13. Fu esaminata questa controversia nell’occasione
dell’Anno Santo celebrato dal Pontefice Clemente X e non fu risolta, come
attesta il Febei (De anno Jubilaei, § 2, cap. 15, p. 241). Fu sottoposta
a nuovo esame nell’occasione dell’Anno Santo intimato da Innocenzo XII. Il
Riganti nel luogo citato aderì all’opinione che il giorno dovesse
computarsi dai primi Vespri fino ai Vespri del giorno seguente. Non
mancò di portare validissime ragioni pel suo assunto, riflettendo molto
a proposito che le Porte Sante si aprono nella Vigilia della Natività di
Nostro Signore avanti i Vespri, e si chiudono nella susseguente Vigilia della
Natività del Signore dopo i primi Vespri, cioè vicino al tramontare
del sole. Furono queste ragioni pregiate, ed abbracciate da alcuni che
intervennero alla Congregazione, e da altri, i pareri dei quali furono dalla
stessa Congregazione richiesti. Altri poi della Congregazione, ed anche dei
consultati dalla stessa Congregazione, seguirono la sentenza, che il giorno
dovesse misurarsi da una mezzanotte all’altra mezzanotte. Prevalse questa
opinione, come può vedersi nello stesso Riganti. Nella citata
Notificazione del Cardinale di Carpegna Vicario, fu dichiarato che il giorno
debba intendersi cominciare e finire da una mezzanotte all’altra. Ma Noi,
acciò possano i fedeli più facilmente adempiere la visita delle
quattro Basiliche nell’imminente Anno Santo, abbiamo nella nostra Costituzione
tolta di mezzo ogni disputa, dichiarando che la visita delle quattro Basiliche
possa farsi o nell’una o nell’altra maniera, cioè o da una mezzanotte
all’altra mezzanotte, o dai Vespri del giorno precedente fino ai vespertini
crepuscoli del giorno susseguente.
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