mortadella, dal frontispizio fiorito,
2646 2, 4| arricciato come quel del mortajo e dall'andatura da pellicano;
2647 2, 6| Proverbio... Fu un vero salto mortale: io, aspramente, mi volsi.~
2648 2, 7| nostro ànimo era del pari mortificato; Betto, l'ammazza-sette-stroppia-quattòrdici,
2649 1 | circonda raggiunga il peso morto de' corpi inzuppati. È l'
2650 2, 3| scuotèndosi come per cacciare una mosca importuna:~- Intrattanto -
2651 1 | dietro alla ramata di una moscajuola od al graticcio di una capponaja;
2652 2, 4| i conti, che ci rendeva mostosi, ci fagianava i componimentucci,
2653 2, 3| e, con quel bocchino che mòstrano i bachi da seta guardàndosi
2654 2, 5| guanti da scherma; che vi mostrava una faccia vizza, quadrata,
2655 5 | mia nella comedia) insomma mostro un tal viso abbagliato che
2656 1 | Che faccia assonnata ci mostrò egli nell'aprire ai nostri
2657 5 | impazzito... E proprio ci avèa motivo: nè più nè meno che per
2658 2, 4| bene Pino Lamberti, che, motteggiando sulla mia confusa scrittura,
2659 1 | si ordinò - nè più disse motto. Pesche! ella covava una
2660 1 | complessione, graziosa nelle movenze; insomma, di quelle fràgili
2661 5 | sbàrrano gli occhi (avèo movìbili queste due parti, indizio
2662 1 | secchi, buche profonde, mucchi di sassi; un mastello interrato (
2663 1 | cucchiajoni di liquidi crassi, mucilaginosi, la cui sola veduta impauriva
2664 ded | lasciare che una decennale muffa fiorisca sui nostri lavori,
2665 1 | appesantirsi come una mola mugnaja, pàrvemi che un nemico invisìbile
2666 2, 4| bravatorio e per la strana mulàggine, ma, diciàmolo, Bobi - con
2667 1 | i loro elefanti, i loro muli a pennacchi e a sonagliere,
2668 1 | abbastanza. Vuole che ti muova, tua madre... Quà dunque -
2669 2, 1| cappello... e un cagnolino che muove la coda e un soldato che
2670 2, 1| una tanta paura che, al muòversi di qualche pàgina, allo
2671 2, 1| aggricciando.~Il biscio non muòvesi.~- Niente O... niente R -
2672 1 | dice... dice che non ti muovi abbastanza. Vuole che ti
2673 1 | mille ed uno progetti... da murarsi alloraquando, sul dosso
2674 2, 1| triàngolo - una livella quasi da muratore...~Io ne raccapriccio, ne
2675 2, 2| il lungo mangiatorio dai muri pitturati a convenzionali
2676 int | timoroso, caccia fuori il musetto; un secondo lo imita: essi
2677 2, 5| de' pìccoli èsseri, con musi e corpicciuoli tanto quanto
2678 2, 4| percosso sporgendo i due musini crucciati.~Lo Spolveraccio
2679 ded | tombolerà dritto a ròmpersi il muso e le gambe contro il durissimo
2680 5 | scarabèo... di raso, di mussolina, di velluto, con guarnizioni,
2681 1 | comparendo in mànica di camìcia, mutande e pantòfole! Tuttavìa non
2682 2, 4| toglièvagli ogni speranza che si mutasse un giorno per lui il triste
2683 2, 6| dicendo: di grazia, signore - mutogli, con una giravolta, posto.
