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Giulio Cesare Croce
La Farinella

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abban-disco | discr-noto | nova-spesa | spese-zoven

                                                grassetto = Testo principale
     Atto,  Scena                               grigio = Testo di commento
1502 4, 3| non tocca a me a farti le spese; sì che fa' quello che ti 1503 pro | stratagemme, nobilissimi spettatori, le quali succedono in amore, 1504 4, 3| su la pietra, ch'ella si spezza; però io non voglio abbandonare 1505 4, 3| spalle.~ ~GIANETTINA– Ti spiccarò ben anco il naso con i denti. 1506 3, 2| Tu m'hai fatto una gran spiegata di parole sopra questo fatto; 1507 3, 4| ogni mio bene? E tu, onda spietata, perché m'hai così ingordamente 1508 1, 6| della trippa.~ ~BURASCA– Ah spionaccio, tu mi vai a far la querella, 1509 3, 4| dolente, come in tal caso non spiri? O cieli, o terra, o crudeli 1510 pro | Questa dunque che ora questi Spiriti sono in procinto per rappresentarvi, 1511 3, 4| dapoi che per me più non splende il sole e che la luna ha 1512 3, 4| parimente questa terrena spoglia, acciò ch'io quanto prima 1513 3, 4| e che morte cruda m'ha spogliata d'ogni mio bene, che debbo 1514 1, 6| STRAMAZZO– E ti no me de quei spontù in ti costi.~ ~BURASCA– 1515 2, 5| massaraccia, guataraccia, sporca, unta, bisunta, lordaccia, 1516 4, 1| Signor Lelio e io, esso sposando la Signora Ardelia e io 1517 2, 1| che egli tornasse a casa e sposare costei, che se bene ella 1518 5, 1| amori, e m'ha promesso di sposarmi e farmi padrona di casa, 1519 5, 3| Entrate dentro, signori sposi, che noi vi seguiremo di 1520 2, 1| ha moneta in cassa viene sprezzato da tutti: ché la povertà 1521 2, 2| servitore; e so ch'ella non lo sprezzerà, perché ella mi vuol bene, 1522 4, 2| l'assalto. Ah, Zenobio, sta' in cervello adesso che ti 1523 1, 2| animo sempre sono ferme e stabili.~ ~ZENOBIOOrsù dunque, 1524 1, 3| mo a no mo dof la se staga. Quest'è mo el chias.~ ~ 1525 | starai 1526 5, 3| comincia apparir l'alba, e staremo tanto qui, che si farà giorno 1527 3, 2| il Signor Lelio, se vuoi starmi in grazia.~ ~FARINELLA– 1528 1, 6| Oh, che vecch maledet è stat quel, me l'hal mo cargada! 1529 1, 3| mostaz, biond, exì de bona statura, gne alt, gne bas; un bel 1530 | stava 1531 | stavate 1532 | stavo 1533 1, 3| casa, insegnemela, e no me ste più a trattegnì chilò.~ ~ 1534 | stesse 1535 | stesso 1536 | stiano 1537 2, 5| quel sasso, perché egli è stizzoso, come un serpente. Orsù, 1538 1, 1| BURASCAPiano con quelle stoccate, il mio signore. Orsù, Signor 1539 5, 3| sia Gianettina, che m'ha storpiato di questa spalla e mi ha 1540 1, 6| render.~ ~BURASCA– Non mi stracciare il collare.~ ~STRAMAZZO– 1541 1, 4| quanta forza hanno li suoi strali.~ ~ARDELIA– Se lo sapete 1542 1, 3| dava sto carlì, ol pover Stramaz s'era stramazat per negot. 1543 1, 3| ol pover Stramaz s'era stramazat per negot. O vecch maladet, 1544 1, 6| sangu del diavol, a te voi strangolà.~ ~BURASCAFermati, fermati, 1545 1, 1| furfante. Aver ardimento di strappazzare un gentil'uomo par mio con 1546 1, 1| bene, e non voglio essere strappazzato da nessuno; e se bene costui 1547 2, 4| che mi sia fatto qualche stravaganza alla casa, perché da questi 1548 4, 3| cantato la girometta nella streglia?.~ ~BURASCA– Io non parlo 1549 5, 3| pare già di sentire un gran strepito per casa; orsù, la rasa 1550 4, 3| è di cera, che per te si strugge e consuma.