Numero

 1  3|        tanto uomo. Ma che giova a dire? la lingua pur va dove il
 2  4|        Aristotele, che non si può dire più  di sapienza e di
 3 11| similitudine di quello che io vo’ dire: beato Francesco non per
 4 11|           cose che mal si possono dire in vulgare idioma; pur m’
 5 11|       nome greco, e tanto viene a dire, quanto Facitore. Per aver
 6 11|         che altri legge. Potrebbe dire qui alcuno, che, secondo
 7 11|        dice in versi, e usiamo di dire in nostro vulgare: - Costui
 8 12|          potuto, né arebbe saputo dire in lingua latina e in versi
 9 12|    vantaggiatamente scritte. E, a dire il vero, la virtù di questo
10 12|          il secolo suo era dato a dire in rima; e di gentilezza
11 12|          rima; e di gentilezza di dire in prosa o in versi latini,
12 13|                 13. Cominciossi a dire in rima, secondo scrive
13 13|        uomo che Dante vantaggi in dire in rima. E veramente egli
14 13|       grandezza e la dolcezza del dire suo prudente, sentenzioso
15 13|         senza niuna gentilezza di dire. Scrisse ancora un altro
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