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Giulio Cesare Croce
La Farinella

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  • ATTO QUINTO
    • Scena seconda. Messer Pancrazio solo.
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Scena seconda. Messer Pancrazio solo.

 

PANCRAZIO– Io son stato tanto a ragionare con Messer Demetrio mio compare, ch'io ho fatto venir sera, e perché non son uso a stare fuora da quest'ora, par che quest'aria m'abbi fatto venire un poco di catarro. Però me ne voglio gire a casa e cenare quanto prima e andarmene a letto. Oh, povera vecchiaia, io so che tu vieni con tutti i diffetti. Io mi ricordo quando io ero giovane, che non m'avriano fatto male le saette, e adesso ogni poco di cosa mi noce. Orsù pur, pazienza, il mondo va così. Io voglio entrare dentro, ché quanto più io sto qui fuori, tanto più sto peggio; io non so se ho la chiave della porta adosso. Ma l'uscio è aperto, mi dénno forsi aver veduto da stare al balcone, e hanno tirato la corda, tal che io non avrò briga d'aprirlo. Ohimè il catarro! Dentro dentro, oh che aria fredda!

 

 




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