~ ~GIANETTINA– 1551 1, 6| Vat mo fidati de negù a stu mond. Mo ol me par de vedì 1552 1, 3| che 'l dis che 'l va a studià a Padova, m'ha vedut ch' 1553 1, 1| appresentando d'ora in ora, né succedeva accidente alcuno che non 1554 pro | nobilissimi spettatori, le quali succedono in amore, e di queste già 1555 4, 3| da stalla, che puzzi di succidumo discosto cinquanta miglia. 1556 4, 3| ha fatto venire tutta in sudore, e volea trattenermi qui 1557 3, 1| ché, non avendoti potuto svegliare, si deve essere rissoluto 1558 pro | sospiri, singulti, tradimenti, sventure, armi, violenze, furore, 1559 5, 3| bella festa, e restarete svergognato a fatto.~ ~FLAVIOOrsù, 1560 1, 6| STRAMAZZO– E , che't penset de ?~ ~BURASCA– 1561 | tali 1562 3, 4| ha fatto piegare il legno talmente, ch'egli s'è roversato, 1563 1, 1| e farò a lei sempre; che tantosto che saranno finiti questi 1564 5, 3| cercato per tutto; e mentre io tapinava per il mondo, e voi stavate 1565 1, 3| parea che la stesse molto tardi ad arrivare.~ ~STRAMAZZO– 1566 3, 3| tanto bene che non siamo tassate dell'onore, e a desso, come 1567 1, 2| come si suol dire, la mia tavola è corta per lei.~ ~PANCRAZIO– 1568 4, 3| conto ch'io sia par tuo. Te', piglia questa.~ ~BURASCA– 1569 4, 3| tu lecchi le pignatte e i tegami di cucina, e non lui, e 1570 4, 2| disonore.~ ~ZENOBIO– Non temer di questo, ch'io sono il 1571 2, 6| conto del Signor Lelio io temo di qualche stratagemma e 1572 4, 3| ho sempre udito dire, che tentare non nocet, e ch'audaces 1573 5, 3| fallo, che sete vecchio e tenuto in tanta riputazione in 1574 1, 2| tornare, non passerà il termine, e forsi ch' 'l vecchio 1575 1, 2| è andato con quei debiti termini che devono andare tutti 1576 5, 3| in quest'abito ognuno mi terrebbe per il garzon del fornaio 1577 3, 4| tolga a me parimente questa terrena spoglia, acciò ch'io quanto 1578 3 | ATTO TERZO~ ~ 1579 3, 4| ingordamente rubbato il mio caro tesoro? O Lelio mio dolcissimo, 1580 5, 1| da fare e servirete per testimonio in simil negozio.~ ~FLAVIO– 1581 1, 4| questo, perché il padre lo tien troppo al segno, e se sapesse 1582 2, 5| non lo voglio altramente; tienlo pur per te.~ ~CHIAPPINO– 1583 4, 3| donne' qui su la strada. Tira via e va' alle forche.~ ~ 1584 1, 6| STRAMAZZO– E ti no me tirà per i bragù.~ ~BURASCA– 1585 5, 3| ribalda, tu gli volevi tirar in casa, eh? Ma s'io piglio 1586 4, 2| l'uscio piano piano e vi tirarò dentro, e ivi potrete discorrere 1587 2, 7| punto Messer Pancrazio. Tiratevi da banda e lassatemi negoziare 1588 3, 4| acqua con rapido corso lo tirava giù, disse queste parole: « 1589 2, 7| pur operare a me, che io tirerò bene a buon fine questo 1590 3, 3| inviolabil fede; oh che galante tiro è stato questo, poi che 1591 1, 6| ch'a i ho fat. Mo a me voi dessot, perqué a no quel 1592 2, 5| dunque la pace insieme; su, toccami la mano.~ ~CHIAPPINO– Io 1593 5, 3| ARDELIA– Non mi curo di toccare la mano a quel fornaio io, 1594 5, 3| per nuora e per figliuola. Toccatemi la mano e che si dia principio 1595 5, 3| PANCRAZIOOrsù dunque, toccatevi novamente la mano; il negozio 1596 5, 3| spalla alta e una bassa mi toglie per il gobbo di Rialto. 