Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giuseppe Conti
Firenze vecchia Storia – Cronaca aneddotica – Costumi (1798-1859)

IntraText CT - Lettura del testo

  • Il perché di questo libro
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Il perché di questo libro

 

Mi è avvenuto più volte, come sarà certamente avvenuto a molti altri, di sentir raccontare dai nostri vecchi la storia, gli aneddoti e le costumanze dei passati tempi, con tale freschezza di memoria, con tale vivacità di colorito, con tale semplicità di frase, che m'invogliai di ricercare e raccogliere, per poi pubblicarlo, tutto quanto si riferiva alla prima metà di questo secolo, che è la più caratteristica e la più tipica.

In questa mia idea fui confermato sempre più anche dal fatto, che mentre era tuttora sulla bocca e nella mente dei pochi vecchi rimasti, fra i quali ho la fortuna di annoverare mio padre, che di tante cose si rammentano, e tante persone ricordano, e tanti avvenimenti e usi e costumi hanno presenti, difficile è, anzi quasi impossibile con tanta copia di giornali e di gazzette, di averne la traccia scritta o stampata. È più facile trovare documenti, diari e narrazioni autentiche e fedeli dei fatti avvenuti cinque o sei secoli addietro che dell’età presente. Ed è naturale. Quando non c’eran giornali, gli antichi erano ambiziosi di registrare giorno per giorno i fatti più importanti e perfino gli avvenimenti di famiglia, il racconto dei quali hanno tramandato ai tardi nepoti, e che hanno formato poi i preziosi diari e le storie nelle quali tutti hanno frugato ed hanno pescato.

Dacché cominciò a generalizzarsi l’uso dei giornali, nessuno si diede più la briga di scriver nulla : ed ecco perché di molte cose curiose, intime e caratteristiche, se ne è perduta quasi la traccia.

Perciò, il prender ricordo e descrivere quelle che si riferiscono agli usi, ai costumi, alle tradizioni, ai luoghi ed alle persone di un'epoca che par già tanto lontana, mi è sembrata cosa utile. Ma a renderla ancora più interessante, ho voluto corredarla di illustrazioni che rappresentano, nella massima parte, tutto ciò che da molti anni è stato demolito in Firenze per abbellirla o ingrandirla, e di cui non si ha un ricordo, né una completa raccolta; ho riprodotto altresì scene di costumi e feste cadute in disuso.

E perché il quadro fosse completo, ho creduto non affatto ozioso di delineare il fondo storico del periodo nel quale tali fatti si svolsero, tante abitudini si contrassero, e tante altre vennero abbandonate, e di riassumerne da' più antichi tempi la narrazione. Senza dipingere l’ambiente, non si comprenderebbe il perché né il per come di tante cose narrate. Di un periodo storico che abbraccia sessant' anni di vita cittadina ho voluto studiare i governi, il comune, la reggia e il popolo: una cosa si collega sempre con l’altra, ed agevola e rende più evidente e più chiara la narrazione.

Scrivendo questo libro, mi sono valso d'un mio diritto; e il lettore ha quello di biasimarlo.... ma non c'è obbligo. È padrone anche di lodarlo!

 

GIUSEPPE CONTI

 

Firenze, 24 novembre 1898.


 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License