Atto, Scena
1 1, 1| non ha potuto impetrare grazia ch'io non vada, e insomma
2 1, 1| per voi, cioè, tenermi in grazia della mia cara Ardelia,
3 1, 4| eredità paterna e della sua grazia insieme.~ ~SILVIA– A ogni
4 2, 3| balordo.~ ~SIMPLICIA– Di grazia, ma perché non volete voi
5 2, 5| che poss'io perdere la grazia del mio padrone e la tua
6 2, 5| conservami nella tua buona grazia e non mi dar più tanta passione.
7 3, 2| altra volta.~ ~FARINELLA– Di grazia, ditemelo adesso.~ ~ARDELIA–
8 3, 2| Lelio, se vuoi starmi in grazia.~ ~FARINELLA– Eh, Signora,
9 3, 2| l'onestà.~ ~ARDELIA– Di grazia, fatti in qua, ch'io ti
10 3, 2| quello ch'io mi faccia. Di grazia, abbimi compassione, cara
11 3, 4| Signor Lelio mio, quanta grazia mi concede oggi il Cielo,
12 4, 2| ZENOBIO– Non ti turbare, di grazia, Farinella galante, perché
13 4, 2| ZENOBIO– Pigliali, di grazia, e piglia ancora queste
14 4, 2| modo.~ ~FARINELLA– E di grazia, Messere, non mi trattenete
15 5, 1| alla mia presenza, avrà di grazia di fare a modo mio. Or che
16 5, 3| state a replicare altro, di grazia, ma quanto prima concludemo
17 5, 3| contentate.~ ~ARDELIA– Sì, di grazia, Signor Flavio, accioché,
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