45. Degno di considerazione è il fatto che le
Facoltà delle quali finora si è trattato, non sono Facoltà
di commutare semplicemente ed assolutamente, ma di commutare dispensando;
essendo cose fra loro diverse la commutazione e la dispensa; la dispensa toglie
l’obbligo del voto senza alcun’altra surrogazione; ma con la semplice
commutazione non si estingue l’obbligo del voto, in quanto si trasferisce la
materia del voto in altra materia che alla prima si surroga. Il Padre Siro,
nella sua opera sopra citata (part. 1, c. 6, dub. 2), osserva che quanto si
dà al Penitente, consiste in una commutazione mista con qualche
dispensa. Siccome la sola e semplice commutazione esigerebbe la surrogazione in
una materia maggiore, o almeno uguale, così la commutazione mista con la
dispensa, è capace di qualche moderata disuguaglianza fra la materia del
Voto, e la materia surrogata: "Ut principale", scrive il detto
Autore, "ponitur Commutare, et ut accessorium jungitur Dispensando,
ita ut esse debeat essentialiter commutatio, quae de sua natura est in
maius, vel in aequale, et per accessoriam dispensationem a rigore naturae suae
aliquantisper recedat: ergo moderata, etnon exorbitans, debet esse inaequalitas
materiae subrogatae in commutatione Voti, cum accessoria dispensatio sequi
debeat naturam sui principalis, eiu snaturam non multum immutando, ne quod
accessorie ponitur, locum habeat principalis, nempe plus dispensando, quam
commutando, quod esset contra intentionem Pontificis, qui Facultatem dat
poenitentiario, ut possit dispensando commutare, non commutando dispensare".
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