2684 1 | frùgolo ero allora, qual nabisso! Dal punto che, godùtami
2685 2, 2| aggomitolàvansi di que' barocchi nani in arenaria che già facèvano,
2686 1 | sera, sdrucciolàndomi in nanna, di quanti baci, di quante
2687 1 | sciorinamento d'un piano e la narrazione di un sogno (noi sognavamo
2688 1 | di Pimpirlimpina che fa nàscer le ova dai sacchi e sparir
2689 ded | qualunque sia la sua fede di nàscita - pensi, mèditi, e dia poi
2690 2, 6| pìccoli e presti passi andò a nascòndersi sotto un mucchio di panchi.~-
2691 2, 5| gli indurì insomma, alla nascosa per mesi e mesi, cotanto
2692 5 | ogni tanto, le soffia il nasino con una pezzuola a merletti -
2693 1 | bianco e stretti da rossi nastrini di seta.~Rasentàndosi poi
2694 1 | insalata d'indivia sparsa di nasturci e begliòmini, in cui scorrèvano
2695 2, 3| rossigna... E quanti diversi nasucci! ... arricciati, a peperone,
2696 1 | fastidio, un disagio, una nausea, e pare, che tè stesso e
2697 1 | ali sciupate, la pupilla nebbiata. Ella ribrezza, stende la
2698 2, 1| l'imàgine attraverso un nebbione di cioccolatini e di giuochi.
2699 2, 4| quelli èsseri a contorni nebbiosi, nè originali nè copie,
2700 5 | prestigio stà tutto nella nebulosità dei contorni: un tentativo
2701 ded | progresso, che la critica è una necessaria e benèfica intemperie come
2702 1 | scorrerie nemiche, si èrano, necessariamente, riaperte.~E fu, da parte
2703 2, 1| per il loro figliuolo era necessario, indispensàbile... un collegio.
2704 2, 1| uòmini, ne dovrèbbero per necessità venire altrettanti sistemi
2705 2, 3| Europa di poche parole (pei negligenti, muta); la terza infine,
2706 6 | si sfoga a contargli le negligenze e le cattiverie del signor
2707 2, 2| trottavamo era un ben avviato negozio di scienza che andava sotto
2708 5 | palla di ferro che tonfi in negra aqua, scompare; scompare
2709 1 | o ne faceva le mostre.~- Neh - dissi allora tiràndola
2710 1 | moltiplicarsi delle scorrerie nemiche, si èrano, necessariamente,
2711 5 | perfino un certo piccolo neo, alla dritta, sul ciglio...
2712 | neppure
2713 1 | macchiata da querceti - masse nere, cupe. In fondo, una benda
2714 2, 6| donna, pàllida, dai capelli nerìssimi e dagli occhi eternamente
2715 2, 4| caffè-e-latte, dal collare nerìssimo, pasceva in lui gli occhiettini.~
2716 1 | ciarlare con eccitazione nervosa - vuòi che ti conti una
2717 1 | di un tamburello, aveva nettamente saltato quella famosa cordicina
2718 2, 3| andare adagio col ragazzo... nient'altro. Bisogna abituarlo,
2719 1 | ai ventiquattro carati: nientemeno! Eppure, essi, credèndoci,
2720 int | come la nonna fa co' suòi nipotini. Ma essi, sulle prime, mi
2721 1 | aggiunse nell'indicare al nòbil signore, mè, suo impacciucato
2722 2, 4| pazienza da scultore di nòccioli?~No, no, cari mièi. Là almeno,
2723 1 | settimana dopo - due ànime in un nòcciolo. Dove mi si trovava, certo,
2724 5 | si giùngono, non già per nodi gramaticali ma per sensazioni
2725 int | di una gigantesca arca di Noè, delle cui verniciate superfici
2726 | nol
2727 ded | che, acquistata una certa nomèa, si affànnano a far scomparire
2728 5 | Allora, ella pispiglia non-so-che nel braccio della sua dama,
2729 1 | ottava) o la roccia (lezione nona) tornàndomi a spiegare,
2730 1 | stuzzicàvano a ricondurmi alla nota porta, grigia, dal martello
2731 1 | una confusione di cose.~Di notàbile, nulla. Tuttavia, siccome
2732 2, 4| scenario... Poi - bisogna notare, sottosegnarlo - Ghioldi
2733 1 | guazza! (non una stilla, notate) su! Guido - e la mi prese
2734 2, 5| continua, turibulatura poi, nòtisi bene, da parte di gente
2735 2, 2| stampa nel MINESTRONE DELLE NOTIZIE - per soddisfare ai desideri
2736 5 | la risoluzione di babbo: noto che nel vagone che ci trasportava
2737 2, 3| occhi. ~- Ahi, ahi... - notò sùbito - uno... due... tre...
