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Clemens PP. XIV
Salutis nostrae

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2. Poiché questa è l’unica via per recuperare la grazia divina e la salvezza da parte di coloro che si sono allontanati dalla legge del Signore, i successori del beato Pietro e della sua autorità non hanno mai avuto nessuna maggior preoccupazione che richiamare tutti a queste fonti di misericordia, promettere ed offrire il perdono ai penitenti ed indurre in tutti i modi alla remissione coloro che si trovano legati ed avviluppati dal male.

Quantunque abbiano dedicato a questo temafondamentale per il benessere eterno degli uomini – l’impegno incessante del loro ministero apostolico, tuttavia hanno voluto scegliere e fissare alcuni periodi di tempo specifici nei quali i peccatori fossero più intensamente stimolati a placare la giustizia divina e a far penitenza – l’unico salvagente possibile dopo il naufragiomossi dalla speranza del perdono e di una più completa riconciliazione; in tali periodi sono offerti a tutti gli abbondanti tesori d’indulgenza affidati ai Pastori. Perciò, affinché nessuna generazione umana fosse privata di questo massimo vantaggio di propiziazione, fissarono che l’Anno Santo del Giubileo, e cioè l’anno del perdono e della grazia, venisse celebrato ogni venticinquesimo anno e che questo rifugio di misericordia venisse inaugurato nella sede stessa della religione. Noi, seguendo a nostra volta questa consuetudine estremamente giovevole, annunciamo opportunamente l’anno che s’avvicina a voi tutti, diletti figli, che siete uniti con Noi e con la Santa Chiesa Cattolica Romana dalla concordia e dalla testimonianza della fede; e vi esortiamo a garantirvi la salvezza delle vostre anime e quegli strumenti che possono procurare la santificazione. Noi vi apriremo tutti i tesori di clemenza e le ricchezze di misericordia che ci sono state affidate dal sangue di Cristo perché le dispensassimo. Mettiamo a vostra disposizione anche l’abbondantissima dovizia di soddisfazioni che derivano dai meriti della beatissima Madre di Dio e degli apostoli, dal sangue dei martiri ed infine da tutti i comportamenti pii di tutti i buoni; sorretti da sussidi così ampi e dalla comunione dei Santi sarà più facile trovare la strada del perdono e della pace. Se siamo uniti grazie alla comunione dei Santi, noi tutti formiamo il corpo unico della Chiesa, che è il corpo di Cristo. Tutti siamo irrigati e vivificati dal suo sangue e ciascuno può essere utile ad ogni altro. Affinché poi divenissero più chiare e più significative del suo amore la grandezza della misericordia e l’infinita forza ed efficacia della sua passione e dei suoi meriti, Egli le volle sovrabbondanti e che le altre parti del corpo mistico potessero inoltre giovarsi vicendevolmente e che a causa della stessa unità derivassero ulteriori favori dal fluire di quella fonte di grazia; in tal modo la benignità del Padre eterno sarebbe mossa alla clemenza verso di noi anche dall’immenso prezzo del sangue del figlio e, per causa sua, dai meriti e dalla virtù dei santi e dalla forza delle preghiere.

Noi vi esortiamo dunque a condividere questa abbondanza d’indulgenze e questi tesori della Chiesa; secondo l’uso dei nostri Predecessori e col consenso dei nostri Venerabili Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa, indiciamo e promulghiamo l’universale e solenne Giubileo dell’Anno Santo, da celebrarsi in questa nostra città santa nel prossimo anno 1775, cominciando dal tramonto della vigilia di quest’anno della Natività di nostro Signore Gesù Cristo e proseguendo per tutto l’anno successivo; questo facciamo con l’autorità di Dio onnipotente, dei beati apostoli Pietro e Paolo e Nostra, a gloria di Dio stesso, ad esaltazione della Chiesa cattolica ed a santificazione di tutto il popolo cristiano.




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