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Ma puoi ch'ella mi
vide,
la sua cera che
ride
inver' di me si
volse,
e puoi a sé
m'acolse
molto covertamente,
e disse
immantenente:
«Io sono la Natura,
e sono una fattura
de lo sovran
Fattore.
Elli è mio
creatore:
io son da Lui
creata
e fui incominciata;
ma la Sua gran
possanza
fue sanza
comincianza.
E' non fina né
more;
ma tutto mio
labore,
quanto che io
l'alumi,
convien che si
consumi.
Esso è onipotente;
ma io non pos'
neente
se non quanto
concede.
Esso tanto provede
e è in ogne lato
e sa ciò ch'è
passato
e 'l futuro e 'l
presente;
ma io non son
saccente
se non di quel che
vuole:
mostrami, come
suole,
quello che vuol
ch'i' faccia
e che vol ch'io
disfaccia,
ond'io son Sua
ovrera
di ciò ch'Esso
m'impera.
Così in terra e in
aria
m'ha fatta sua
vicaria:
Esso dispose il
mondo,
e io poscia secondo
lo Suo comandamento
lo guido a Suo
talento.
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