2738 int | del cìrcolo... Amici mièi, novelliamo.~ ~
2739 ded | AGLI SCRITTORI NOVELLINI~ ~Quando - diciottenne -
2740 2, 6| con un sì fitto tendone di nubi, sfido voi a vedere la Maestà
2741 2, 7| con ghette e gambuccie nude, che bubbolava sempre pel
2742 1 | Guerra io l'avèa sempre nudrita contro ai polli che osàvano
2743 1 | adaquatòi del giardino, che nuòtano presso il zampillo d'una
2744 1 | colazioncine di pane giallo nuotante in iscodelle di freschissimo
2745 5 | verbo difettivo, gutturale e nutriente:~(((( = MANGIARE~ ~
2746 2, 2| dalla volta azzurra, a nuvoline, ròndini e due lumiere appiccàtevi -
2747 2, 3| af-fe-zio-na-tìssimo... ob-be-dien-tìssimo... - e mèttano o figlio,
2748 2, 1| suono di campanella che òbbliga il malaticcio o delicato
2749 ded | impulvereo: èccoci invece obbligati a saltar fossi, a scavalcar
2750 2, 3| cioccolata - siamo intesi. Guido, obedienza. Ragazzi mièi, gramàtica
2751 1 | minuti d'oro, ho forse mai obliati? minuti in cui - con de'
2752 2, 3| L'altro, accavalciàtosi l'occhialetto sul naso:~- Bene - disse,
2753 2, 2| quasi con chiara d'uova, gli occhiali e l'aurea grossa catena
2754 2, 4| Detto il che, giustàndosi l'occhialino, riappuntò il naso alla
2755 3 | vita mia non m'era peranco occorso vedere che faccia mai mostrasse
2756 5 | trasportava alla città, noi occupavamo quattro posti; nel quarto
2757 2, 5| oppure - tiranno (moda odierna) il «Falconiere» di Tranquillo
2758 int | smagliante; l'àura, fresca, odorosa. Una bambina con i capelli
2759 2, 7| Grimaldi il figlio dell'offellajo) codiàssimo il dimandato,
2760 2, 7| chiamò vicino, e:~- Non t'offenderanno più, mia oliva - disse;
2761 1 | questo le quadrava di più - offèrtole il braccio, ci incamminavamo
2762 ded | spoglio d'ogni amarezza ed offesa, ma insegna a cavarne ogni
2763 1 | Guido è così gentile, gli offriremo una mela, eh? -~Lisa ne
2764 5 | S.M., da babbo esemplare, offrirle un nùvolo di divertimenti: -
2765 1 | inferriate che voi vedete ancora oggidì nei luoghi pericolosi del
2766 2, 5| vèdova di un mercante di olii, la quale, scandolezzata
2767 2, 2| dal frontispizio fiorito, olïoso, con un solo cerchio di
2768 2, 7| t'offenderanno più, mia oliva - disse; poi, dritta come
2769 1 | quali curvàvansi flessuosi olmi - il preferito cammino di
2770 2, 4| lei - il che ci seccava oltremodo per il naturale manesco
2771 1 | stupore. In verità la domanda oltrepassava i tègoli.~- Ebbene - riappiccò
2772 2, 6| arrabbiando sotto di un ombrelletto, la diluviava... Noi tornavamo
2773 1 | vesti, più che più... un ombrellino... pèttini, scarpette...
2774 1 | ritornare al suo rinsaccante ombroso bidetto, portava in sghimbescio
2775 5 | tamburone, poi, tutto, teatro, ometti di stoppa, luce - in un
2776 2, 3| nostro magnare, zaf (sputo) omk (inghiottire). E poi...
