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| Giulio Cesare Croce La Farinella IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena prima. Signor Flavio solo.
FLAVIO– Io non so quello che s'avrà fatto il Signor Lelio; crederò bene ch'ei si sarà scoperto con la Signora Ardelia, e ch'essi avranno dato principio alle loro contentezze. Oh, quando il vecchio saprà il fatto, che cosa dirà egli mai? So ch'egli braverà, ma, facci quello ch'ei vuole, non potrà vietare ch'Ardelia non sia di Lelio, né manco lo può privare per simil conto, essendo ella figliuola d'un gentil'uomo nobile, se ben ora si trova in bassa fortuna. Oh, quanto ho caro d'aver servito l'amico! Voglio andar ancor io a ritrovare la Signora Silvia, ch'io non vorrei però perdermi tanto ne i fatti d'altri, che mi scordassi gli miei, perché ho dato ordine di parlar seco, e vedere di tirare a fine il nostro negozio; e già la madre si contenta di darmela, a tale che faremo le nozze ambi dua in un istesso tempo, cioè il Signor Lelio e io, esso sposando la Signora Ardelia e io la Signora Silvia. Oh, che belle feste s'hanno da fare! Ma io vedo venire in qua Messer Zenobio, o è molto attilato. Che cosa sarà questa? Io voglio andarmene innanzi ch'egli mi veda, perché so ch'egli ha un poco d'ombra verso di me per conto del Signor Lelio e mi potrebbe dire qualche cosa, che non fusse a proposito mio, e però voglio cercare di schivare i rumori fin ch'io posso. Non mancherà mai tempo di gridare. Io voglio voltare per di qua.
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