79. Alla difficoltà già risolta, ne segue
un’altra relativa a colui che, avendo già fatto la Confessione e fatte
alcune visite delle Basiliche in stato di grazia, cade in un nuovo peccato
mortale. Fra i Dottori si disputa che cosa debba fare per conseguire il
Giubileo: se debba ripetere le visite già fatte, o se basti che prima
dell’ultima visita faccia un atto di contrizione, oppure sia obbligato a
confessarsi del peccato commesso. Alcuni hanno ritenuto che basti l’atto di
contrizione, non prescrivendosi nella Bolla del Giubileo che una sola
Confessione (che già nel caso si suppone adempiuta) ed acquistandosi lo
stato di grazia necessario per conseguire l’Indulgenza con un buon atto di
contrizione. Così la pensano il Cardinal de Lugo ed il Leandro, che
citano altri autori dello stesso parere. Ma considerandosi dagli altri, e
specialmente dal Suarez, dal Filliuc, dal Quarti, dal Costantini, che nella
Bolla la Confessione si riferisce all’Indulgenza, e che per conseguenza
richiede la Confessione dei peccati mortali commessi fino al momento in cui si
ottiene il frutto di essa, si sostiene fondatamente che chi si è
confessato ed ha incominciato le visite delle Chiese, se cade in peccato
mortale, prima dell’ultima visita deve confessarsi: non basta l’atto di
contrizione per conseguire il Giubileo. Lo stesso obbligo di ripetere la
Confessione vincola anche colui che si ricorda di qualche peccato mortale
taciuto per innocente dimenticanza nella già fatta Confessione. A questa
più fondata sentenza abbiamo aderito nel n. XLVII assolvendo il
peccatore dall’obbligo di ripetere le visite già fatte alle Basiliche, e
lasciandolo sottoposto all’altro di doversi confessare prima di compiere
l’ultima visita delle dette Basiliche. Si è detto di averlo liberato dal
peso di ripetere le visite già fatte, dato che la questione di
quest’obbligo si pone solo quando si ammette l’opinione che richiede come
necessario lo stato di grazia nel tempo in cui si adempiono le opere ingiunte;
ma non quando la necessità dello stato di grazia si riduce all’ultima
opera, in cui si ottiene l’Indulgenza, come al nostro proposito osserva
acutamente il Benzonio.
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