2777 5 | stiva, risucchia come l'onda del mare. A mè trèman le
2778 1 | flèbile, senza speranza, ondèggiano - note che una buffata,
2779 2, 4| un uomo come Ghioldi, sì onesto, sì ingenuo, amante del
2780 ded | piacere o spiacere alla onnipossente gazzetterìa, io scrissi
2781 2, 5| suo Peppino, l'idèa dell'onnipotenza del dio Mammone; quell'idèa
2782 2, 5| insuperàbili sbarre; quindi, l'onorèvole mozzicone di uomo, sebbene
2783 2, 7| di Ghioldi pacatamente opponesse - ma, a un tratto, ecco
2784 1 | all'aperto... -~Nessuno si oppose: uscimmo.~La viuzza, che
2785 4 | attèndono un cavaliere. -~Io gli opposi che babbo avèa la sera stessa
2786 ded | manifestazione del pensiero, che l'opposizione è tanto più viva quanto
2787 2, 3| istante. Nessuno avèa mai opposto alle sue sesquipedali baggianate;
2788 2, 5| trìpode basti a creare l'oràcolo; al dovizioso, il miglior
2789 2, 1| mano sola, dagli idèntici ordigni, e tutte caricate assieme
2790 5 | principessa. E quì, tutti si òrdinano; ricomincia la mùsica, cui
2791 5 | punch, da mè coraggiosamente ordinato, in cambio dell'abituale
2792 2, 3| mezzo della corsìa tra i due òrdini di panche e che portava
2793 1 | fila. -~La fanciullaja si ordinò - nè più disse motto. Pesche!
2794 2, 7| fastidiose, pesanti due ore!~Ghioldi, il quale, ciò
2795 2, 3| su di una molto visìbile orecchia) parèssegli ficcata nella
2796 1 | i più carini presenti... Orecchini di ciliegie, collane di
2797 2, 6| sotto le travi la ùnica orettina sua) scenderebbe al baccano -
2798 2, 5| braccia di chi cadde allor l'orfanello? Ei tombolò nel grembiale
2799 5 | quella di certi tinnuli organetti germànici, pàjonmi gariglionare
2800 int | Strìduli suoni d'un ansante organetto sàlgono dalla strada. Io,
2801 1 | e che ne veniva?~Pòvero organista! - un vecchietto dai capelli
2802 ded | danno prova di grandìssimo orgoglio e di ben tenue sagacia:
2803 2, 3| demmo in una così severa, orgogliosa àula che ne intirizzivan
2804 1 | Ah!... già - riflettèi, orgogliosetto della mia statura - sono
2805 2, 4| a contorni nebbiosi, nè originali nè copie, in conto di senza-idèe,
2806 4 | E mi fu, tale cilindro, origine di un grande avvenimento.~
2807 1 | ecco staccarsi dall'estremo orizzonte, ecco ingrandirsi una massa
2808 int | giardino a capo di una viuzza orlata dall'una e dall'altra banda
2809 1 | la palma. E una turchina orlatura tinse le sue pàllide labbra.
2810 2, 2| potessi temere, come degli orrìbili buchi. Li cercavo ora dunque
2811 1 | e giù per i fiori e gli ortaggi e ribaltàndola di tempo
2812 1 | come se si trattasse degli orti di Babilonia. Nè me ne stetti
2813 1 | fossi come in mezzo alle ortiche. Quante diavolerìe! quanti
2814 ded | cangiarsi in un tormento ortopèdico, la spontaneità.~ ~Alla
2815 2, 4| affamato, in làgrime, ma non osava allungare la mano alla panattiera,
2816 1 | nudrita contro ai polli che osàvano passar l'imprunato del nostro
2817 2, 3| capello aspro e castagnina oscura; presso, una bionda, a ciambelline,
2818 2, 1| sorella di un colonnello (non oso dir moglie di un capitano,
2819 5 | sul ciglio... oh oh, chi osò mai?~Rataplan: in risposta,
2820 1 | padre le sue tenute) poteva ospitare.~Ma e che ne veniva?~Pòvero
