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| Giulio Cesare Croce La Farinella IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena quarta. Messer Pancrazio solo.
PANCRAZIO– Io pregai a gli giorni passati il Signor Flavio che se esso avesse saputo una qualche fantesca da comodarsi a patrone, che mi favorisce d'inviarmela, perché son senza moglie, e la serva ch'io avea se n'è gita, e ho Ardelia mia figliuola la quale sta sola e brama compagnia, e poi non sta bene che una giovane, com'è quella, stia sola in casa per più rispetti. Però io voglio andare verso la piazza, che forse io lo trovarò al ridutto de gentil'uomini, che questa a punto è ora che vi siano, e come avrò questa servente starò poi più sicuro del onor mio e andarò fuori di casa con manco dubbio che mi sia fatto qualche stravaganza alla casa, perché da questi tempi non vi mancano de gli insolenti al mondo, che portano poco rispetto a i cittadini, e loro pare avere fatto l'impresa di Costantinopoli quando hanno levato l'onore e la fama a un uomo da bene. Orsù, il mondo camina così al tempo d'adesso, e però bisogna aprire ben gli occhi. Orsù, io vado.
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