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Pius PP. VII
Quam luctuosam

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Resta, Venerabili Fratelli, che v’informiamo dei pastori che sono stati preposti a governare le Diocesi della Francia dopo il loro ripristino. Riconoscerete che fra essi vi è un numero non esiguo di quei vigilantissimi pastori i quali, prima della nuova circoscrizione delle Diocesi e prima dei recenti cambiamenti avvenuti in Francia, conservatisi costantemente attaccati al centro dell’Unità, cioè a questa Santa Sede, hanno aggiunto con tanta loro lode (essendone stati pregati da Noi, perché così esigeva il bene della Chiesa) il volontario sacrificio delle loro Sedi ai più luminosi esempi di fede, di pazienza, di pastorale vigilanza, di ogni virtù. Troverete inoltre un grande numero di degni ecclesiastici i quali, chiamati ora per la prima volta a reggere la Chiesa di Dio, con il lodevole tenore della trascorsa loro vita (stando a quanto Ci è stato riferito) danno alla Chiesa la fondata fiducia che saranno ottimi pastori del gregge loro affidato. Troverete infine fra essi anche alcuni che nei tempi passati, avendo occupato le Sedi Arcivescovili o Vescovili senza l’istituzione di questa Santa Sede Apostolica non sono stati nell’Unità della Chiesa e di questa Santa Sede la quale, però, come sapete, non ha mai cessato con la sua materna carità di richiamarli ai suoi materni amplessi. Non turbatevi, Venerabili Fratelli. La loro istituzione all’ufficio di legittimi pastori delle nuove Diocesi che sono state affidate ad essi è stata preceduta dalla loro riconciliazione con questa Sede Apostolica. Dagli Atti che presentiamo alla vostra lettura, vedrete che quegli uomini hanno soddisfatto a questo necessario debito verso la Chiesa. Lo spirito di carità del quale è accesa la diletta sposa di Cristo ha fatto sì che anche in questo caso usassimo verso di essi quella benignità di cui (salva la sostanza delle cose) potevamo servirci affinché un affare tanto importante quanto il ristabilimento della Religione nelle province così vaste della Francia potesse giungere in porto e si potesse spegnere un funestissimo scisma. Gli esempi dei Nostri Predecessori, l’amore della pace, le efficaci premure del Governo dal quale si è chiesta questa cosa al fine di ristabilire la concordia Ci hanno indotto ad adottare questa decisione; per quanto fatto siamo pieni di fiducia in Dio, al quale è nota la purezza della Nostra intenzione e dei Nostri desideri: perciò non sarà mai che abbiamo a pentirci. Infatti non vogliamo dubitare che questi pastori che Noi con tanta carità abbiamo abbracciati, trovandosi legittimamente assisi nelle nuove Sedi per Nostra singolare paterna benignità, non abbiano ad adempiere ogni loro pastorale dovere nel pascere le pecore loro affidate, nella santità della dottrina, nell’integrità dei costumi, nella coltivazione della vigna del Signore, nell’emulare la vigilanza dei loro fratelli, nella vera unione di fede e di carità con Noi.




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