1597 3, 4| Venghi dunque la morte e tolga a me parimente questa terrena 1598 2, 3| in casa, e preparare una tonica, e 'l grembiale, e la scuffia 1599 2, 2| vergot. Hosù pur, a voi tornà in gabella a vedì s'ol ghe 1600 3, 1| Oh, che goffo è costui: tornar indietro in cambio d'andare 1601 4, 2| se bene il Signor Lelio tornarà, non gli sarà grave avere 1602 3, 3| questa bella fanciulla, ch'io tornarei giovinetto. Oh, la mi piace, 1603 3, 1| vedere che nuova vi è. Poi tornarò a casa, che presto sarà 1604 5, 3| di cavalcare innanzi, voi tornasti indietro per venire a fare 1605 3, 4| alla piazza, e tu intanto tornatene in casa, e com'ella è tornata, 1606 2, 5| padrone m'ha incontrato ch'io tornavo di quel servizio dove esso 1607 2, 5| pace è fatta. Or quando tornerai più a vedermi?~ ~CHIAPPINO 1608 4, 3| pensando. Ma con che animo tornerò innanzi al vecchio e che 1609 4, 3| GIANETTINAAspetta com'io torno dal pozzo da pigliar acqua, 1610 2, 5| il buffone, che non v’è torta, e va su le fune, frasca 1611 | tra 1612 4, 2| son pur stato tanto su la traccia per conto di quella serva, 1613 pro | lagrime, sospiri, singulti, tradimenti, sventure, armi, violenze, 1614 2, 6| ogni cosa. Oh, che fachino traditore! Ei mi menava certi pugna, 1615 1, 6| ch'a l'ho buttat via. Ah, traditur, assassì, ti m'ha dat questa 1616 pro | come per lo contrario la Tragedia è un abbracciamento della 1617 2, 2| unte e grasse, onde gli traluce la pelle come tanti specchi. 1618 3, 4| Ohimè, tu mi fai tutta tramutare a dirmi tal cose. E quando 1619 pro | soggetto è molto esemplare, ne trarrete insieme grandissimo piacere. 1620 5, 3| attaccati insieme, ella mi si è tratta con i denti e m'ha tirato 1621 1, 3| insegnemela, e no me ste più a trattegnì chilò.~ ~ZENOBIOOrsù, 1622 3, 3| via.~ ~ZENOBIO– Io non ti trattengo qua per mal nessuno.~ ~FARINELLA– 1623 3, 2| galante, ch'io vi servissi per trattenimento in questo vostro amore! 1624 3, 4| mondo fallace, come ne tratti noi miseri mortali? Deh, 1625 5, 3| partite, ché saremo qui in un tratto ambidui.~ ~LELIOOrsù, 1626 2, 6| io sono ancora un poco travagliato, però io voglio andare a 1627 3, 1| la strada dissotto, che traversa quei campi, e mette capo 1628 3, 4| singolar patrona. Ecco qua le treccie posticcie, ecco qua la viril 1629 1, 3| Marforio.~ ~ZENOBIO– O tu sei treppeggiotto, or dimmi, che cosa vai 1630 1, 6| cortel alla volta della trippa.~ ~BURASCA– Ah spionaccio, 1631 1, 2| sarà posto indosso la più trista camicia che voi abbiate 1632 pro | tosto a porgere mestizia e tristezza a chi le mira. Questa dunque 1633 3, 3| femine siamo soggette a mille tristi accidenti; se non fusse 1634 1, 3| Ardelia. Ah Lelio, Lelio, io troncarò ben io questi vostri amori, 1635 5, 1| quello ch'io sono, e esso trovandosi in quel abito alla mia presenza, 1636 1, 1| sento affanno, quanto che, trovandovi voi innamorato della Signora 1637 1, 2| opponessero quanti Zenobi si trovano al mondo. E però io lascierò 1638 2, 7| pregato a volere far opera di trovargliene una, voi andarete a stare 1639 4, 2| tornasse dallo Studio e mi trovasse in casa vostra, mi cacciarebbe 1640 1, 1| nostra, ma pur vorrei che noi trovassimo qualche modo e strada da 1641 5, 1| Pancrazio sarà più che contento. Trovatevi pur voi qua a l'ora ch'io 1642 5, 3| giocondità sarà la tua quando ti troverai così bella fanciulla a lato! 1643 1, 4| ciò fusse vero, quanto mi troverei contenta! Ma esso non vorrà 1644 3, 3| e tanto m'ingegnarò, che troverò la casa; e come io l'averò 1645 4, 2| andate.~ ~ZENOBIO– Non ti turbare, di grazia, Farinella galante, 1646 1, 4| tornare, perché egli è troppo ubbidiente al padre.