5. Poiché, in verità, per lo stesso
motivo con cui crescono i doni crescono anche le ragioni dei doni, tanto
più è necessario che Noi siamo più pronti a servire Dio e
ad affrontare i compiti affidati a ciascuno di noi quanto più siamo da
Lui gratificati di più copiosi benefici.
Pertanto il nostro amore per Dio deve essere più ardente; il profumo
delle nostre virtù più fragrante; le nostre veglie per custodire
il gregge del Signore siano ininterrotte e più attente di prima. In
verità, Noi, non appena spezzato il laccio dell’empia cattività
dal quale eravamo trattenuti, siamo ritornati al Nostro incarico, come a voi
è noto, per prestare assidua opera al fine di conoscere e curare i mali
della Chiesa. Abbiamo disperso, nello Stato Pontificio, le occulte sette di
uomini scellerati, nemici accaniti della Religione e del trono dei Principi.
Abbiamo ridestato dalle sue ceneri la Compagnia di Gesù, quanto mai
idonea a promuovere il culto di Dio e ad assicurare l’eterna salute delle
anime; abbiamo nuovamente aperto i cenobi dei religiosi, sui quali si era
accanita in modo particolare la furia del persecutore; Ci preoccupammo infine
di congregare nuovamente le sacre vergini, sottratte ai pericoli del mondo, nei
loro monasteri, da dove erano state scacciate con sacrilega profanazione.
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