Diciamo cose, Venerabili Fratelli, le quali avete voi
pure di continuo sotto gli occhi vostri e che deploriamo perciò con
pianto comune: superba tripudia l'improbità, insolente la scienza,
licenziosa la sfrontatezza. Vien disprezzata la santità delle cose
sacre, e l'augusta maestà del divin culto che pur tanto possiede di
forza e di necessità sull'uman cuore, indegnamente da uomini ribaldi si
riprova, si contamina e oggetto rendesi di ludibrio. Quindi si travolge e
perverte la sana dottrina ed errori d'ogni genere si disseminano audacemente.
Non leggi sacre, non diritti, non istituzioni, non discipline quali siansi
più sante, sono al coperto dell'ardire di costoro, che solo eruttano
malvagità dalla sozza loro bocca. Bersaglio di incessanti durissime
vessazioni è fatta questa Romana Nostra Sede del Beatissimo Pietro,
nella quale Gesù Cristo stabili la immobile base della sua Chiesa; ed i
vincoli dell'unità di giorno in giorno sempre più s'indeboliscono
e si disciolgono. Si oppugna la divina autorità della Chiesa, e
calpestandone i diritti, assoggettare si vuole a ragioni terrene e con eccesso
d'ingiustizia tentasi di renderla odiosa ai popoli, mentre si riduce ad
ignominioso servaggio. Intanto si infrange l'ubbidienza dovuta ai Vescovi, e la
loro autorità vien conculcata. Echeggiano orribilmente le Accademie e le
Scuole di mostruosa novità di opinioni, con cui non più occultamente
e con secrete mine la Cattolica fede si attacca, ma scopertamente e sotto gli
occhi di tutti orrida e nefanda guerra le s muove. Imperocché corrotti
gli animi dei giovani allievi per gli Insegnamenti viziosi, e per i pravi
esempi dei precettori, si è dilatato ampiamente il guasto lacrimevole
della religione ed il funestissimo pervertimento dei costumi. Scosso per tal
maniera il freno della Santa Religione, che è la sola sopra cui si
reggono saldi i Regni, e ferma si mantiene la forza e l'autorità di ogni
dominazione, vedesi aumentare la sovversione dell'ordine pubblico, la decadenza
dei Principati e il disfacimento di ogni legittima potestà. Ma un
ammasso si enorme di disavventure devesi in speciale modo ripetere dalla
cospirazione di quelle società, nelle quali sembra essersi accolto, come
in sozza sentina, quanto v'ha di sacrilego, di abominevole e di empio nelle
eresie e nelle sètte più ree.
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