2821 5 | partendo, di riverire gli òspiti, e come, accompagnata la
2822 2, 4| tondi...~- Dunque - quì osserva il mio amico Perelli - che
2823 2, 5| d'oro.~E quì, mi dispiace osservare come in generale, noi, caviamo
2824 2, 1| lui, bisogna tuttavia che osservi come, de' due rimedi, il
2825 5 | In confidenza, peraltro, osservo che sùbito li sbassavo e
2826 1 | cestelli di bòzzoli e di ossi di frutta... tutti accomodati
2827 | ossia
2828 2, 3| essèndovi ancora nè azoto nè ossìgeno, si usava dormire la notte
2829 ded | incompleto; per invidia, ostile: la media invece del giudizio
2830 1 | del nostro giardino: le ostilità, sospese per la venuta di
2831 1 | avvertito da una tosse ostinata del servitore: ve' la caccia
2832 1 | brevetti - passò.~Giunse l'ottantasettèsimo - Noi correvamo nel giardino;
2833 1 | corrèggermi la foglia (lezione ottava) o la roccia (lezione nona)
2834 2, 2| libri che gli avèvano fatto ottenere la croce di cavaliere e
2835 ded | una leonina unghiata è òttima marca di fàbbrica.~Resti
2836 ded | quali ce ne fu anche di òttimi - che, acquistata una certa
2837 1 | grigia, dal martello di ottone. E questa, avvicinàndola
2838 2, 4| riappiccare il suo sonno. Ouf!~- E tùppete! - gridò in
2839 1 | Pimpirlimpina che fa nàscer le ova dai sacchi e sparir le pallòttole.~
2840 1 | per detto di lei, un viso ovale, smorto, colle occhiaje
2841 5 | polseggiante in mezzo all'ovatta, raggiunge il rombo di cento
2842 | ovunque
2843 | ovvero
2844 2, 7| da pìffero, di Ghioldi pacatamente opponesse - ma, a un tratto,
2845 2, 4| suppergiù, Betto de-Ciflis - un pacchiarotto rossiccio, dal naso arricciato
2846 2, 2| rispose accollando a babbo un pacco di descrizioni del suo spettàbile
2847 5 | al mio Giorgio, si dorme pacificamente la sua dodicèsima ora.~Ed
2848 2, 4| elegantìssima usanza ai nostri padri (eccetto, intendiàmoci bene,
2849 1 | già i ventilire del loro padrone o strascicarsi dietro la
2850 2, 2| pitturati a convenzionali paesaggi (giardino con lago, cigni
2851 5 | nel quarto si adagiava una paffuta balia con un naccherino
2852 2, 5| Daniele, di giunta alla paga, dava al Proverbio? Ma neanche
2853 5 | tutta la sua economìa, non pagava più tasse sopra la maggior
2854 2, 1| al muòversi di qualche pàgina, allo strìdere di una penna,
2855 1 | con de' cappelloni di paglia - accoccolati sotto una
2856 2, 5| improvvisa e, sollevàndosi dal pagliericcio, poggiando al freddo muro
2857 2, 1| e via. Così, se qualche pagliùcola di sapere spuntàvami ciònondimeno
2858 1 | attenzione a ròmpere la mezza pagnotta destinata alla cancellatura
2859 1 | di scroscianti fragranti pagnotte, i panettucci, grossi non
2860 2, 6| tirar schiaffi e piedate.~O pagòde malvagio!~Io non so, invero,
2861 2, 2| andatura, effetto, là in Pagodìa, di piedi strozzati entro
2862 5 | tinnuli organetti germànici, pàjonmi gariglionare dal teatrino
2863 1 | forno e uscirne, sopra la pala càrica di scroscianti fragranti
2864 2, 6| succinta, infagottata in un paladrano disgocciolante, da uomo;
2865 5 | pelle e ti essiccava il palato, mi avèano ubbriacato del
2866 1 | saltando sullo sportello del palazzetto in vimini, usava spiccare
2867 int | ricordo dei tempi andati. È la paletta che sbracia il caldano.
