4. La questione è indicata e non risolta dal
Card. de Lugo ("de poenit.", disp. 27, sect. 6, n. 64); Noi la
troviamo formalmente discussa. Ludovico Bolognino, canonista di chiara fama,
nel suo trattato De Indulgentiis inclina nel ritenere che basti l’atto
di contrizione col detto proposito. Felice Sandeo, uomo pure celebre per i suoi
scritti sopra il diritto canonico, in un suo Trattato De indulgentia
plenaria, inclina nella stessa opinione; ma dice che il contrario è
più sicuro. Le opere del Bolognino e del Felino sono stampate nei Trattati
volgarmente detti Magni (tomo 14, editi a Venezia nel 1584, p. 145
verso, e p. 158 verso). L’insigne teologo Silvestro nella sua Somma "in
verb. Indulgentia n. 20", dopo aver mostrato inclinazione pel
sentimento della Confessione in voto, consiglia l’attuale Confessione per
conseguire le indulgenze; e dello stesso sentimento ancora è il
Venerabile cardinal Bellarmino (tomo 2, Controversiarum lib. 1. "de
Indulgentiis", cap. 13. Tertia quaestio). Il Santarelli (Variar.
resolut. quaest. 76, a n. 7 usque ad n. 23), con molta accuratezza raduna
gli Autori che stanno per l’una e per l’altra opinione, e richiede l’attuale
confessione per conseguire l’indulgenza dell’Anno Santo. E agli autori a lui
radunati Noi aggiungeremo Gio. Battista Pauliani (lib. 3. cap. 2, p. 147 e
ss.), che scrisse sopra il Giubileo dell’Anno Santo, pubblicato da Giulio III,
che sostiene richiedersi l’attuale Confessione in vigore delle parole "vere
poenitentibus et confessis".
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