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Quando la
Filosofia ebbe così detto, sì ci apparecchiammo e montammo a cavallo, e andammo
tanto che fummo nell'oste; e trovammo che tutte le Virtù erano a consiglio nel
mastro padiglione del Comune; e ragionavaro di fare un bellissimo tempio e un
grande spedale nel luogo ov'erano fatte le battaglie, in memoria delle vittorie
ch'aveano avute, e di fare predicare la Croce, e di fare raccogliere il decimo
di tutti i Cristiani, e di fare molto navilio e grande apparecchiamento d'avere
molta gente per lo passaggio d'oltremare.
E quando fummo
ivi, smontammo e intrammo là entro. E quando le Virtudi videro la Filosofia
loro donna e maestra, incontanente la conobbero, e gittârsi in terra ginocchioni,
e corsero a' piedi per baciargliele; ed ella nol sofferse, ma pigliolle per la
mano e rizzolle. E dacché fuoro ritte, sì l'abbracciò catuna per sé, e poi le
salutò e disse: - Figliuole mie care, e verage69 amiche e ministre di
Dio, da Cristo e da me siate sempre benedette, che veracemente siete la salute
e il campamento delle genti, tante fatiche portate per l'umana generazione -.
Elle tutte la risalutaro, e dissero: - Maestra e donna nostra, l'onnipotente
Dio ti guardi e salvi d'ogni tempo, acciò che sempre possiamo esser partefici
della tua dottrina, verace luce di Dio, per cui è alluminato tutto 'l mondo.
E quando
s'ebbero insieme salutate, sì s'asettarono a sedere; e le Virtu[de] cominciaro
a ragionare de le battaglie ch'erano state, e de le vittorie ch'aveano avute, e
come tutti i Vizî erano morti e spenti; laonde la Filosofia fece grande
allegrezza. E quando ebbero assai ragionato di quella materia, cominciaro a
ragionare del fatto del tempio e dello spedale che voleano edificare nel luogo
ov'erano state le battaglie. Allor disse la Filosofia: - Degna cosa è che
bellissimo tempio e grande spedale sia fatto in così vitturioso luogo, e in
memoria di sì alta e gloriosa vittoria. E io medesima li voglio disegnare,
perché siano bellissimi e grandi -. Allor tolse la canna e disegnolli in presenzia
di maestri70; ed elli iscrissero il suo disegnamento, perché non
uscisse loro di mente.
E poi tornaro a
l'albergo, sonata già terza71, e ivi era apparecchiato il desinare. E
desinò la Filosofia con tutte le Virtudi ad una mensa a grandissimo agio e con
molta letizia.
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