Il Nostro potere temporale si era ridotto ad un
vano simulacro in quest’alma città e nelle province vicine; nelle floridissime
province di Urbino, della Marca e di Camerino in questo periodo Ci è stato
interamente sottratto; a tale manifesta e sacrilega usurpazione di tanti Stati
della Chiesa non abbiamo mancato di opporre una protesta solenne in modo di
premunire i Nostri carissimi sudditi contro le seduzioni di un governo ingiusto
ed illegittimo; in questo senso abbiamo dato istruzione anche ai Nostri
Venerabili Fratelli Vescovi in quelle province.
Lo stesso Governo quanto durò ancora? Quanto non si affrettò a corroborare
con i fatti e a rendere palese ciò che in quella istruzione Noi avevamo
indicato dovesse temersi per la Religione?
L’occupazione e lo smembramento del patrimonio di Gesù Cristo, l’abolizione
delle comunità religiose, la cacciata dai chiostri delle vergini consacrate, la
profanazione dei templi, lo sfrenamento di ogni licenza, il disprezzo della
disciplina ecclesiastica e dei sacri canoni, la promulgazione di Codici e di
leggi contrari non soltanto ai sacri canoni ma agli stessi precetti del Vangelo
ed al diritto divino, l’abbattimento e la vessazione del clero, la soggezione
del sacro potere dei Vescovi alla potestà laica, le violenze in molti modi
inferte alle loro coscienze, infine la loro violenta cacciata dalle loro
cattedre, la deportazione ed altri attentati di analogo genere, nefasti e
sacrileghi, contro la libertà, l’immunità e la dottrina della Chiesa, furono
improvvisamente introdotti nelle Nostre province come già in precedenza era
accaduto altrove, allorché vennero in potere di quel Governo. Questi furono gli
splendidi pegni, queste le realizzazioni degne d’un monumento di quel mirabile
atteggiamento contro la Religione Cattolica, che tuttora comunque si continua a
vantare e promettere.
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