46. Molto a proposito sono due esempi, uno del
Pontefice Alessandro III nella sua Decretale Venientis de Voto, in cui
dispensa per cause assai rilevanti un chierico, che aveva fatto voto di
portarsi a Gerusalemme a visitare il Sepolcro del Signore, commutando
però il voto in elemosine, ed ingiungendogli che in tutto il tempo della
sua vita mantenesse a spese proprie "tam in victu, quam in vestitu"
un poverello, purché però le sue facoltà fossero in
grado di sostenere questo peso.
L’altro esempio è d’Innocenzo III nella Decretale Magnae, in
cui dispensa il Vescovo Trecense dall’adempimento di un voto fatto,
benché improvvidamente, di portarsi pure a Gerusalemme, ingiungendogli,
"ut omnes expensas, quas fuerat in eundo, morando, et redeundo
facturus, alicui Religioso committat, in necessarios usu sTerrae illius",
cioè di terra santa, "sine diminutione qualibet trasferendas",
e surrogando alla fatica, che avrebbe fatta pel viaggio, l’accrescimento
d’altre fatiche, che gli impose di fare per servizio del suo gregge: "Labores
etiam laboribus recompentes, felicitius inflando vigiliis, devotius vacans
orationibus, et ieiuniis fortius se exercens, ac super grege suo vigilans
solicitudine Pastorali".
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