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Bono Giamboni
Libro de' vizî e delle virtudi

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  • 57 - Dell’uscita che fanno le Virtù e i Vizî nel campo a le battaglie
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57 - Dell’uscita che fanno le Virtù e i Vizî nel campo a le battaglie

 

Da che venuto fue il giorno che per uscire alle battaglie le Virtudi aviano ordinato, sì s’armaro e apparecchiaro grandemente, e co le loro genti molto assettatamente usciro nel campo ove le battaglie si faceano, avegna che non tant’oltre quanto era la fossa de la Frode, ma molto ivi presso; e richiesero di battaglia i nimici.

Veduto la Superbia i nimici nel campo, e udita la richesta ch’avien fatta, s’adiròfortemente, che gittava schiuma per bocca come fosse cavallo, e per lo volto e per li occhi fiamme di fuoco: tanto ebbe a dispetto quella richesta; e armossi incontanente, e montò a cavallo in su ’n un destriere grandissimo e nero, il qual non era men feroce di lei. E fece armare e apparecchiare tutta sua gente, e venne nel campo a petto a’ nimici; e quando fue sì presso, che da le Virtù potea esser intesa chiaramente, cominciò a parlare conimici parole di sozzi rimprocci in questo modo:

 

 




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