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| Benedictus PP. XIV Inter præteritos IntraText CT - Lettura del testo |
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70. Ancorché la parola "Romani" sembrasse incapace di qualsiasi controversia, non fu però così, poiché, essendo non solo Romano quello che è nato ed abita in Roma, ma quello ancora che, nato in Roma, ha trasferito altrove il suo domicilio, si dubitò se, venendo questi a Roma l’Anno Santo per guadagnare il Giubileo, dovesse visitare trenta o quindici volte le Basiliche. Il Navarro (De Jubilaeo et Indulgentiis, n. 42, p. 163) fu del parere che bastassero le quindici volte, dovendo in questo caso prevalere il domicilio sull’origine, tanto più che il Romano che ha altrove il domicilio, e viene a Roma, subisce lo stesso incomodo del viaggio, che subisce il forestiero o il pellegrino. Il Benzonio (De Anno Jubilaei, lib. 5, dub. 3), al contrario lo crede obbligato a fare le trenta visite: "Turpe est enim virum Romanum vel avaritiae, vel accidiae, seu corporis vitio laborare praesertim in eo Anno, in quo Urbs tota gaudio, jubilatione, munificentia, atque singularissima festivitate refulget". Inoltre si propone il quesito, se sotto nome di "Romano", e per l’effetto di cui si tratta, restasse compreso anche quello che abita nelle vicinanze di Roma.
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