2. Per ottenere questi favori con maggior sicurezza, come
è stato praticato in passato dai Sommi Pontefici Nostri Predecessori,
abbiamo deciso di aprire il tesoro delle grazie divine, la cui elargizione
è stata affidata alla Nostra Fede, per auspicare un felice inizio del
Nostro pontificato. Confidando pertanto nella misericordia di Dio onnipotente,
e nell’autorità dei beati apostoli Pietro e Paolo, in virtù del
supremo potere accordatoci dall’Altissimo, nonostante la Nostra
indegnità, di sciogliere e di legare, Noi accordiamo, in forza della
presente, l’indulgenza e la plenaria remissione di tutti i peccati ai fedeli
dell’uno e dell’altro sesso che, in qualunque parte del mondo si trovino, nello
spazio di quindici giorni consecutivi, o di due settimane, cominciando a
contare dal giorno che sarà assegnato come inizio dai loro Ordinari o
dai loro vicari o ufficiali, o di coloro che per mandato di essi hanno cura
delle anime, a partire da quando sarà pervenuta la presente Lettera,
avranno pregato devotamente Dio per qualche tempo, e nei giorni di
mercoledì, venerdì e sabato di una delle due predette settimane
avranno digiunato, e dopo aver confessato i loro peccati avranno ricevuto il
Sacramento della Santissima Eucaristia nella domenica immediatamente successiva
o in altro giorno della medesima prima settimana. Nella seconda settimana,
invece di quanto predetto, o nella stessa seconda domenica o in altro giorno
della stessa settimana, a quanti avranno raccolto con riverenza e distribuito
ai poveri qualche elemosina, come a ciascuno avrà suggerito la
pietà, concediamo la totale indulgenza e la remissione di tutti i loro
peccati, così come consuetudinariamente si concede nell’anno del
Giubileo a coloro che visitano determinate Chiese dentro e fuori Roma.
I naviganti e quanti sono in cammino, non appena saranno giunti alle loro case,
compiute le devozioni prescritte e visitata la Chiesa cattedrale o quella
maggiore o parrocchiale del luogo nel quale hanno domicilio, potranno
conseguire la stessa indulgenza.
|