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Bono Giamboni
Trattato di virtù e vizî e di loro vie e rami

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  • 20 - Della quarta virtù cardinale, cioè di Temperanza, e di sue vie
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20 - Della quarta virtù cardinale, cioè di Temperanza, e di sue vie

 

- Temperanza è la quarta virtù principale che nasce all'uomo e alla femina della buona volontà, per la quale si concia e ordina l'animo dell'uomo a rifrenare i disiderî della carne, laonde l'uomo è assalito e tentato. Ed usasi questa virtù per molte vie, ed ha catuna il suo nome per meglio averle a memoria. E quelle sono le virtù che nascono di Temperanza, e sono così appellate: Castità, Pudicizia, Astinenzia, Larghezza, Parcità, Umilità, Onestà, Vergogna.

E quando ebbe così detto, dissi: - Mostrami, verace maestra, come la detta virtù si puote usare per le dette vie -. Ed ella disse: - I disiderî della carne, laonde l'uomo è assalito e tentato, sono sei: il primo è quello della lussuria, il secondo è quello della gola, il terzo è quello di tutte le cose che bisognano alla vita dell'uomo, lo quarto è quello dello spendere, il quinto è quello di volere signoreggiare, il sesto in dire parole villane e oltraggio fare. Tutti quanti i detti disiderî si rafrenano per le dette virtudi che nascono di Temperanza -. Ed io dissi: - In che modo? - Ed ella disse: - Il disiderîo che puosi prima di sopra si è quello della lussuria; e questo si rifrena per due delle dette virtudi, cioè Castità e Pudicizia. Rifrenasi lussuria per Castità, perch'ell'è vìrtù che iscaccia l'incendî della lussuria col freno della ragione no·llasciandola, usare se no i·llecito modo. Ed è Castità in tre modi: virginale, vedovale, matrimoniale; e catuna di queste è detta castità in diversi modi. Per Pudicizia si rifrena la lussuria, perch'ell'è virtù che costrigne non solamente l'incendî, ma' segni della lussuria; e sono i segni della lussuria li ornamenti e reggimenti del corpo. E così vedi, se tu poni bene mente, che Castità rifrena l'incendî della lussuria, e Pudicizia l'incendî e i segnali. E chi ha in sé le dette virtù è detto d'animo temperato.

- Il secondo disiderîo è quello della gola; e questo rifrena Astinenzia, perch'è virtù che no lascia mangiare o bere l'uomo di soperchio. E chi ha in sé la detta virtù è detto d'animo temperato.

- Il terzo disiderîo è quello di tutte le cose che fanno di bisogno alla vita dell'uomo; e questo rifrena Onestà, perch'è virtù che reca ad uso temperato tutte le cose ch'alla vita dell'uomo fanno bisogno. E chi ha in sé la detta virtù è detto d'animo temperato.

- Il quarto disiderîo è quello dello spendere; e rifrenasi il poco spendere per Larghezza, perch'è virtù che no lascia ritenere quello che spendere si conviene; e 'l troppo spendere rifrena Parcità, perch'è virtù che no lascia spendere quello ch'è convenevole di tenere. E chi ha in sé le dette due virtù è detto d'animo temperato.

- Il quinto disiderîo è il volere altrui soperchiare; e questo rifrena Umiltà, perch'è virtù che no·llascia fare le soperchianze né i mali. E chi ha in sé la detta virtù è detto d'animo temperato.

- Il sesto disiderîo è in dire sozze e villane parole e oltraggio fare; e questo rifrena Vergogna, ch'è virtù che rifrena la lingua che villane e sozze parole non favelli.

E quando ebbe così detto, disse: - Hai tu bene veduto quali sono i rei disiderî della carne, e come si rifrenano per le dette virtudi che nascono di Temperanza? - Ed io dissi: - Ben veggio chiaramente ogni cosa come di sopra t'è piaciuto di mostrare.

 

 




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