6. Può dirsi che questa opinione sia diventata
sentimento della Santa Sede: poiché essendo stato proposto nella
Congregazione delle Indulgenze il quesito se, siccome i Missionari che stanno
nei paesi degli Infedeli celebrano lecitamente la S. Messa, premesso un atto di
contrizione per qualche peccato commesso, non essendovi Confessore con cui
possano confessarsi, e non dovendo i fedeli restar senza Messa nel giorno di
festa, così debbano dirsi capaci di conseguir le Indulgenze concesse
"vere poenitentibus et confessis", facendo un atto di
contrizione e non premettendo la Confessione, la detta Congregazione rispose
non esserne essi capaci, ma doversi pregare il Sommo Pontefice di renderli
capaci con nuova grazia, acciò, contriti, senza essersi confessati,
mancando il Confessore, restino abilitati a conseguire le dette Indulgenze. Ed il
nostro Predecessore Clemente XII approvò la risoluzione e concesse la
grazia. I documenti sono riferiti nell’Opera del Padre Teodoro, Consultore
della detta Congregazione delle Indulgenze (de Indulg. part. 1,
cap. 11, art. 5 in fine).
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