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| Giulio Cesare Croce La Farinella IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena quinta. Flavio solo.
FLAVIO– Io ho pur tanto martellato nel capo al Signor Lelio, ch'io l'ho fatto tornare indietro e l'ho occultato in casa d'un mio amico, fin tanto ch'io abbia trovato un vestimento da donna, perché io voglio farlo vestire in abito da fantesca, e porlo a stare in casa di Messer Pancrazio, perché l'altro giorno mi disse ch'egli aveva bisogno d'una serva, non tanto per servizio di casa, quanto per compagnia della Signora Ardelia sua figliola, la quale è sola in casa; e se questa non sarà buona compagnia, suo danno. Io poi, per poter condurlo dentro, ho fatto imbriacare il suo servitore, il quale forsi deve ancora dormire, perché ronfeggiava come un porco, e ho lasciato ordine all'oste che, come sarà svegliato, gli dica che 'l suo padrone è cavalcato innanzi, acciò che seguendolo non torni così presto indietro a disturbare i nostri negozi. Oh, che bella invenzione sarà questa, che, se bene il vecchio l'incontrerà, non lo conoscerà. Essendo in abito femminile e sbarbato com'egli è, non si penseria mai ch'esso avesse trovato tale astuzia. Orsù, io voglio andare da Madonna Simplicia mia vicina che mi presti uno dei suoi vestimenti, e quanto prima andar a far quel tanto che s'ha da fare. Oh, così si servono gli amici!
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