Ma Voi comprendete benissimo che il compimento di opere e
beni così grandi quali sono quelli che abbiamo esposti fin qui, e per il
conseguimento dei quali siamo accesi di tanto desiderio, dipende da Dio
(infatti "se il Signore non edifica la casa, inutilmente si affaticano
coloro che la costruiscono") abbiamo deciso di rivolgerci a Lui in
umiltà di spirito e in contrizione di cuore, e di unire le Nostre preghiere
alle vostre e a quelle della Chiesa per impetrare che, mentre ringraziamo Dio
d’aver fatto la grazia di piantare nuovamente la vigna del Signore in così
fertile suolo (e questo è stato un beneficio grandissimo) aggiunga anche
l’altra che la stessa vigna, innaffiata superiormente dal cielo con la rugiada
della sua Divina grazia, metta profonde radici, cresca e fruttifichi nella casa
di Lui, dal quale soltanto può chiedersi ciò. Perché "né chi pianta né
chi innaffia vale alcunché, ma chi fa crescere è Dio".
A Lui dunque andiamo, Venerabili Fratelli, con piena fiducia; da Lui
imploriamo la consolazione e il completo gaudio; a Lui chiediamo insomma che
"compia Egli stesso la buona opera che ha cominciato".
Pertanto, al fine di ringraziare Dio del ristabilimento della Religione
Cattolica in Francia, per impetrare che in un affare così grande i Nostri voti
vengano pienamente appagati, per implorare il Divino aiuto per le presenti
necessità della Chiesa, Noi apriremo i tesori della Chiesa stessa, e come
abbiamo fatto in Francia per mezzo del Nostro Cardinale Legato a latere, così
anche qui per mezzo del Nostro Cardinale Vicario pubblicheremo un Giubileo e
prescriveremo le cose che dovranno praticarsi per conseguirlo.
PIO
PP. VII
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