~ ~SILVIATornerà 1647 5, 3| e sarò sempre parata ad ubidirlo, non come nuora, ma come 1648 5, 1| ritroviate qui d'intorno, e, udendoci gridare insieme, verrete 1649 3, 3| io non voglio più darvi udienza. Mi raccomando, il mio vecchietto 1650 1, 1| resoluzione è questa, né vuole udire più parole da nissuno.~ ~ 1651 4, 3| essere amato da costei. Uh, dàlli dàlli a bernardone!~ ~ 1652 5, 3| Scena terza e ultima. Messer Zenobio, Farinella 1653 1, 1| quale con il suo vago e sopr'uman sembiante mi solea dar spirito 1654 1, 4| tanto, che non v'è lingua umana che potesse narrarlo. Ma 1655 3, 4| e che sempre sarà vostra umilissima servitrice, e in somma eccovi 1656 5, 3| trionfi, ché ancor io mi potrò ungere fino alli gombiti. Ma chi 1657 2, 5| massaraccia, guataraccia, sporca, unta, bisunta, lordaccia, puzzolente; 1658 2, 2| scudelle, che le tiene sempre unte e grasse, onde gli traluce 1659 1, 3| vu so pader, insegnem l'us dof a sté, che a ghe voi 1660 2, 1| altre belle paroline, come s'usa tra gli amanti innamorati. 1661 5, 3| onestà e modestia, che deve usare un vero gentil'uomo par 1662 1, 2| non so ch'esso mai abbi usato alcuna insolenza alla casa 1663 4, 2| Zenobio, che voi vi lasciate uscir di bocca? Non vi vergognate 1664 4, 2| stare alla finestra, e sono uscita fuori per fargli la burla, 1665 5, 2| venir sera, e perché non son uso a stare fuora da quest'ora, 1666 1, 4| anzi mi più danno che utile perché, essendo io povera, 1667 2, 5| frasca che sei.~ ~CHIAPPINOVacci tu su le fune, massaraccia, 1668 5, 3| voglio far lucere il pelo. E vadino in chiasso tutti gl'innamorati, 1669 1, 3| domandé per , e vel dirò: a vag cercand la casa d'un Messir 1670 3, 4| ritorna a casa; oh, come è vaga, e quanto camina ella leggiadramente 1671 1, 1| desidera che vi fate un valent'uomo, anzi, se fosse possibile, 1672 1, 3| della porta a portà una valis a un zentil'om'; m'ha dat 1673 1, 2| perché i beni della fortuna vanno e vengono, ma le doti dell' 1674 3, 1| incominciaro a salire certi vapori al capo, ch'io fui forzato 1675 pro | PROLOGO~ ~Varii e diversi sono gli accidenti 1676 3, 2| voi, che veramente sete un vaso di grazie e di virtù, e 1677 1, 6| me l'hal mo cargada! Vat mo fidati de negù a stu 1678 3, 3| vecchietto da bene.~ ~ZENOBIOVatene in bon'ora. Che domin può 1679 4, 3| Poltrone, gaglioffo, insolente, vatti, domestica con i pari tuoi 1680 5, 2| andarmene a letto. Oh, povera vecchiaia, io so che tu vieni con 1681 4, 2| fosse innamorato in sua vecchiezza? In fine si vede ch'amore 1682 3, 4| ha preso la conocchia in vece della spada, per venire 1683 4, 2| scoprire l'error suo. Come farà vedendosi scoperto a non fare a modo 1684 2, 5| di passare per di qua per vederla e donargli questo mazzetto 1685 3, 4| FARINELLAFate conto di vederlo, mentre mirate me.~ ~ARDELIA– 1686 4, 3| GIANETTINA– Quando io ti vederò consumato del tutto, allora 1687 1, 4| in casa perché se esso mi vedesse qui fuori, mi riprenderebbe 1688 5, 3| che tu facci pace seco; vedilo che esso vien qua innanzi 1689 per | Simplicia~ ~Madonna Simplicia vedova~ ~Chiappino ragazzo del 1690 1, 6| vedrai.~ ~STRAMAZZOMo ti el vedrà an ti.~ ~BURASCAPigliati 1691 1, 4| presto che voi non pensate lo vedrete qui, né posso credere ch' 1692 4, 2| troppo da bene, e s'io fussi veduta ragionar con voi, io non 1693 1, 3| da simil prattica. Ma io veggo venire in qua uno, che all' 1694 1, 6| vieni.~ ~STRAMAZZO– A vegnut per sta strada; perqué?