17. Perché poi non possa nascere alcun dubbio
circa i sentimenti e le intenzioni dei Vescovi (benché questi anche
senza bisogno di alcun giuramento conoscano perfettamente e siano obbligati ad
adempiere ciò che coerentemente alla dottrina del Vangelo debbono alle
supreme autorità), ed affinché i reggitori della Repubblica siano
sempre più sicuri della loro fedeltà ed obbedienza, abbiamo
acconsentito che i Vescovi, prima di assumere l’esercizio del loro ministero,
prestino nelle mani del primo Console il giuramento di fedeltà che era
in uso prima del mutamento del regime e che è espresso nei seguenti
termini: "Io giuro e prometto sopra i santi Vangeli obbedienza e
fedeltà al Governo stabilito dalla Costituzione della Repubblica
francese. Similmente prometto che non terrò alcun rapporto, non
interverrò ad alcun consiglio e non prenderò parte ad alcuna
unione sospetta, sia dentro, sia fuori della Francia, che possa nuocere alla
pubblica tranquillità; e se nella mia Diocesi o altrove verrò a
sapere che si va tramando contro lo Stato, ne informerò il Governo".
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