10. Le parole "saltem semel in die" si
leggono ancora nella citata Decretale di Bonifacio VIII "Antiquorum":
ed il chiosatore, commentando le dette parole, attesta che il detto
Pontefice in Concistoro dichiarò potersi fare le visite delle Basiliche
nel modo poc’anzi accennato, cioè di una Basilica in un giorno, e di
un’altra in un altro, purché il numero delle visite in ciascheduna
Basilica sia il trentesimo quanto ai Romani, ed il decimoquinto quanto ai
Forestieri. Quando sussista il fatto riferito dal chiosatore, crediamo doversi
dire che il Pontefice Bonifacio non dichiarò che tale fosse l’intelligenza
delle parole "saltem semel in die", ma che concedette per
grazia particolare, che, nonostante la contraria disposizione della sua
Decretale, potessero farsi le visite delle Chiese nel modo accennato. Ed
infatti quanti hanno scritto nei tempi susseguenti sopra le Bolle del Giubileo
dell’Anno Santo, nelle quali sempre si ritrovano le parole "saltem
semel in die", valutando dirsi "in die" in
singolare, e non "in diebus" in plurale, hanno detto doversi
fare la visita delle quattro Chiese in un giorno. Si possono vedere il Navarro
(De Jubilaeo, et Indulgentiis notab., 32 n. 41), ed il Benzonio (De
anno Jubilaei, lib. 5 dub. 5). Così pure discorrono il Santarelli (Variar.
Resolut. Quaest. 75, n. 1 e ss.) il Lavorio (De Jubilaeo, et
indulgentiis, part. 1 cap. 17, n. 5); il Quarti (Trattato del
Giubileo, punt. 2 dub. 1); il Passerino (De Indulgentiis,
quaest. 49, n. 363); il Pasqualigo (De Jubilaeo, quaest. 45); il Ricci (Trattato
del Giubileo, cap. 117), che di più aggiunse che, visitandosi dai
Sommi Pontefici le Basiliche nell’Anno Santo, si visitano tutte quattro in un
giorno.
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