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Bono Giamboni
Trattato di virtù e vizî e di loro vie e rami

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  • 32 - Qui dice la Filosofia di condizione e luogo di paradiso, ove la via stretta delle virtù mena l'anime che per essa vanno
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32 - Qui dice la Filosofia di condizione e luogo di paradiso, ove la via stretta delle virtù mena l'anime che per essa vanno

 

- Il paese là dove la via stretta delle virtù mena l'anima dopo la morte a regnare è detto paradiso, il quale è posto nel cielo ch'è di sopra al cielo stellato che noi veggiamo, il quale si chiama cielo impirio; del quale non si puote vedere niente, la cui altezza e larghezza non si potrebbe stimare. E però dice il Profeta: «Com'è ampia, Signor mio, la casa tua, e com'è grande e maravigliosa la tua possessione!» E quando l'uomo ha compiuto il suo pellegrinaggio nel mondo per le vie delle virtudi, è sceverata e sciolta l'anima dal corpo per la Morte, ed è portata incontanente per li angioli d'Iddio nel detto paese, e rappresentata nel cospetto d'Iddio e allogata per lui in una delle sediora vòte degli angioli che caddono di cielo. E perché delle dette sediora vòte ha in ogni ordine degli angioli, ed è l'una grande e l'altra maggiore, secondo che maggiore fu l'angiolo che di quello sedio cadde, sì l'asegna Iddio ordine e dàlle sedio come si conviene a lei, secondo il bene c'ha fatto nel mon do. E allogata in quello santisimo sedio in Paradiso, si riposa mai sempre da tutte le sue fatiche e da tutte le sue tribulazioni e da tutte le sue miserie e da tutte le cose del mondo, e fassi gloriosa e beata e partefice cogli angioli del suo ordine della gloria e beatitudine di Dio. E però dice Cristo nel Vangelo: «Venite a me, voi che lavorate e affaticati siete, che vi darò luogo di riposo»; e santo Giovanni dice nella Pistola sua: «Beati que' morti che muoio no a Dio, perch'oggi mai dice lo spirito: Riposomi delle fatiche mie, e dalle mie opere sono seguitato». E anche nel detto luogo di paradiso è ripiena l'anima di sapienzia, e solle adempiuti tutti i suoi disiderî. Perché se l'anima si vuole dilettare ne' dolci e piacevoli sapori, quivi le sono tutti dati. Onde dice il Profeta: «Signor mio, apparecchiato hai all'anima mia pane d'ogni buono sapore». E se dilettare si vuole in vedere belle cose, quivi sono tutti i begli colori e tutte le belle forme e tutte le chiare luci; e vedevisi Cristo, il quale rispende nella maiestà sua, ch'è piacevole a vedere sopra tutte le cose. E se si vuole dilettare in udire, quivi sono tutte le belle boci e i dilettevoli suoni degli angioli e de' santi che lodano sempre il Signore. E se vuogli dilettare l'odorato, quivi sono tutti i soavi e i dilettevoli odori. Se vuogli dilettarti in toccare, quivi non si tocca altro che morbida cosa. E simigliantemente s'adempiono tutti gli altri disiderî, perché vi sono le cose sì perfette, che di tutti i suoi disiderî si può l'anima saziare e empiere. E nel detto luogo di paradiso ciascuna anima riluce più che non fa il sole, ed è di tanta leggerezza, che tosto trapassa tutto il mondo e ritruovasi ove vuole, ed è di tanta virtù e sottigliezza, che per ogni cosa dura trapassa, ed è di tanta sanità, che non teme mai niuno male né che si possa corrompere o mutare. E nel detto luogo ciascuna anima si vede nella gloria sua, la quale è di tanta fermezza, che no ha mai paura di perderla, né che Ventura la possa mutare. E nel detto luogo Cristo, figliuolo d'Iddio, è servigiale di tutte l'anime, e aministra loro il sovrano bene. Onde la Scrittura, favellando di Cristo, dice: «Apparecchierassi e farà assettare l'anime, e andando intorno servirà a tutte. Qual bene dunque vi potrà venire meno colà dov'è così fatto ministro?»; e però disse santo Paolo: «Né occhio non vede né cuore d'uomo può pensare quello ch'è apparecchiato da Dio a coloro che l'amano con puro cuore».

 

 




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