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Benedette due candide liste di
tela sopra un materasso!
Nel dormitorio del collegio a
spesse e tiepide arcate come il ventre di un millepiedi, si raggomitola sotto
le coltri lo scolaretto e scioglie in una polla di pianto i castighi dei
superiori e le cilecche dei compagni,
Che può dire i desiderî smodati,
le truci vendette, i perdoni di Cherubino e le potenze infinite, che
sprimacciano un letticciuolo da seminarista?
Il gobbo e lo sbilenco vi
abbracciano con volontà terribile ed orrida voluttà la bellezza fiammea d'una
sultana.
Tale che di giorno avvalla le
ciglia, si inerpica di notte con l'anima su guglie altissime.
* * *
Oh, che belle tappezzerie
scintillano agli occhi chiusi!
* * *
Le vie del paesello sono
inzeppate di un buio così denso che lo taglieresti a fette.
Havvi un resticciuolo di chiarore
sul piazzale, e ad una colonna dell'albo pretorio sta affissa l'ombra di un
uomo.
È l'impresario della
illuminazione notturna, il quale aspetta che il nipote del parroco sia uscito
dall'osteria per ismorzare l'ultimo lampione.
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