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Giulio Cesare Croce
La Farinella

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  • ATTO QUINTO
    • Scena prima. Flavio e Lelio.
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ATTO QUINTO

 

Scena prima. Flavio e Lelio.

 

FLAVIO– Io ho parlato con la madre della Signora Silvia e ho concluso seco quanto si deve, cioè ch'ella sia mia moglie, e la madre si contenta, con sommo gaudio della figliuola, né altro più ci resta a fare che le nozze. Ma innanzi ch'io venghi a questo, vorrei ancor che 'l Signor Lelio concludesse di far le sue; e a punto mi son partito di casa, per intendere quanto è successo fra esso e la Signora Ardelia, perché mi pare ch'essi abbino avuto grandissima commodità di negoziare il fatto fra di loro. Ma eccolo qua: forsi mi deve aver veduto dalla finestra, e mi viene incontro. Io saprò qualche cosa del certo.

 

LELIO– A Dio, Signor Flavio.

 

FLAVIO– A Dio, Signor Lelio, volsi dire Farinella galante. Come state, e come passa il vostro negozio?

 

LELIOBenissimo, Signor mio. Voi dovete sapere che mio padre mi ha veduto, e credendomi femina s'è inamorato di me, e questa sera ho dato ordine ch'esso venghi alle quattr'ore in abito di fornaio, che io gli aprirò l'uscio, e che trattaremo insieme de i nostri amori, e m'ha promesso di sposarmi e farmi padrona di casa, e mill'altre balorderie, secondo il poco cervello ch'egli ha. Ma lo voglio chiarire del certo, venghi pur via, e mi sono scoperto con Ardelia, e siamo d'accordo, e già ci siamo data la mano, sì che fra noi la cosa è conclusa; e però con l'occasione di tirare il vecchio questa sera in casa, mi scoprirò a lui per quello ch'io sono, e esso trovandosi in quel abito alla mia presenza, avrà di grazia di fare a modo mio. Or che ne dite?

 

FLAVIO– O buono, o buono, a ; oh, la verrà pur bene!

 

LELIO– Tutto quello, che io voglio da voi si è che questa sera alle quattr'ore vi ritroviate qui d'intorno, e, udendoci gridare insieme, verrete innanzi e sarete presente a quanto s'ha da fare e servirete per testimonio in simil negozio.

 

FLAVIO– Ma che dirà Messer Pancrazio di questo?

 

LELIOMesser Pancrazio sarà più che contento. Trovatevi pur voi qua a l'ora ch'io v'ho detto.

 

FLAVIOOrsù, io anderò dunque fino a casa a pigliar la mia lanterna e il mio mantello dalla notte, e a l'ora impostami sarò qua. A Dio.

 

LELIO– A Dio. Orsù io voglio tornare in casa, ché non può fare che Messer Pancrazio non venghi, perché ormai è sera e vuol cenar presto, e come ha cenato ei se ne va a dormire, e così avrò commodo di fare il fatto mio con il vecchio. Oh che burla, oh che burla!

 

 




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