Resta, Venerabili Fratelli, che v’informiamo dei pastori
che sono stati preposti a governare le Diocesi della Francia dopo il loro
ripristino. Riconoscerete che fra essi vi è un numero non esiguo di quei
vigilantissimi pastori i quali, prima della nuova circoscrizione delle Diocesi
e prima dei recenti cambiamenti avvenuti in Francia, conservatisi costantemente
attaccati al centro dell’Unità, cioè a questa Santa Sede, hanno aggiunto con
tanta loro lode (essendone stati pregati da Noi, perché così esigeva il bene
della Chiesa) il volontario sacrificio delle loro Sedi ai più luminosi esempi
di fede, di pazienza, di pastorale vigilanza, di ogni virtù. Troverete inoltre
un grande numero di degni ecclesiastici i quali, chiamati ora per la prima
volta a reggere la Chiesa di Dio, con il lodevole tenore della trascorsa loro
vita (stando a quanto Ci è stato riferito) danno alla Chiesa la fondata fiducia
che saranno ottimi pastori del gregge loro affidato. Troverete infine fra essi
anche alcuni che nei tempi passati, avendo occupato le Sedi Arcivescovili o
Vescovili senza l’istituzione di questa Santa Sede Apostolica non sono stati
nell’Unità della Chiesa e di questa Santa Sede la quale, però, come sapete, non
ha mai cessato con la sua materna carità di richiamarli ai suoi materni
amplessi. Non turbatevi, Venerabili Fratelli. La loro istituzione all’ufficio
di legittimi pastori delle nuove Diocesi che sono state affidate ad essi è
stata preceduta dalla loro riconciliazione con questa Sede Apostolica. Dagli
Atti che presentiamo alla vostra lettura, vedrete che quegli uomini hanno
soddisfatto a questo necessario debito verso la Chiesa. Lo spirito di carità
del quale è accesa la diletta sposa di Cristo ha fatto sì che anche in questo
caso usassimo verso di essi quella benignità di cui (salva la sostanza delle
cose) potevamo servirci affinché un affare tanto importante quanto il
ristabilimento della Religione nelle province così vaste della Francia potesse
giungere in porto e si potesse spegnere un funestissimo scisma. Gli esempi dei
Nostri Predecessori, l’amore della pace, le efficaci premure del Governo dal
quale si è chiesta questa cosa al fine di ristabilire la concordia Ci hanno
indotto ad adottare questa decisione; per quanto fatto siamo pieni di fiducia
in Dio, al quale è nota la purezza della Nostra intenzione e dei Nostri
desideri: perciò non sarà mai che abbiamo a pentirci. Infatti non vogliamo
dubitare che questi pastori che Noi con tanta carità abbiamo abbracciati,
trovandosi legittimamente assisi nelle nuove Sedi per Nostra singolare paterna
benignità, non abbiano ad adempiere ogni loro pastorale dovere nel pascere le
pecore loro affidate, nella santità della dottrina, nell’integrità dei costumi,
nella coltivazione della vigna del Signore, nell’emulare la vigilanza dei loro
fratelli, nella vera unione di fede e di carità con Noi.
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