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Carlo Dossi
Vita di Alberto Pisani

IntraText CT - Lettura del testo

  • PARTE UNDECIMA
    • 6 - odio amoroso
      • -7-
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-7-

 

Da quella sera, i due giòvani èbber paura l'uno dell'altro. Leopoldo cominciò a star lungi da casa le settimane, or cavalcando alla pazza, allorché lo pigliava una fumana furiosa, or lungo disteso su 'n prato, quando la spossatezza vincea l'esaltamento: Ines, gittàtasi per indisposta, più non usciva di càmera.

Ma sìmil vita non poteva durare.

Un , corse voce che il conte Angiolieri, in caffè, avea dato in fuora contro al Folperti e gli avea minacciato uno schiaffo; e ciascuno si chiese «epperché

Ma, in quel stesso, Leopoldo camminò risoluto verso l'appartamento della sorella e ne aperse la porta.

Ines era a scrittojo; dinanzi a lei, carta bianca; e si posava d'un'aria stracca, abbattuta, su di una mano, tenendo con l'altra la penna. Cercava forse pensieri e ne trovava sol uno. Senonché, al cricchiare dell'uscio si volse, vide il fratello, e il fisò. Parèano gli occhi di lei «due desìri di lagrimare».

Il contegno di Leopoldo era freddo, severo.

¾ Sorella ¾ cominciò egli, sottolineando tal nome ¾ io stò per dir cosa che è capitale a te... e a me. retta. Ci ha... un quidam... giòvane, bello... ma ciò poco importa... il quale ti chiede per moglie... e questo è quello che conta ¾

Ines si alzò, e nettamente disse: io non mi marito.

¾ Tu ti mariterai ¾ ribattè Leopoldo con una voce decisa ¾ Io ti ho promessa di già. È affare finito.

¾ Affare! ¾ sospirò la fanciulla.

¾ E che altro sarebbe? ¾ dimandò Leopoldo ¾ Tu, ti ma-ri-te-rai ¾

Ines ricadde, con le mani alla faccia, seduta.

E il giòvane, continuando:

¾ Di', c'è forse una via diversa per la finire col nostro stato infamìssimo? A noi, morte, è bene vicina, ché, senza cuore si vive, ma non col cuore piagato, ma... e intanto? Io torno, è vero, in Amèrica; e ferve anche una guerra... tuttavìa, non basta. Mille miglia di mare framezzo a noi sono poche... ci vuole, quà, sulla spiaggia Europea un uomo, che possa, che abbia il diritto di uccìdermi se... o sorella! sorella! ¾

E tenne dietro un terrìbil silenzio.

¾ Lo sposo è il Folperti ¾ aggiunse Leopoldo con una tinta di sprezzo e come di circostanza di nullo rilievo.

¾ Io non potrò mai amarlo! ¾ sclamò la fanciulla dolorosamente.

¾ E chi altri potremmo... io e te? ¾ egli chiese, lasciàndosi trasportare dalla passione, ma, padroneggiàtosi poi ¾ Sorella, quì non si tratta di amore ¾ disse ¾ io parlo di un matrimonio... Abbìgliati! 'stasera io verrò con colui... ¾ e, soggiogato, a sua volta, dalla propria emozione e da quella della ragazza, Leopoldo fuggì.

 




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