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entrò 5
eolo 2
equivalente 1
era 133
erano 31
eravamo 5
erba 3
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142 loro
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134 miei
133 era
133 sua
132 amore
124 ogni
Giovanni Boccaccio
Elegia di Madonna Fiammetta

IntraText - Concordanze

era

    Capitolo
1 1| satisfazione non venisse. Io era unico bene e felicità singulare 2 1| sposo, e così egli da me era igualmente amato, come egli 3 1| che quella onde entrò v'era al presente. Ma gl'iddii, 4 1| sola fra verdi erbette, era avviso sedere in un prato 5 1| de' quali tutto il luogo era dipinto, con le candide 6 1| cercando che nel futuro m'era apparecchiato; e senza alcuna 7 1| mi levai.~Quello giorno era solennissimo quasi a tutto 8 1| quello luogo, dove io era, nuovamente discese. Oh, 9 1| giudicio, il quale ancora non era da amore occupato, egli 10 1| da amore occupato, egli era di forma bellissimo, negli 11 1| narrando, de' quali ciascuno era pieno di maestrevole inganno, 12 1| pensare all'amato giovine m'era caro, e parendomi che, in 13 1| avvengono, posta in cotal caso.~ Era il giovine avvedutissimo, 14 1| onestissimamente vegnendo colà dove io era, quasi quel medesimo avesse 15 1| quali spente, se alcuna ve n'era, accendeva; ma in questo 16 1| accendeva; ma in questo non eralieto il principio, che 17 1| medesima, e quasi non fossi dov'era, feci più volte maravigliare 18 1| lasciò soletta.~ Già s'era, senza più favellarmi, partita 19 1| li quali l'alto cielo s'era posato mutando spalla Atlante, 20 1| e di farlo cauto come io era. E in verità in ciò non 21 1| familiarità di qualunque m'era parente, e ultimamente del 22 1| che a niuno niuna cosa era a grado, se non tanto quanto 23 1| fosse meco. Oh, quanto gli era la mia camera cara, e come 24 1| biasimando, che più nell'animo mi era caro, fra me sovente dicendo: « 25 2| veggendo che dilettevole già m'era cotal servire, con più pungente 26 2| soave da me passando, come era entrato, del caro amante 27 2| né conforto, di che assai era fornito, poteva ristringere. 28 2| in parte, ma la cagione era molto diversa da questa: 29 2| smarrimento non caddi.~ Il giorno era già chiaro per ogni parte, 30 3| partenza mi dolsi, né altro era nella mia bocca, benché 31 3| Niuna parte della mia camera era che io con disiderosissimo 32 3| brievemente, ciascuno luogo m'era caro. Io alcuna volta meco 33 3| amarlo non sapea quando c'era. E gli animi pieni di festa 34 3| piacerne». Ohimè! quanto m'era grave cotale imaginare, 35 3| cose, o pietose donne, m'era caro il visitare li templi, 36 3| ma perché, venuta, meno era del tempo a trapassare.~ 37 3| l , le sue ore finite, era dalla notte occupato, nuove 38 3| paurosa, accompagnata da Amore era divenuta sicura; e sentendo 39 3| altra la giudicava, tanto era più il mio disio ardente 40 3| quale poi che pervenuta era, quasi contenta dello intero 41 3| piena o vòta in alcuna parte era del cielo o con qualunque 42 3| parte ove il mio Panfilo era giaciuto, quasi sentendo 43 3| addormentai. E certo il sonno m'era alcuna volta più grazioso 44 3| mie braccia». Oh, quanto m'era discaro, quando ciò m'avveniva, 45 3| essere i sogni, di ciò non era contenta, se io di lui non 46 3| quali io astutissimamente era divenuta sollecita dimandatrice.~ 47 3| nel camino». Oh quanto m'era cotal ragionare caro, e 48 4| forse troppo allargandomi era rientrata, e nuove cose 49 4| della tornata di Panfilo, era gelosia. Questa più che 50 5| quelle dimandatone confessò, era della terra di Panfilo mio. 51 5| la donna:~«E allora che era di lui?~Alla quale esso 52 5| secondo che io intesi, era a lui novellamente sposata.~ 53 5| stata non fosse quella che s'era davanti turbata, fattasi 54 5| malvagissimo giovine! Non t'era egli manifesto l'ardente 55 5| contro a mia voglia? Certo era; dunque molto meno d'ingegno 56 5| maggior fede che la tua non era. Ma che? Io ciò credetti 57 5| io, come molte volte era usata, diceva con meco stessa:~« 58 5| giovine, in quante parti era il tuo amore diviso, o atto 59 5| nell'animo e nell'aspetto era veduta, e io medesima non 60 5| come a colei che incerta era della tornata allora, 61 5| volontà del favoleggiare se n'era ita, e il tempo, che molto 62 5| io dormissi, diversamente era da' sogni occupata, alcuna 63 5| nostra porta toccasse, come era usato. Oh quante volte, 64 5| medicina utile al mio male non era piú che una, la quale troppo 65 5| che una, la quale troppo era lontana a potermi giovare.