2868 1 | che parèa sugo di lenti, pali con corde - a scopi ignoti
2869 2, 6| rimbombo della partita a palle, giuocata là in alto a lume
2870 1 | turchina orlatura tinse le sue pàllide labbra. E cadde sulla spalliera
2871 2, 4| il primo a lanciare una pallina di mòllica. Naturalmente,
2872 1 | nostri caràtteri - come due palline di mercurio - tiràrono a
2873 2, 4| l'esempio! - una seconda pallòttola, altri susurri, altri risetti,
2874 1 | ova dai sacchi e sparir le pallòttole.~Ed era allora altresì,
2875 1 | Pensate voi se chiusi presto palpèbra!~Dal mattino seguente in
2876 6 | a ciondolare del capo, a palpeggiar le palpebre, a sbadigliare;
2877 1 | dolcissima mamma - e perché palpitavi?~ ~
2878 5 | glàuca, fredda come in una palude: tu, istintivamente aspetti,
2879 ded | sospetti contro l'arte di Pàmfilo (la ferrovìa dell'umano
2880 1 | frasche, i tortuosi ceppi, i pàmpani, noi sgranavamo il rosario
2881 1 | io non l'aveva più tocco. Pamporcini, more, vi èran spuntati
2882 2, 3| grasso e bianco come un pan di butìro - venne, e porse
2883 2, 4| osava allungare la mano alla panattiera, toglièvagli ogni speranza
2884 1 | allungàvansi tra le gambe delle panchette, sul suolo, bizzarramente;
2885 2, 2| sorrise; babbo si tenne la pancia.~- Sì, sono - fece quest'
2886 2, 2| saltare i bottoni agli adorati panciotti de' cavalieri serventi,
2887 4 | a mamma...~- Corpo delle Pandette! - esclamò l'avvocato ridendo
2888 6 | panna ed un buon tondo di panettone a fette - ci attende.~A
2889 1 | scroscianti fragranti pagnotte, i panettucci, grossi non più di noci,
2890 2, 5| concorso a rovesciare il paniere: ah! i cattivi compagni -
2891 5 | anni che si vendemiava coi panieri da calza!) babbo dunque,
2892 6 | zuccheriera, ad una coppa di panna ed un buon tondo di panettone
2893 1 | altro - lamento da ferita pantera - risuònano. Facèndosi strada
2894 1 | mànica di camìcia, mutande e pantòfole! Tuttavìa non ci rabuffò:
2895 1 | era una volta un rè a la panzana è bella e finita, spifferài
2896 4 | Ella sorrise: Èccolo. -~Al papa i versi! Gettài la matita
2897 2, 7| il quale, rosso come un papàvero, sudato come una caldaja:~-
2898 2, 3| dai. Un bianco-mangiare in pappa, sentenza questa del Gran
2899 1 | più nè dindo nè bambo nè pappo se, moralmente, portavo
2900 int | martirio finisce: tocco il paradiso. Sciutto, incipriato, rinfoderato
2901 1 | rotto, un crivello, due parafuoco (e intanto mamma si disperava
2902 ded | pròssimi assalti o saranno o ci paranno più fiacchi. S'impara infatti,
2903 5 | senza nemmeno aprire il paraqua, poi, giùntovi, stetti un
2904 2, 6| credo. Izar, vista la mala parata, lasciàvasi cader come un
2905 1 | lago) pieno di un'aqua che parèa sugo di lenti, pali con
2906 2, 4| uomo che non conosce un parente, che non incontrò mai un
2907 2, 1| accettavo ogni presente dalla parenteria, sbudellando i bussolotti
2908 ded | persona isolata emetta un parere, per cortesìa, bugiardo;
2909 2, 3| molto visìbile orecchia) parèssegli ficcata nella capigliatura -
2910 2, 2| macchiato da certi segni che parèvan di tappi e di zaffate di
2911 1 | andata a genio e siccome di parlantina non ne mancavo, così dièdemi
2912 6 | Dunque, vero? potremmo parlar del presente... Ma no. Le
2913 2, 1| sentimenti - essi, dunque, non mi parlàrono di collegio se non dopo
2914 5 | sulle di lei ginocchia e le parlavo con un vocabolario di parolinette
2915 1 | guardando la piccolina, parlottàvano tra di loro, poi mi raccomandàvano
2916 int | barbaglio di quelle graziose paroline, dolce segreto fra ogni
2917 5 | parlavo con un vocabolario di parolinette graziose, inintelligibili
2918 1 | intrabbicolar sulle sedie; Gìa parpaglionava attorno alle rose e sorradeva,
2919 1 | i mièi genitori, è vero, parsi, la sera innanzi, sciolti
2920 5 | come dimenticài affatto, partendo, di riverire gli òspiti,
2921 5 | Non era ancor l'anno dalla partenza di Ghioldi, che, scivolato
