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| Giulio Cesare Croce La Farinella IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena prima. Messer Zenobio solo.
ZENOBIO– Io ho letto la lettera e ho inteso quanto scrive Lelio ad Ardelia e come la prega a portarsi in pazienza fin al suo ritorno, che subito ch'esso avrà finito di studiare, non mancherà di fare quel tanto che lui gl'ha promesso, e molte altre belle paroline, come s'usa tra gli amanti innamorati. Ma certo egli s'inganna, perché io già ho fatto pratica per dargli moglie, quale è una figliola d'un mercante luchese, la quale averà di dote diece millia scudi e più; a tale che faranno altro che mille e ducento, come ha questa sua Signora Ardelia; e costei è poi erede del padre, dove che verranno ad essere circa venti millia scudi, di modo che, con il patrimonio ch'io gli lasciarò, e queste facoltà, Lelio verrà ad esser uno de' primi di questa città per ricchezza, e ancora per nobiltà. E però Messer Pancrazio può ben maritare sua figliuola ad altri, senza avere speranza alcuna in mio figliuolo, perché ogni suo dissegno gli andarà fallato: oh, questa è stata la buona cosa per me a essere dato in quel balordo di Stramazzo, perché questa lettera sarà causa che quanto prima io cercarò di tirare a fine questo negozio. Io voglio andare a casa a scrivere la lettera a Lucca e quanto si può più presto dare rissoluzione a questa cosa, che io non vorrei che Lelio si rissolvesse di non volere studiare, e che egli tornasse a casa e sposare costei, che se bene ella è di buon sangue, questo non basta, perché da questi tempi chi non ha moneta in cassa viene sprezzato da tutti: ché la povertà è un brutto mostro da vedere, però bisogna fuggirla a più non posso. Orsù, io non voglio più stare a perdere tempo, perché la posta si vuol partire; io andarò a scrivere la lettera e mandarla via quanto prima; perché non bisogna dormire sopra questo negozio, che la cosa importa troppo. A fè, Ardelia, tu non mi verrai in casa a tutto mio potere. Ma io veggio Stramazzo, che mi ha dato la lettera; io mi voglio retirare, che non mi veda, che la cosa non si scoprisse, perché ei si crede aver dato la lettera a Messer Pancrazio, e l'ha data a me.
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