VENERABILI FRATELLI
A quale luttuosa condizione – a causa degl’interni disordini che per molti anni
hanno turbato la Francia – fosse ridotta la Religione Cattolica in quelle
floridissime province è noto non solo all’Europa, ma al mondo intero, e in modo
particolare a voi, Venerabili Fratelli, che siete stati testimoni e partecipi
delle Nostre Apostoliche cure, come prima lo foste di quelle del Nostro
predecessore di felice memoria Pio VI, e sovente con le lagrime agli occhi
avete pregato Dio insieme a Noi a che le vicende della Chiesa ritornassero allo
stato precedente e fossero rimosse calamità tanto gravi.
Coloro che erano animati dall’amore della Religione Cattolica, nascosti e
relegati in quelle vastissime regioni, unendo incessantemente, tra amarezze ed
affanni, le loro lagrime e le preghiere a quelle di tutti i buoni degli altri
Regni, chiedevano ardentemente a Dio di placare il suo sdegno e di allontanare
i flagelli della sua ira.
Noi, già nel tempo in cui governavamo la Chiesa di Imola, e molto di più da
quando, sebbene immeritevoli, fummo collocati su questa cattedra di Pietro a
governare tutta la Chiesa, con quali gemiti non abbiamo pregato che avessero
fine danni tanto gravi della Casa di Dio, perdite così rilevanti di anime che
di giorno in giorno correvano a morte certa!
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