2922 5 | avèo movìbili queste due parti, indizio della importanza
2923 2, 3| e calligrafia. -~Quindi, partì.~ ~
2924 2, 5| messo in òpera (ne salto le particolarità), gli indurì insomma, alla
2925 2, 3| di fiato. Impensierì, o parve; poi, scuotèndosi come per
2926 2, 4| dal collare nerìssimo, pasceva in lui gli occhiettini.~
2927 5 | porta.~E in mezzo a loro, passa il Re di Pimpirimpàra. Esso
2928 1 | questa, il raggio lunare, passando tra ramo e ramo, colpì diritto
2929 2, 1| Molte e molte ombre vi pàssano... ed uno zoppo che leva
2930 2, 5| tentativi, non avèndosela passata liscia, toglièvasi tosto
2931 2, 2| trapuntò il cielo di fiamme a passatempo dell'uomo e seminò i pòpoli
2932 ded | dolere.~Trèdici anni sono passati da allora, la mia esperienza
2933 4 | del fratellino, uscìi a passeggiare fino a dì basso. Su tale
2934 2, 5| ricevuta la prima lessatura - passerebbe a condirsi nelle zampe di
2935 1 | caro uccellino, di quel pàssero delle Canarie che, saltando
2936 2, 4| graticcio ad una gabbiata di passerotti promessi sposi con una polenta;
2937 1 | stringeva a lei, la mi guardava passionatamente e due lagrimone le tremolàvano,
2938 1 | le glorie, i brevetti - passò.~Giunse l'ottantasettèsimo -
2939 2, 5| avere, di superiorità, di pasta diversa, di... Salvo che
2940 2, 1| piàccion le torte, a chi i pasticci:~ ~e quindi?...~Ne deriva
2941 2, 5| miglior della crosta, il pasticcio.~Vizi ve ne son molti, ma
2942 5 | cavallerìa in galoppo) poi, il patatà-patatà si moltìplica; mèscolavisi
2943 2, 6| un po' a distèndervi le patate e, dal quale, per una porta
2944 2, 5| nel grembiale di sua nonna paterna, una riccona detta la Contrabbandiera,
2945 5 | d'onore - l'abbraccia e, paternamente, bàciale il cipollotto...
2946 4 | avvocato Ferretti, il mio patrino, attraversava la via.~-
2947 2, 6| le foglione delle pòvere paulonie che si stracciàvano, rompèvansi,
2948 int | battagliare con mille dubbi, colle paure, cogli scoraggiamenti, strìngesi
2949 2, 6| Ma noi stavamo zitti, paurosamente zitti. Fu una risposta? -
2950 1 | dell'aqua che balla - e pausò. - Giusto... proprio...
2951 5 | piede su que'pericolosi suòi pavimenti, rompeva a sé il collo,
2952 2, 5| panciotto verde, àbito pavonazzo, precipitàvano dal lor ballatojo,
2953 2, 2| barba intorno al mento, pavoneggiàvasi là, tra due colonne del
2954 1 | che i bachi, brucando su pe' cannicci la foglia, sembràvano,
2955 int | dimenticando il favorito pècoro di cartone e gli abitanti
2956 1 | rotoletto - idest il mio pedaggio per qui - lor presentava
2957 1 | non toccàvano terra) il pedale della gran cassa, andavo,
2958 int | vento, frèmono, piègansi le pelate cime degli àlberi e batte
2959 2, 4| mortajo e dall'andatura da pellicano; il solo, che portasse orologio
2960 2, 3| gambe, bircio, senza un pelo al labbro quantunque se
2961 2, 5| scrive: tiranno (moda antica) peloso più d'una còtica, occhi
2962 2, 1| fondendo le croci, i vèscovi di peltro e gli altri utensili da
2963 3 | pavimento della sala, il pèndolo avèa scattato e, dopo un
2964 5 | pìccole miserie... Dio! quante pene io soffersi per esse. Tra
2965 1 | elefanti, i loro muli a pennacchi e a sonagliere, la loro
2966 2, 1| dagli aurei agrimani, con un pennacchio bianco, sciàbola che ticchettava,
2967 1 | leggiera, più leggiera di una pennamatta... volo, vado come in dileguo... -~
2968 1 | come trattare i prigionieri pennuti e lo confesso, trovàndomi
2969 2, 5| ogni scienza sociale, non pensavamo proprio che fra de' pìccoli
2970 5 | tutta la biribara de' mièi pensieroni non la filava altro di questo:
2971 2, 5| strettìssima; così ella pensò di porre a bagnomarìa il
2972 5 | ora gli occhi della nostra pèntola vedèvano un'altra gola di
2973 2, 4| prizzàtagli la tabacchiera di pepe? - egli, al momento dell'
2974 2, 3| nasucci! ... arricciati, a peperone, aguzzi, i più... incipienti...
