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SCENA XII
La signora Venanzia, la signora Valli e detti.
Sig.a Venanzia (con una sigaretta accesa tra le labbra; alla signora Valli). Cara mia, il tabacco spesso inganna l'appetito. Non ti scandalizzare; in campagna fumo anche dei sigari. Una volta ho pure tentato di fumare la pipa! Ma, oh Dio! (al Valli). Questo prova che voialtri uomini siete d'una razza molto diversa dalla nostra... Già, io, ormai, non sono né donna né uomo: sono una vecchia! (a Serena) È andato via l'avvocato? (alla signora Valli) Debbo dirlo? Costui mi piace poco. È amico di mio fratello? Questo basta per non farmelo stimare.
Sig.a Valli (sotto voce al figlio). Di che avete parlato?
Valli (dolorosamente). Mi ha parlato quasi sempre di lui!
Sig.a Venanzia. Intanto, ora, due uova non mi basteranno più! Quando mi arrabbio, mi si sviluppa talmente l'appetito...
Serena. Non importa; ripareremo, zia.
Sig.a Venanzia (a Serena). Se uscissimo un po' all'aria aperta, nella tua campagna... da ridere, nel giardinetto?
Valli. Un avvocato che facesse da aperitivo non si era visto finora!
(Escono ridendo. Cala la tela).