~ ~ 1695 | vel 1696 pro | spargimento di sangue, veleni, incendi, sbranamenti di 1697 | veniamo 1698 | veniste 1699 | veniva 1700 | venivi 1701 | venne 1702 2, 1| verranno ad essere circa venti millia scudi, di modo che, 1703 4, 3| la correggia e ti darei venticinque correggiate; mira che mi 1704 3, 1| letto e fare un sonetto di ventiquattr'ore, e quando mi son svegliato, 1705 2, 2| sì, a Dio. El va che 'l vento il porta; orsù, io mi son 1706 1, 2| vero; pur la virtù è la vera dote dell'uomo, perché i 1707 4, 2| vituperosamente, onde sarebbe vergogna a voi, e a me infamia e 1708 4, 2| lasciate uscir di bocca? Non vi vergognate in questa età di parlar 1709 4, 3| sei, se non fusse ch'io mi vergogno a pormi con una frasca par 1710 2, 2| testimoni; mo al no gh'ira mo vergù oter che nu dù, a tal ch' 1711 | verrai 1712 | verranno 1713 | verrete 1714 1, 5| che mi presti uno dei suoi vestimenti, e quanto prima andar a 1715 4, 2| miglior abito che sia si è vestirsi da matrona, perché la gente 1716 4, 2| quell'ora.~ ~FARINELLAVestitevi dunque da fornaio, e sarà 1717 1, 5| da Madonna Simplicia mia vicina che mi presti uno dei suoi 1718 3, 4| e lo sommerse, e non si vidde più. Io ve l'ho detto al 1719 4, 3| pugna; e eccomi all'ordine, vientene via.~ ~BURASCA– Oh, il Cielo 1720 4, 1| quello ch'ei vuole, non potrà vietare ch'Ardelia non sia di Lelio, 1721 4, 2| altro. Pur, per non esser villana verso di voi, voglio darvi 1722 3, 2| quel core tanto aspro e villano ch'a un sguardo solo de' 1723 pro | tradimenti, sventure, armi, violenze, furore, rovine, desolazion 1724 1, 6| carghi in spalla; mo di' ol vira: ti no cerchi se savì vergot 1725 3, 4| treccie posticcie, ecco qua la viril faccia, e in somma ecco 1726 3, 4| uomo, tanto ha ella del virile.~ ~FARINELLA– Il Ciel vi 1727 1, 2| nata di buon sangue, ed è virtuosa e costumata.~ ~ZENOBIO– 1728 4, 2| vostra, mi cacciarebbe fuori vituperosamente, onde sarebbe vergogna a 1729 4, 2| sempre per voi sin ch'io sarò viva, e gran mercè a voi; il 1730 1, 1| sarà possibile ch'io possa vivere lontano da colei, la quale 1731 4, 3| sentito gridare, e mi pare la voce di Gianettina. Oh , chi 1732 | vogliamo 1733 5, 3| padrone, non sono genti che mi voglino isviare, no. Egli è il garzon 1734 1, 6| coltello.~ ~STRAMAZZO– Ti me vol co' un cortel? Mo aspetta 1735 | volea 1736 3, 4| d'uomini e di cavalli, e volendosi movere un cavallo da una 1737 3, 2| FARINELLA– Questo farò più che volentieri, e mi rincresce che 'l Signor 1738 | volerla 1739 | volevate 1740 | volevi 1741 1, 6| giustizia pur; con diavol volim con un cortel alla volta 1742 5, 1| FLAVIO– A Dio, Signor Lelio, volsi dire Farinella galante. 1743 1, 4| Signor Lelio m'ama, tutti voltan piede in altra parte, perché 1744 1, 6| sei.~ ~STRAMAZZO– A da Voltolina, mo a servi ilò a la gabella 1745 1, 2| consenso, glie l'avesse voluta concedere.~ ~ZENOBIO– Glie 1746 | voluto 1747 1, 1| fate quello per me che vorresti ch'io facessi per voi, cioè, 1748 | vorrò 1749 2, 2| a tal ch'a pens ch'a n'a vrò fat vergot. Hosù pur, a 1750 1, 3| STRAMAZZOPerqué, che vulìf sauì vu i fat me?~ ~ZENOBIO– 1751 2, 2| fachino.~ ~STRAMAZZO– Che cosa vuot mo an ti? Di'.~ ~CHIAPPINO– 1752 1, 2| vi si opponessero quanti Zenobi si trovano al mondo. E però 1753 2, 2| dissi a mi che questa ira la zornada de i mat o de imbriaghi? 1754 1, 3| arecomand, cancher, se quel zoven no me dava sto carlì, ol


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