~ 66 5| quali se forse alcuna n'era conforme alli miei mali, 67 5| in esso orribile quale io era, avendo nella mente la forma 68 5| Ma pure, poi che ornata era, non dissimile alla qualità 69 5| certa di ciò di che prima io era certissima, quasi vinta, 70 5| E poi che la nuova sposa era giunta, e la pompa grandissima 71 5| questa simile già per me s'era fatta, nella quale io semplice 72 5| conceduto l'avesse, provocata era a lagrimare. Correvami ancora 73 5| del far festa, che tolta m'era, che del non far festa medesimo 74 5| fosse presente, per lo quale era a me sommamente cara la 75 5| tante di nuova malinconia m'era ed è cagione: il che, come 76 5| questo niuno alleggiamento era prestato, anzi piuttosto 77 5| sospesa a molte cose, m'era ella grandissima, che è 78 5| volante e quale in un'altra, era cosí il seno di quel mare 79 5| la quale poi che da me era partita, quasi come se nella 80 5| assimigliare.~Oh quanto m'era ciò caro ad udire, per 81 5| miei cittadini, de’ quali era detto! Certo tanto, che 82 5| assimigliati mostrava; per che, non era l'udire cotali ragionamenti 83 5| trattate da’ cavalieri, né era alcuno edificio che con 84 5| porte; e se forse tra loro era alcuna piccola guerra, la 85 5| convertivano in armi. Né ancora era la sottile e lieve asta 86 5| quello che piú e meglio era a costoro, era Cupido non 87 5| e meglio era a costoro, era Cupido non essere ancora 88 6| donne le lagrime mie.~ Egli era già un'altra volta il sole 89 6| faceva e se suo intendimento era di tornarci, alla quale 90 6| queste tribulazioni, vicina era al mio disio, e voi me n' 91 6| come egli fa me, non t'era egli assai una volta essere 92 6| prende il diletto. Deh, non era, o pessimo giovine, la mia 93 6| disii, e la mia nobiltà non era alla tua convenevole? Certo 94 6| me, che tutta di lagrime era bagnata, rivoltosi, nelle 95 6| per addietro mia arte non era stata, così rispondo:~ « 96 6| mi sentisti, di prima m'era egli nel sonno apparito 97 6| la quale assai davanti era guarita, e li miei pianti 98 6| offenderti.~ Ohimè! or non era egli bello come Panfilo? 99 6| piango; anzi senza forse era potente, se io voluto avessi, 100 6| niuna parte de' danni miei era nascosa, però che essa era 101 6| era nascosa, però che essa era stata la prima che nel mio 102 6| che egli senza donna non era; dunque, se ciò pensasti, 103 6| tòrre quel che d'altrui era? Certo con nemico animo, 104 6| pene, in quanto così o più era fervente l'amore, e se si 105 6| contro a me divenissi.~ Già era il pensier fermo, né altra 106 6| suoi furori.~ Il suo romore era nulla, e molto meno il grave 107 6| come ella potea così da lei era impedita; ma la sua forza 108 6| dimandavano che ciò fosse. Ma già era stato vietato da me a chi ' 109 6| inganno occupati, dove io era iniqua, pietosa fui reputata; 110 6| riguardando, dolore, sì come era, stimandolo, di ciò che 111 6| la quale da sperare non era giammai; per la qual cosa 112 7| suo, tornato dove ella era, ed essendole detto, prese 113 7| verno venuta negli alberi era da verde vesta ricoperta 114 7| ricoperta in ogni parte; ed era già in ogni luogo quella 115 7| occhio le riguardava. Io era divenuta dell'altrui letizie 116 7| Fortuna trattata come io era. Ohimè! con quanta consolazione 117 7| nella camera nella quale io era, e postasi a sedere, battendole 118 7| conosceva, e che di lui era; e quegli rispose di sì, 119 7| e così come il mio cuore era mutato, così tutte le cose 120 7| ciascuna di queste cose era da fare con più pensato 121 7| la quale per avventura era o sua parente o onestamente 122 7| allegrezza lasci trascorrere.~ Io era sollecita che niuno giorno 123 7| sopra le quali la mia balia era stata accertata lui dovere 124 7| cose sue fossero, e quale era stata la cagione di sì lunga 125 7| conosciuto, però che postumo era, e che le sue cose, degl' 126 7| e che mai più quivi non era dimorato e ora intendeva 127 7| scale cadendo dove io era, tanta forza rimase in tutto 128 7| la dolente balia se così era come avea detto.~ E oltre 129 7| Panfilo, col quale ella era stata in ragionamento, mi 130 8| marini liti, ne' quali essa era usata di ricevere il faticato 131 8| Nelle braccia di Tristano era la morte di sé e della sua 132 8| quella sola medicina che v'era a spegnere il suo dolore, 133 8| figliastro, la quale prima era stata consenziente al suo


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