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Carlo Dossi
Vita di Alberto Pisani

IntraText CT - Lettura del testo

  • PARTE UNDECIMA
    • 6 - odio amoroso
      • -6-
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-6-

 

Era notte; e, nelle càmere d'Ines, niun lume, ma le finestre aperte, sì che il raggio lunare e la brezza entràvano a loro piacere. Leopoldo passò le due prime. E, nella seguente, era Ines, sur il poggiolo che rispondeva al giardino, seduta, e reclinando la testa all'indietro contro della persiana, gli occhi velati, semichiuse le labbra, in quell'abbandono di quasi-delìquio, che inonda chi pianse molto e molto si disperò. Piovèndole attorno, la luna ora piangeva per lei.

Leopoldo riste' a contemplarla un istante. Ed ella se lo sentì forse vicino, vicinìssimo anzi, ma tènnesi immota.

Leopoldo tentò proferire un nome; la lìngua non gli ubbidì. Ei la obbligò, e disse: sorella! ¾

Si alzàrono lentamente le palpèbre di lei, e scopèrser due occhioni, nuotanti in negri stagni di duolo.

¾ Sorella ¾ riappiccò egli a fatica, in tono alterato ¾ sono ancor quì... perché... perché non ti posso stare lontano... quando tu soffri. E, che tu soffri, io so.

¾ Ma no ¾ ella disse con un filo di voce.

¾ Sì! ¾ egli fece, in uno scoppio di rabbia ¾ or perché contradici?... Atrocemente soffri. Io leggo negli occhi tuoi, ebri; nella tua faccia patita, colore di perla; in questo tuo istesso singulto. Eppoi, conosco il tuo male ¾

Ines sorrise pallidamente.

¾ Tu spàsimi di amore ¾

Ella ne sobbalzò; si raddrizzò sulla vita, e, serràndosi al cuore le mani, quasi per ratenerlo, ché le parea fuggisse, gridò: no.

¾ Sì! ¾ ripetè Leopoldo con un riflesso d'incendio nelle pupille, piantàndosi innanzi a lei ¾ non mentire a me! Tu spàsimi d'amore per... per tale, che io odio, che io schiaffeggerò, ucciderò ¾ (e accennava come a sé stesso) ¾ per... ¾ (e si stravolse la lìngua) ¾ Emilio... ¾

Ma oltre non disse. Ella il guardava, schiettamente stupita; ed ei ne ebbe un sussulto e di gioja e dolore.

¾ Dùnque, chi è? ¾ disse, piegàndosi sopra di lei, strette le pugna.

Ines era un trèmito solo.

¾ Voglio saperlo ¾ egli fece ¾ voglio!... hai capito? ¾

Il viso della fanciulla sformossi, pigliò la strana gonfiezza del viso di un folle. E una ràuca voce esclamò «te»; e un bacio, incandescente carbone, arse per sempre un sorriso.

Ma, non ascònderti, o luna!

A pena Leopoldo ebbe toccata la sua contro la bocca di lei, che si ritrasse atterrito, cacciò le mani ai capegli, fuggì ¾ Caìno d'amore.

Ed ella si morse a sàngue le labbra; poi, tramortita, cadde.

 




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