9. Anzi, fu così grande il Nostro desiderio di
richiamare con felice esito la Francia all’unità della Santa Sede che,
essendo stati avvertiti che ad alcune formule della proposta Convenzione, da
Noi rispedita al venerabile fratello l’Arcivescovo di Corinto, si davano
interpretazioni che sembravano inadatte alle circostanze della Repubblica
francese, e perciò potevano recare qualche ritardo alla desiderata
unione, ne fummo profondamente afflitti e determinammo di mandare a Parigi il
diletto in Cristo figlio Nostro Ercole di Sant’Agata alla Suburra diacono
Cardinale Consalvi, Nostro segretario di Stato, il quale (per essere uno dei
Cardinali della Congregazione da Noi consultata e perché il suo ufficio
lo obbliga ad essere continuamente al Nostro fianco) poteva ottimamente
spiegare il senso delle espressioni contenute nella Convenzione e i veri
sentimenti dell’animo Nostro. Gli accordammo anche la facoltà di potere,
qualora la necessità lo esigesse, operare nelle sopraddette formule
quelle modifiche che, conservando intieramente la sostanza delle cose da Noi
stabilite, rendessero più spedita l’esecuzione delle medesime ed
appianassero la strada per concludere più facilmente la Convenzione.
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