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Gregorius PP. XVI
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Diciamo cose, Venerabili Fratelli, le quali avete voi pure di continuo sotto gli occhi vostri e che deploriamo perciò con pianto comune: superba tripudia l'improbità, insolente la scienza, licenziosa la sfrontatezza. Vien disprezzata la santità delle cose sacre, e l'augusta maestà del divin culto che pur tanto possiede di forza e di necessità sull'uman cuore, indegnamente da uomini ribaldi si riprova, si contamina e oggetto rendesi di ludibrio. Quindi si travolge e perverte la sana dottrina ed errori d'ogni genere si disseminano audacemente. Non leggi sacre, non diritti, non istituzioni, non discipline quali siansi più sante, sono al coperto dell'ardire di costoro, che solo eruttano malvagità dalla sozza loro bocca. Bersaglio di incessanti durissime vessazioni è fatta questa Romana Nostra Sede del Beatissimo Pietro, nella quale Gesù Cristo stabili la immobile base della sua Chiesa; ed i vincoli dell'unità di giorno in giorno sempre più s'indeboliscono e si disciolgono. Si oppugna la divina autorità della Chiesa, e calpestandone i diritti, assoggettare si vuole a ragioni terrene e con eccesso d'ingiustizia tentasi di renderla odiosa ai popoli, mentre si riduce ad ignominioso servaggio. Intanto si infrange l'ubbidienza dovuta ai Vescovi, e la loro autorità vien conculcata. Echeggiano orribilmente le Accademie e le Scuole di mostruosa novità di opinioni, con cui non più occultamente e con secrete mine la Cattolica fede si attacca, ma scopertamente e sotto gli occhi di tutti orrida e nefanda guerra le s muove. Imperocché corrotti gli animi dei giovani allievi per gli Insegnamenti viziosi, e per i pravi esempi dei precettori, si è dilatato ampiamente il guasto lacrimevole della religione ed il funestissimo pervertimento dei costumi. Scosso per tal maniera il freno della Santa Religione, che è la sola sopra cui si reggono saldi i Regni, e ferma si mantiene la forza e l'autorità di ogni dominazione, vedesi aumentare la sovversione dell'ordine pubblico, la decadenza dei Principati e il disfacimento di ogni legittima potestà. Ma un ammasso si enorme di disavventure devesi in speciale modo ripetere dalla cospirazione di quelle società, nelle quali sembra essersi accolto, come in sozza sentina, quanto v'ha di sacrilego, di abominevole e di empio nelle eresie e nelle sètte più ree.




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