2975 2, 5| cunetta - in capo del suo Peppino, l'idèa dell'onnipotenza
2976 5 | cappellino di mamma.~Il per-la-grazia-di-Dio, viene, secondo il sòlito,
2977 2, 3| Ma, e se fosse caduta una pera? - fec'io, senza soggezione,
2978 ded | valutar la lunghezza della via percorsa, due punti, e non uno, bisogna
2979 2, 4| rimpolpettàrono percotitore e percosso sporgendo i due musini crucciati.~
2980 2, 4| Chi? - rimpolpettàrono percotitore e percosso sporgendo i due
2981 ded | abbiamo il coraggio di non pèrdere il tempo in lotte dipinte,
2982 2, 5| che la mamma di Daniele perdette la vita nel darla a lui
2983 5 | chi, dunque, ricòrrere?~Perdio! alla brocca.~Difatti, come
2984 ded | distanza dal ventèsimo sècolo, perdùrino diffidenze e sospetti contro
2985 2, 4| quì osserva il mio amico Perelli - che serpeggiava nelle
2986 2, 3| dello stesso Proverbio - una perfetta insegna da macellaro!~Ed
2987 2, 7| ingrugnatello... insomma, un così perfetto silenzio affreddava la scuola
2988 5 | le mie labbra sottili... perfino un certo piccolo neo, alla
2989 5 | stanza vicina, singulti.~Perilqualché, capìto il mio sistema nervoso,
2990 5 | tentativo di abbigliarli a perìodi con il lor verbo, il soggetto,
2991 4 | adattava (diàvolo di un periodo a qual confessione mi meni! )
2992 2, 2| giunse per l'inghiarato a un peristilio psèudo-greco-romano.~Tutto
2993 5 | Araba Fenice e inghiotte perle sciolte in Tocài, che dorme
2994 1 | sentìi di toccarla:~- Gìa, lo permetterài? -~Essa me lo promise...
2995 2, 5| vestìvan frustagno, che non gli permetteva di spazzolarsi un cappello,
2996 5 | accomodarsi, per quanto glielo permèttono le giunture, su' na poltrona.
2997 2, 3| manuscristi la bocca:~- Il pero - disse - è una pianta moderna. -~
2998 5 | confonde talmente che Ego, persa affatto affatto la scherma,
2999 5 | verde e con sedùtivi tre personaggi (cravatta bianca, marsina,
3000 2, 1| ciòndoli, - come un cereo personaggio da fiera - il cuore in saccoccia
3001 2, 4| curarsi poco della sua dignità personale, pensate i fanciulli! essi
3002 2, 2| pidocchi, infine... - l'occhio perspicace di un padre, la mano premurosa
3003 2, 4| quell'abitùdine che noi persuade, valzando o polcando in
3004 2, 4| miracoloso; io non riusciva a persuadermi che de' maliziosi visetti,
3005 1 | Lilliputiani. Appresso il quale, persuadevo la Gìa a rassettarsi entro
3006 2, 1| afflìggermi, al piacere d'avermi persuaso, subentrò una scontentezza
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