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- Temperanza è la quarta virtù
principale che nasce all'uomo e alla femina della
buona volontà, per la quale si concia e ordina l'animo dell'uomo a rifrenare i disiderî della carne,
laonde l'uomo è assalito e tentato. Ed usasi questa virtù per molte vie, ed ha catuna il suo nome per meglio averle a memoria. E quelle sono le virtù che nascono di Temperanza, e sono
così appellate: Castità, Pudicizia, Astinenzia,
Larghezza, Parcità, Umilità,
Onestà, Vergogna.
E quando ebbe così detto, dissi: -
Mostrami, verace maestra, come la detta virtù si puote
usare per le dette vie -. Ed ella disse: - I disiderî della carne, laonde
l'uomo è assalito e tentato, sono sei: il primo è quello della lussuria, il
secondo è quello della gola, il terzo è quello di tutte le cose che bisognano
alla vita dell'uomo, lo quarto è quello dello spendere, il quinto è quello di
volere signoreggiare, il sesto in dire parole villane e oltraggio fare. Tutti quanti i detti disiderî si rafrenano per le dette virtudi
che nascono di Temperanza -. Ed io dissi: - In
che modo? - Ed ella disse: - Il disiderîo
che puosi prima di sopra si è quello della lussuria;
e questo si rifrena per due delle dette virtudi, cioè Castità e Pudicizia. Rifrenasi
lussuria per Castità, perch'ell'è vìrtù
che iscaccia l'incendî della
lussuria col freno della ragione no·llasciandola,
usare se no i·llecito modo. Ed
è Castità in tre modi: virginale, vedovale, matrimoniale; e catuna
di queste è detta castità in diversi modi. Per Pudicizia si rifrena
la lussuria, perch'ell'è virtù che costrigne non solamente l'incendî,
ma' segni della lussuria; e sono i segni della
lussuria li ornamenti e reggimenti del corpo. E così vedi, se tu poni bene
mente, che Castità rifrena l'incendî
della lussuria, e Pudicizia l'incendî e i segnali. E chi ha in sé le dette virtù è detto d'animo temperato.
- Il secondo disiderîo
è quello della gola; e questo rifrena Astinenzia, perch'è virtù che no lascia mangiare o bere l'uomo di soperchio. E chi ha in
sé la detta virtù è detto d'animo temperato.
- Il terzo disiderîo
è quello di tutte le cose che fanno di bisogno alla vita dell'uomo; e questo rifrena Onestà, perch'è virtù che reca ad uso temperato tutte le cose
ch'alla vita dell'uomo fanno bisogno. E chi ha in sé la detta virtù è detto d'animo temperato.
- Il quarto disiderîo
è quello dello spendere; e rifrenasi il poco spendere
per Larghezza, perch'è virtù che no
lascia ritenere quello che spendere si conviene; e 'l troppo spendere rifrena Parcità, perch'è virtù che no lascia spendere quello ch'è
convenevole di tenere. E chi ha in sé le dette due
virtù è detto d'animo temperato.
- Il quinto disiderîo
è il volere altrui soperchiare; e questo rifrena
Umiltà, perch'è virtù che no·llascia
fare le soperchianze né i mali. E chi ha in sé la
detta virtù è detto d'animo temperato.
- Il sesto disiderîo
è in dire sozze e villane parole e oltraggio fare; e questo rifrena
Vergogna, ch'è virtù che rifrena
la lingua che villane e sozze parole non favelli.
E quando ebbe così detto, disse: - Hai tu
bene veduto quali sono i rei disiderî della carne, e
come si rifrenano per le dette virtudi
che nascono di Temperanza? - Ed io dissi: - Ben veggio chiaramente ogni cosa come di sopra t'è piaciuto di
mostrare.
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